Volevo scrivere di Alitalia, dato che le ultime indiscrezioni danno circa 4000 esuberi previsti dal nuovo piano industriale (il doppio di quelli a suo tempo proposti da Air France e che Silvio aveva bollato come "inaccettabili"... ricordate? Io sì...). Stamane su City si diceva 10000. Sì, diecimila, avete contato bene gli zeri.
Ovviamente dovremo aspettare la presentazione del piano, perché finché si tratta di chiacchiere del diman non v'è certezza.
Ma.
La strategia è chiara, e state tranquilli che terrò d'occhio le cifre del piano e i licenziamenti reali.
Volevo, insomma, scrivere di Alitalia.
Ma ci ha già pensato Doxaliber su Mentecritica, quindi faccio il pigro e copioincollo ^______^
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Pacco: 3a estens., gerg., fregatura, imbroglio: rifilare un p. | tirare, fare un p., il p.: mancare a un appuntamento, a un impegno
Fonte: De Mauro Paravia.

Leggende metropolitane raccontano che a Napoli, in certi mercatini abusivi, alcuni personaggi senza scrupoli ti vendessero autoradio e piccoli elettrodomestici a prezzo ridicolo. L’ignaro turista, che tradizione vuole ricco ed un po’ fessacchione, convinto dall’affare a prezzi vantaggiosissimi, avrebbe giosamente proceduto all’acquisto dell’elettrodomestico, ma una volta tornato a casa avrebbe scoperto che al posto dell’autoradio il lesto malfattore aveva piazzato un mattoncino di nessun valore. Da qui la definizione di “pacco”, intesa come inganno, truffa, e ripresa anche dai dizionari più famosi.
Proprio in prossimità della campagna elettorale, Air France stava per acquisire Alitalia, azienda che, come saprete tutti, è ormai sull’orlo del fallimento. Il progetto di Spinetta prevedeva 1750 esuberi e l’abbandono dell’areoporto di Malpensa (aereoporto costosissimo, ottimo per favorire clientele politiche, pessimo per i milanesi che preferiscono la comodità di Linate). Quello che durante la campagna elettorale veniva definito “il principale esponente della coalizione avversaria”, ma che io per semplice comodità chiamerò Silvio Berlusconi, tuonò contro l’accordo preso dal Governo Prodi con Air France e bollò la proposta della compagnia francese come “irricevibile”. In aggiunta Silvio Berlusconi affermò che c’erano maree di imprenditori italiani disposti ad acquisire Alitalia a condizioni decisamente più vantaggiose, sia per salvare l’Italianità della nostra compagnia di bandiera che per il bene del paese. Naturalmente Air France, avendo capito di essere finita in mezzo ad una contesa politica di basso cabotaggio che poco aveva a che fare con il mercato, ritirò la sua proposta di acquisto e Silvio Berlusconi vinse le elezioni.
Recentemente Spinetta (Presidente di Air France) ha affermato: per salvare Alitalia ci vorrebbe l’esorcista, ma qui in Italia, soprattutto dopo la cacciata di Monsignor Milingo, non abbiamo più esorcisti a disposizione e dobbiamo accontentarci di qualche mediocre politico che si diverte a fare teatrino. Infatti, appena finita la campagna elettorale, Silvio Berlusconi, che d’ora in poi chiamerò il Presidente del Consiglio, disse che la colpa della fine delle trattative con Air France non era sua, ma dei sindacati, i quali però, pur con tutte le loro responsabilità, ad un certo punto si erano detti disposti a trattare.
Ieri finalmente, dopo tanti tira e molla e dopo tante dichiarazioni roboanti, sono state pubblicate sui giornali le prime indiscrezioni sul piano di salvataggio di Alitalia predisposto dall’advisor Banca Intesa. Si parla di 4000 esuberi, ovvero il doppio di quelli previsti da Air France, nonché della completa privatizzazione della compagnia e addirittura della ricerca di un “partner internazionale”, magari disposto a fare da “stampella” ai debiti della compagnia, alla faccia dell’italianità tanto sbandierata durante la campagna elettorale.
Insomma, la scenetta è la stessa dei mercatini napoletani. Avreste potuto acquistare la vostra autoradio ad un prezzo ragionevole da un negoziante munito di regolare licenza, ma, come al solito, avete pensato di essere più furbi ed intelligenti degli “altri”, quindi avete provato la scorciatoia più facile. Vi siete lasciati convincere dal mercante di turno, quello che tutti “stranamente” definiscono “Er Patacca”, ed avete acquistato l’autoradio dalla sua bancarella. Ora però, una volta tornati a casa, vi ritrovate tra le mani - meritatamente - un bel mattone da quattro soldi. Questo è quanto. Auguri per il vostro acquisto.
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