giovedì 29 novembre 2007

L'olismo e il superlavoro

Oggi non ne ho il tempo ma spero, domani, di scrivere un lungo e articolato post sugli eroi, sulla fede, sulla guerra, sulla propaganda e sui fondi sovrani.

Lo so, a prima vista sono cose abbastanza slegate, ma domani (lavoro permettendo) mi spiegherò.
Un legame c'è, eccome. D'altronde l'universo è olistico: Douglas Adams e Dirk Gently lo sapevano benissimo.

martedì 27 novembre 2007

2000 bloggers

Oh, che carino: sono stato incluso nel sito dei 2000 bloggers italiani!

Fateci un giro, è un'iniziativa sfiziosa e, da bravo megalomane, trovo sempre divertente vedere la mia faccia da qualche parte: andate a fare richiesta anche voi ^________^

2000 bloggers

lunedì 26 novembre 2007

La fede e i guai

Qui sopra uno sfondo per il vostro desktop ^______^

Quest’anno la solennità di Cristo Re dell’universo, coronamento dell’anno liturgico, è arricchita dall’accoglienza nel Collegio Cardinalizio di 23 nuovi membri, che, secondo la tradizione, ho invitato quest’oggi a concelebrare con me l’Eucaristia.
Così si è aperta l'omelia del pastore tedesco durante la messa celebrata con i cardinali nella Basilica di San Pietro questo sabato. Qui il testo integrale.
Vi invito a leggerla con attenzione e a trovare le differenze con questo.

Il nazista in gonnellone fa anche un appello per l'unità delle chiese cristiane ma non, attenzione, per la pace e la comprensione fra tutte le fedi: quando lavorava alle dipendenze di Woytila seguiva questa corrente in senso letterale e figurato, ora che il potere lo ha lui si rivela per quel che è, e per quel che è ogni buon credente.... un estremista intollerante, presuntuoso e sicuro che andremo tutti all'inferno perché l'unica salvezza è il suo dio adorato come lo adora lui.

A destra e a sinistra si parla del nuovo cardinale iracheno, che adesso avrà il compito di tutelare i poveri cristiani (e solo loro) che soffrono in quel Paese martoriato da una guerra alla cui propaganda lo stesso Ratzinger contribuisce sensibilmente (ricordate? George W. Bush è cattolico. I soldati morti in questi conflitti sono EROI a prescindere, non più persone normali... così abbiamo dei motivi in più per "stringerci a coorte", no?). Ma d'altronde i cattolici sono un esempio per il mondo, giusto?

Un esempio fulgido: sono quelli che lasciano morire fra atroci sofferenze coloro che, in pieno possesso delle loro facoltà, desiderano disporre liberamente della propria vita (come se il diritto dalla vita corrispondesse il DOVERE alla vita), e che condannano milioni di persone ogni anno (bambini compresi) a crepare di AIDS.
I cristiani sono quella bella gente che a "Porta a Porta" fa propaganda anti islamica con Vespa che propugna la superiorità di un dio rispetto ad un altro... riuscendo solo a dimostrare che la religione è fondamentalmente una malattia mentale.
Un buon credente per essere tale deve essere ortodosso.
I veri cristiani (musulmani/ebrei/induisti/buddhisti... metteteci la vostra religione preferita, faccio il caso dei cristiani perché ce li ho in casa) sono questi qui e sono pazzi pericolosi.

Intanto ovunque si tenta di limitare il libero scambio di informazioni partendo dall'accordo fra majors discografiche e governi per limitare la pirateria.
Intanto siamo sempre più indebitati e a rischio usura, solo che i debiti li facciamo per mantenere il nostro usuale tenore di vita, non per migliorarlo. Sai com'è, ci educano al consumo... ormai fanno finanziamenti anche per comprare UN TELEFONO CELLULARE.
Intanto un padre di famiglia rapina 350 euro a una farmacia e nel farlo si scusa con la cassiera perché è costretto, perché i suoi figli hanno fame.

Io dico solo una cosa: GLI ADULTI CHE HANNO UN AMICO IMMAGINARIO SI CHIAMANO MALATI DI MENTE.
Buttate i vostri libri sacri e cominciate davvero a dedicarvi al prossimo... ma non come Madre Teresa, che pensava che i poveri dovessero accettare la loro sorte in nome di dio.

SCHIFO.

mercoledì 21 novembre 2007

2010, la Rete al collasso

CollassoChi mi legge abitualmente sa quanto io ami la Rete.
Considero il Web un irrinunciabile strumento di conoscenza, condivisione e democrazia.
Pur essendone entusiasta ne vedo ovviamente anche gli aspetti più rischiosi e deleteri, ma sono convinto che sia nostro preciso dovere trovare il modo di sconfiggerli.
Lo sapete, per me passa tutto attraverso i mutamenti culturali: se la testa della gente funziona, la società funziona.

Capirete quindi che la notizia mi sconforta quando vengo a scoprire che, come in molti altri settori, non siamo in grado di preservare nemmeno ciò che ci serve.
Nel 2010 la Rete potrebbe collassare.

Troppi utenti, troppo traffico, troppe poche infrastrutture. In pratica non abbiamo cavi abbastanza, né abbastanza potenti e performanti, da sostenere a lungo il costante incremento di traffico dati sul Web.

E mentre questo accade, prefigurando un ulteriore, esotico scenario apocalittico (dopo i lriscaldamento globale e i meteoriti sulla terra questa potrebbe essere la terza catastrofe possibile per magnitudo), in Italia ci stiamo organizzando per regalare il Wimax a chi già ha fa cartello sui prezzi.

Saremo gli ultimi anche in futuro, e non credo molto ai detti biblici, non trovo consolazione...

martedì 20 novembre 2007

La bellezza di una donna

Ripubblico qui una cosa che scrissi nel 2005 sul mio vecchio blog.
La penso ancora allo stesso modo.

09/10/2005 00:27
La bellezza di una donna

C'è una cosa che pochi uomini dicono.

Forse perché sono in pochi a pensarlo.

La bellezza di una donna per come la vediamo, senza conoscerla, risiede nelle curve del suo volto unico, naturalmente imperfetto e aggraziato, nella splendida, umana cosa che è il suo corpo, nel modo armonico o goffo in cui si muovono le onde della sua schiena e dei suoi capelli, nell'intimità del suo sguardo. Non nell'altezza del suo tacco, nel profumo della sua permanente, nel colore delle sue unghie, nel culo maniacalmente palestrato. Niente scherzi, per favore. La semplicità spesso non è compagna della nudità, che si presenta in molti casi con ancora addosso un mucchio di buffi, colorati, inutili vestiti fatti di complessi.

Donne, ragazze... non preoccupatevi di non essere perfette. Non vogliamo che lo siate. Vi amiamo così, amatevi anche voi. Siete splendide anche se avete la cellulite e non riuscite a venire a patti con la misura delle vostre tette, anche se non andate in palestra, non usate biancheria di pizzo, dormite sempre in boxer e maglietta e usate solo i pantaloni. Vi assicuro che a certi di noi proprio non importa. Vi preferiamo persone, con le rughe intorno agli occhi che raccontano la vostra storia di donne che amano ridere e quel neo che odiate e noi troviamo sexy. Manichini non ci piacete.

Ricordate una cosa.
Il trucco è per le brutte ^_____^

lunedì 19 novembre 2007

Felicità, notte, tastiera

Ci sono cose che lasciano perplessi.
Cose che non ci aspettiamo, eventi che ci prendono completamente di sorpresa.
Mesi fa me ne è accaduto uno. A maggio.

Ho appena finito di parlare al telefono con la mia ragazza.
Abita lontana, a circa 450km da dove le mie mani stanno correndo sulla tastiera.
In un certo senso corrono da lei, perché è di lei che scrivono.

Di lei che è arrivata nel corso di un anno in cui TUTTO stava andando in vacca.
Lei, la cui voce ancora risuona nell'aria che ho intorno.
Lei, di cui non dimentico nemmeno i dettagli... e chi conosce i miei graverrimi problemi di alzheimer sa che intendo ;P

È arrivata da poco, da pochissimo. Mesi.
Ma è merito suo se mi sono reso conto di cosa significavano un letto vuoto, giornate piene e spettrali, tempo arido, solitudini lunghe e dense e disperanti.
Mi ha ricordato il rispetto di me stesso, ho ritrovato le forze e ho riscoperto - accade sempre, sempre... non come se fosse la prima volta, perché in realtà è una prima volta, unica e differente e somigliante e indispensabile, in sé - la semplicissima gioia animalesca di aprire la propria mente a qualcun altro, di amarlo, di conoscerlo.
Con onestà, esplicitamente, senza pudori, senza il bisogno di mentire o nascondersi e senza l'irritante sensazione di stare perdendo tempo con una persona ottusa, superficiale, superflua, ridondante, rimbombante, vuota.

Lei si chiama M.
La amo.
Cosa che non mi aspettavo accadesse più, da un pezzo... ma che ci volete fare.
Per fortuna l'inaspettato capita ^________^

Tutti in coro: sei gay!

Soldi
Incommentabile.
Il solito atteggiamento della chiesa verso i gay: li ostracizza.

Nel frattempo il governo mette la fiducia su una finanziaria discutibile a causa dei soliti litigi. E se vi chiedete come mai si litiga tanto, scopritelo controllando che tipo di gestione pubblica subiamo, dove stanno i veri interessi e cosa sono i derivati strutturati su cui stanno investendo tante regioni, province e comuni d'Italia.

Per fortuna qualcuno controlla, controlla sempre.
Grazie, Milena Gabanelli, grazie Meetup: come vedete diffondo.

domenica 18 novembre 2007

Pena di morte, sì alla moratoria



Ieri sera la Terza commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato ad ampia maggioranza la risoluzione che chiede una moratoria internazionale sulla pena di morte. Il voto è stato di 99 Paesi a favore, 52 contrari e 33 astenuti.

Graaaaaaaande segno di civiltà, certo.
Come se la legge non la facesse il più forte.
Tanto le sentenze e le esecuzioni le fa direttamente la polizia, dall'Italia al Canada.

Se i valori di un popolo si notano da ciò a cui si interessa di più, siamo ben lontani dalla mia personalissima idea di sanità mentale.

Violenza, razzismo, risate, feccia

È di poco fa la notizia che alcuni ragazzi hanno filmato un incidente... beh, cito direttamente:
L'incidente è avvenuto lo scorso 31 ottobre quando Sara Hamid, una 16enne di origine marocchina, che frequentava l'Istituto d'Arte di Modena, fu travolta dall'autobus che cercava di fermare per poter salire. “Alcuni ragazzi a vedere quella scena sono svenuti o hanno pianto, altri hanno riso”, ha raccontato inorridito il preside dell'istituto, “ma parecchi di loro hanno fotografato e filmato i pezzi di cervello della loro compagna sparsi per terra. Una cosa scandalosa, incredibile”.
Le immagini dell'investimento riprese dai compagni sono finite su Youtube e Rotten.com accompagnate da commenti e battute. Subito dopo la denuncia alla polizia postale, le clip incriminate sono state rimosse.
E ancora, a Vancouver un contadino polacco al suo primo viaggio in aereo per incontrare la madre trasferitasi lì, dopo essere stato fermato dalla polizia e rinchiuso in uno spazio delimitato da un vetro blindato per 10 ore, senza acqua, cibo o spiegazioni che potesse comprendere (parlava solo polacco), ha dato in escandescenze e ha cominciato a sbattere per terra degli oggetti.

Probabilmente intendeva solo attirare l'attenzione di qualcuno che risolvesse questa situazione per lui inspiegabile, surreale e incomprensibile. Invece sono entrati degli agenti di polizia che lo hanno ammazzato a colpi di taser.
Ucciso come un cane.

Su Youtube, dove è disponibile il video (girato da uno spettatore), c'è il commento di un ragazzo polacco che dice:
(...) he was saying "I want to get out, help me find the way" when the Polish came he was yelling to then "Police! Police! Can't you help me?" (...)
-------------
(...) stava dicendo "Voglio uscire, aiutatemi a trovare il modo", e quando è apparsa la polizia allora ha urlato "Polizia! Polizia! Mi potete aiutare?" (...)
Spero che qualche mio lettore parli il polacco e mi possa confermare la cosa.
Potete guarda il video a questo indirizzo, ma occhio: il poveraccio muore, sul serio, e urla e si dibatte un sacco prima.
In nessun momento fa il minimo gesto contro i poliziotti: li affronta, è vero, ma non fa niente di minaccioso. E lo uccidono come un cane.
La polizia, ovviamente, non voleva rilasciare il video.

Cos'hanno in comune questi due fatti?
Entrambi sono casi di uso della Rete per portare in evidenza cose di cui altrimenti si sarebbero accorti solo i diretti interessati (la famiglia della ragazza e del povero Robert).

Nel primo caso abbiamo un esempio di orribile, bestiale crudeltà, quasi come se l'incidente mortale e agghiacciante occorso a quella ragazza fosse una bravata alla Jackass, su cui sbellicarsi e sfottere. La povera Sara era sparsa per la strada, in fin di vita, e spero non abbia sentito i suoi coetanei ridere della sua morte.

Nel secondo caso il video aiuta a fare giustizia, e vi vediamo l'ottuso, violento accanimento delle forse dell'ordine (di QUALE ordine?) che ammazzano un poveraccio solo e soltanto perché è rozzo, non sa la lingua e chissà cosa ha in mente.

In entrambi i casi credo proprio che il razzismo c'entri. Lascio a voi dedurre il perché.
Ho il sangue gelato.
Non ho nessuna voglia, anche se potrei, di discutere e analizzare gli aspetti più profondi di entrambe le questioni (problemi culturali, educativi, di socializzazione, di riconoscimento dell'umanità altrui, violenza della polizia, responsabilità della propaganda di guerra contro l'Islam etc etc etc).

Ho solo voglia di vomitare
.
Sono stufo di quelli che si fanno passare per esseri umani ma sono soltanto feccia.

sabato 17 novembre 2007

Il re è nudo: Camp Delta Standard Operating Procedures

IT
Ho notato che il portale Wikileaks è praticamente irraggiungibile... o sono sovraccarichi o li hanno oscurati.Dato che penso con fermezza che questo documento intitolato Camp Delta Standard Operating Procedures debba essere disponibile a tutti, vi avviso che se volete leggerlo trovate qui il PDF completo.
EN
Wikileaks.org is no more on-line: I don't know if they're out of bandwidth or have closed the site for some other, worse reason.I think that this document titled "Camp Delta Standard Operating Procedures" has to be available to be read by everyone, so you can download a PDF copy here.

Guantanamo, le procedure e la democrazia


Questa è una bomba: poche ore fa il sito Wikileaks.org ha pubblicato on-line un documento riservato (all'uso officiale, ma non secretato) che riporta le procedure di gestione del carcere, comprese quelle per il trattamento dei prigionieri, intitolato "Camp Delta Standard Operating Procedures".Ci ho dato una prima occhiata, ma ancora non ho idea di cosa veramente ci sia dentro.Dalle fonti stampa, che hanno ovviamente lettori più numerosi e veloci di me, pare che sia brutto ma non così tanto come si potrebbe pensare: solo molto, molto rigido, apparentemente non inumano. Domani leggo.Lo so, potrei leggermi i riassunti fatti da altri, sicuramente veritieri e accurati... ma sapete che amo controllare l'ovvio.

Potete trovare qui la pagina di Wikileaks dedicata al documento, e qui c'è il PDF integrale.Per anni le associazioni dei diritti umani hanno chiesto di vedere questo documento... invano.Ora possiamo tutti sapere cosa accade lì dove non vogliono che ficchiamo il naso "per il nostro bene".Un altro avvenimento, uno in più, che mi convince della fondamentale indispensabilità della Rete per la democrazia.

venerdì 16 novembre 2007

Correggono le bozze del copione



Oggi, come ogni altro giorno, l'informazione segue un copione preciso.Sì, altro non è, un copione.Lo diceva Frankie Hi-NRG qualcosa come 15 anni fa, ed è ancora vero.Gli articoli più letti d'Italia (fonte GNews), questa mattina, sono i seguenti:


Cosa ci dice questo?
A me alcune cose.Innanzitutto che le persone che si informano sul web, e che quindi in teoria sarebbero quelle più "smaliziate", in realtà si interessano della futilità.Questo atteggiamento ha diverse cause, fra le quali individuo la normale attenzione al mondo ristretto del privato, più vicino e quindi più immediatamente interessante. Da qui ecco l'interesse per notizie spicciole relative a qualcosa che abbiamo visto in TV (come il programma su Gaetano, che magari abbiamo seguito per affezione) o qualcosa che sarebbe potuto accadere anche a noi (i delitti vari, la cronaca nera/rosa).
Altra causa che riconosco è l'attenzione che i media mettono nell'agenda setting. Nessun organo di informazione può ignorare le pressioni a cui è sottoposto dall'opinione pubblica e da ogni altro gruppo di potere che ha con esso contatti.
In base a queste pressioni il media decide di cosa è rilevante che si parli.Dato che sappiamo che in Italia i gruppi economici che guidano i media sono STRETTAMENTE legati al mondo politico, forse più che in ogni altro Paese (ricordiamo quella cosa chiamata "conflitto di interessi" per cui Silvio Berlusconi era ed è ineleggibile e per cui questo governo "sinistro" non sta facendo assolutamente NULLA?), non vi viene il sospetto che i media facciano, di volta in volta, tutto quello che è loro possibile per far passare certe notizie in favore di altre?
A me sì.
E non si tratta solo di questo: fin qui siamo ad un livello estremamente elementare.
Pensate ad esempio all'uso che si fa in TV delle parole.
Ricordo molto bene che dopo il G8 del 2001 i "no global" divennero "black bloc" (neri=cattivi), i "pacifisti" o "manifestanti" si trasformarono in "disobbedienti" (quindi indisciplinati, riottosi, irragionevoli, pericolosi). Ricordo molto bene, l'anno scorso sotto elezioni, un cartellone affisso in giro per Roma da Forza Italia in cui campeggiava un black bloc nell'atto di tirare sassi contro un fuoristrada dei carabinieri. Sotto, la scritta "Un voto regalato, un no-global aiutato".
"Rom" e "romeno" sono diventati sinonimi da qualche settimana a questa parte, ed entrambi hanno assunto il significato di "probabilmente/certamente delinquente".
Capite?
Oh, e ancora non ho parlato dell'uso ovviamente strumentale del palinsensto, della successione e della presentazione degli argomenti (qualcuno forse ricorderà le mie analisi sul "panino" di Mimun al TG1).
E via così.
La cronaca nera, rosa o di qualsiasi altro colore, che serve da riempitivo, serve per distrarci.
E non ci accorgiamo che, come rileva l'attento collega blogger Snapshot, l'enciclopedia Treccani (sì, proprio lei!) si trova sottoposta a un pesantissimo attacco ideologico per aver espresso dei meri dati di fatto (quindi la realtà) nella voce dedicata alla famiglia.Nel frattempo trascuriamo la questione dell'ora di religione, che trovo ingiusto e ridicolo insegnare ai nostri figli a spese dello stato come avviene ora, e che in Spagna è stata fermamente eliminata in favore di due ore di educazione civica e diritti umani, che la chiesa si è subito affrettata a bollare come "catechismo socialista". Che ce voi fa', so' preti.
Non si parla degli ebrei "vagamente" risentiti del fatto che Silviuccio vostro non ha detto una parola a loro favore quando la Santanché diceva che il fascismo è buona cosa, durante la fondazione de "La Destra".
Nessuno ci spiega il decreto flussi firmato ieri né lo confronta col precedente.
Dove voglio andare a parare?
Studiate, studiate tanto, chiedetevi le ragioni delle cose e badate alle parole che usate, perché il linguaggio plasma le menti e il mondo.

giovedì 15 novembre 2007

Due pesi, due misure




Che in Italia la legge sia incredibilmente diseguale per certuni è chiaro da anni, non stiamo nemmeno a sprecarci riflessioni ulteriori.

Oh, Lapo Elkann è ancora a piede libero, se andavo io in ospedale strafatto di cocaina stavo ancora al gabbio. Anzi, ora partecipa ai dischi di quel fagggggiano di Fibra che, tutto d'un tratto, dice di voler fare "rap di qualità". Chissà che intende.
Vabbé, basta polemiche sul rap, almeno per un po': prometto ^______^
Quello che vorrei commentare invece è la disparità di trattamento vista ieri, quando è uscita la notizia dell'omicidio da parte (presumibilmente) della polizia di un cittadino italiano in sosta in un autogrill.
Detto così suona male, vero? Se invece dico "Ucciso tifoso durante una rissa" allora la cosa assume tutta un'altra connotazione: tifoso = fascio, violento e ultras.
Sì, avete capito, me la prendo con i media, come mio solito. Per il modo scorretto in cui danno le notizie. Oggi i giornali sono pieni di lamenti per "Gabbo", ma ieri tutti i TG parlavano di un "tifoso", e che io sappia la Lega Calcio ha comunque fatto giocare alcune partite mentre qualche tempo fa, per la morte di un poliziotto, hanno fermato la serie A.
Che dire, lo trovo inadeguato.
Il poliziotto che ha sparato sostiene di non poter essere stato lui, e voglio vedere cosa verrà fuori dalle indagini. Temo che, come spesso accade, si useranno due pesi e due misure.
Cosa che accade anche quando dei leghisti portano un suino a razzolare sull'area in cui dovrà essere costruita una moschea a Padova e non vengono denunciati per vilipendio alla religione."E' una questione di difesa dell'identità italiana", dice Mariella Mazzetto, capogruppo della Lega Nord nel Comune di Padova.
La LORO identità, al limite, non la MIA.
Due pesi e due misure come quando l'Italia, a cui fanno moooooolto comodo lavoratori/schiavi a basso prezzo e terre europee vergini dove investire capitali con poche tasse ed è stata l'unico Paese a non chiedere alcuna moratoria per l'entrata della Romania nell'Unione, scopre che la libera circolazione potrebbe generare problemi e allarme nell'opinione pubblica.E bussa alla porta Europea, da dietro la quale Barroso giustamente risponde "brutti stronzi, prima non avete fatto una piega e ora chiedete aiuto?"
Due pesi e due misure, se il forse ricostituito partito fascista (a me puzza di questo, a voi no?) per bocca della Santanché dichiara:
"Sono qui anche perché non potevo più subire le posizioni di chi - per legittimarsi agli occhi della comunità finanziaria-mediatica - arriva a giudicare il ventennio fascista addirittura come 'Il male assoluto'. E' giusto lasciare la casa del padre, ma non per bombardarla e per incassare un inutile e falso applauso da chi non ha nessun titolo per legittimare alcunché." (Cioé noi popolo italiano? Mah.)
Poi continua: no a "permessi di soggiorno a tempo indefinito" per gli immigrati, no a una nazione ''con un ministro della Repubblica come il ministro Ferrero che si proclama con orgoglio il 'ministro dei clandestini''' e no a ''una nazione dove spunta una nuova moschea ogni sette giorni. Siamo un partito incazzato, con la bava alla bocca, che non darà tregua a chi tradisce i propri valori."

E nessuno, dico nessuno, alza una voce di protesta in Parlamento.
Due pesi e due misure, se si critica tanto l'editto bulgaro di Berlusconi e poi 21 senatori del governo "sinistro" impediscono a Filippo Facci, editorialista de Il Giornale, di partecipare ad AnnoZero: Claudio Cappon, dg della Rai, ha posto il veto alla sua partecipazione in quanto i senatori hanno querelato il Facci per un recente editoriale in cui ha descritto la Rai come una “cloaca da ripulire” e “cancro del Paese”. Si prefigura un nuovo “editto” questa volta a parti rovesciate. Che vuol dire? Che la libertà di espressione vale per certi, e per altri no, a seconda se l'argomento sia politicamente conveniente?
Sapete perché succede? Perché siamo un popolo di fattoni, ecco perché.
E Lapo elkann è ancora in giro.
Ma pensa te.

mercoledì 14 novembre 2007

Pimps'n'Hoes

Sapete perché odio ferocemente il mondo in cui vivo? Quello della scena Hip Hop, intendo.
Perché esiste gente che crede fermamente sia fico fare il pappone o averne l'atteggiamento, oppure essere una puttana o averne l'atteggiamento, indipendentemente da cosa veramente vivono, da cosa sperimentano nella vita di tutti i giorni o no.
Se per un pappone americano che ha svoltato col rap è normale parlare della sua attività di pappone, o se una volta diventato ricco con la musica ama sfoggiare i suoi conseguimenti in termini di fica/soldi/gioielli/macchine, niente in contrario: posso disapprovare, ma dicono la verità.
Ma qui in Italia?
Qui in Italia c'è gente che pensa che l'HH sia questo:



Capite? "Il Ballo a tema Pappa & Squillo".
Io odio il mio mondo perché è pieno di stupidi del cazzo.
Per questo il mio claim è "Canta ciò che pensi, se pensi", per questo sono d'accordo con Chuck D quando dice che un mc parla di quello che sa, e meno sa meno ha cose interessanti da dire.
Per questo detesto chi nelle canzoni parla solo & sempre del nulla spinto che ha fra le orecchie o, al limite, di quello che ha fra le gambe.
Non distinguo più fra gente superflua e gente superficiale.

Diciamo che oggi, se prima mi sentivo così , mentre di solito sto così , trovarmi in posta il link a quella serata mi ha ridotto così .
Prima o poi fuggirò da tutto questo , ma prima di allora non potrò fare a meno di sentirmi giustificato nella mia opinione e di deriderli fino alla morte .
E vaffanculo, sarò poco "cool" ma almeno sono vero.

lunedì 12 novembre 2007

Enzo Biagi, il giornalismo e l'importanza che diamo alle cose


È morto Enzo Biagi.
L'ho già detto nel post di tre giorni fa, niente di nuovo, ma oggi, essendomi imbattuto in un articolo de Il Giornale che ho trovato semplicemente disgustoso, mi sono venuti alcuni pensieri che voglio condividere. Linkerò l'articolo suddetto tra poco.
Enzo Biagi era un giornalista, uno dei pochi rimasti in Italia. Faceva, a mio giudizio, un buon lavoro, perché si atteneva a ciò che è l'essenza e il senso del lavoro di un giornalista: raccontare i fatti, cioé la verità.
Esporla e approfondirla, permettendo a noi che siamo in altre faccende affaccendati di ottenere un accesso privilegiato ad informazioni non altrimenti disponibili.
Penso fermamente che il compito del giornalismo in generale sia proprio questo: fornire i fatti e distinguerli molto bene e con grande attenzione dall'interpretazione che se ne dà e che è legittimo dare, se si avvisa.
Il rispetto per chi fa davvero questo lavoro, però, in questo Paese dove esiste l'intervista senza domande e dove i partiti, in gran parte, decidono di cosa si parla sui giornali, latita.
L'altro ieri sera ho sentito con queste mie orecchie Emilio Fede dire che lui aveva sempre tenuto aperte le porte del TG4 per Biagi, si suppone anche dopo l'editto bulgaro (di cui, è bene notarlo, Il Giornale si premura di smentire l'esistenza non appena crepa chi può smentirlo... e sottolineando come le motivazioni politiche fosse ineccepibili. Mio dio).
Il che mi rincuora: l'ipocrisia di Fede è uno degli elementi immutabili del cosmo, una delle poche cose affidabili al mondo.Il rispetto per chi fa questo lavoro, dicevo, latita.
O almeno è invisibile.
Perché chi si occupa di temi fondamentali per la vita democratica di una nazione (dall'approfondimento politico all'analisi delle menzogne del potere - GRAZIE MILENA GABANELLI) vede le sue intenzioni frustrate dal largo pubblico. Solo pochi si interessano, pochissimi.
Come lo so?
Beh, nel momento in cui scrivo queste sono le 3 notizie più lette in Italia (prese da Google News, che per quel che ne so è la fonte web più consultata):
È così quasi ogni giorno.
Il che, credo, dà un'idea molto netta delle nostre priorità.Al quarto posto il primo articolo di approfondimento su problemi veri:
(questo meriterebbe un post a parte... che io sappia la Forleo non ha mai nominato D'Alema davanti al GIP... cos'è, coda di paglia? Mmmmh... attendo altre info prima di pronunciarmi).
Il rispetto latita perché, per Il Giornale, improvvisamente un funerale deve essere solo un funerale, non l'occasione per quel cattivaccio di Prodi di ricordare certe vicende.Il commento, paternalistico prima e caustico poi, è questo:

... se si può comprendere lo sfogo amaro di una figlia quando ribadisce, come ha fatto Bice Biagi, che «certo, editto bulgaro ci fu, anche se qualcuno oggi ha botte di amnesia», molta minor comprensione merita un rappresentante delle istituzioni se parla in una sede che richiederebbe invece il silenzio. «Siamo a un funerale e non voglio fare polemiche - ha dichiarato Prodi premettendo un'excusatio non petita suonata fuori luogo -. Ma io lo so perché ne avevamo parlato e lui mi aveva detto di aver sofferto moltissimo. Con questo però basta, perché non voglio strumentalizzare una giornata bellissima. Del resto l'Italia sa benissimo - ha chiosato smentendo di nuovo le buone intenzioni - quali sono le giustizie e quali le ingiustizie»

E a me viene da vomitare, perché il rispetto per chi dice la verità (e non per i defunti, ché non sono affetto da quella brutta malattia che si chiama "culto dei morti") ha lasciato il posto al disprezzo per la verità stessa.

giovedì 8 novembre 2007

Fatevi dire un paio di cosine...


Ok belli, ecco il mio nuovo blog in grande spolvero.

Ci sono due o tre novità a cui ho lavorato: a parte la nuova veste grafica (e la nuova testata... fica, eh? ;P), potete vedere alla vostra sinistra il lettore MP3 che vi smazza un po' di musica free da ascoltare mentre navigate: solo roba SM58, ovviamente.
La barra dei video l'ho piazzata direttamente qui sopra, spero che sia esteticamente accettabile. Questa funzione mi piace un sacco, ma sembra tremendamente una fastidiosa barra di annunci AdSense. Se solo non fosse così ingombrante... vabbé, provatela, che è una ficata.
Ah, poi ho aggiornato i links e man mano aggiungerò tutto quello che c'era nel vecchio blog.Qui e lì troverete qualche Google AdSense, che ho provato a rendere il più possibile indolore integrandone i colori col blog: spero non ne soffrirete.
Questo blog eredita dall'altro anche una funzionalità di preview dei links, che trovo splendida (e mostra cose meravigliose... ehehehe ;P), anch'essa con qualche Ad di Google.In questo caso se vi danno fastidio avvisatemi che tolgo: già di per sé la funzionalità di SnapShots è pesantuccia!Aggiornate i bookmarks come segue, linkatemi come belve e fate i bravi come cherubini. Il Gobb è fra voi!

Se poi non ve ne frega niente datevi a una partitella a Breakout, che male non fa.

Mafia, romeni e donne "emancipate": tre esempi di stupidità


Da un po' di tempo a questa parte pare che lo Stato sia mettendo a segno colpi clamorosi a danno della mafia.

Dall'arresto di Bernardo Provenzano a casa sua (A CASA SUA?!? Come dissi al tempo, secondo me si è trattato di un segnale... ma da chi a chi? Dalla mafia a Silvio o da Silvio alla mafia? Non lo sapremo mai) a quello, recentissimo, dei Lo Piccolo padre&figlio.

Dato però che sono un cagacazzi precisino, uno di quelli che controlla l'ovvio (l'ovvio non lo controlla mai nessuno, fateci caso), mi viene da pensare che arrestano 'sta gente, ok, la vanno a prelevare nelle loro casette e li portano in carcere fra l'esultanza di tutti... ma DOVE STANNO I VERI MAFIOSI?
Sappiamo oltre ogni ragionevole dubbio che Andreotti è stato colluso con la mafia almeno fino al 1980, abbiamo decine di indagati in parlamento, sappiamo di corruzione estesa, diffusa, eletta a sistema, lo vediamo ogni giorno nell'assegnazione degli appalti pubblici o nella ridistribuzione delle ricchezze sottratte ai boss, o ancora nel quotidiano dispensare denaro pubblico ad associazioni ed enti in cambio dei voti locali che possono spostare (illuminante una vecchia puntata di Report in merito... e anche qui c'entra Andreotti. Uno dei suoi motti più famosi recita, se non erro, "un ordine del giorno non si nega a nessuno")... e ancora esultiamo quando annunciano "le vittorie dello Stato"?
Sono vittorie di Pirro.
La mafia è un modo di concepire la realtà, di pensare e agire, prima che un'associazione a delinquere. Quindi... DOVE SONO I VERI MAFIOSI?
Ma che, siamo tutti STUPIDI?

Sempre parlando in termini di stupidità, sono mezzo sconvolto dall'ondata di razzismo nei confronti dei romeni, nei decreti di "allontanamento" che dimostrano una volta di più la miopia della classe politica italiana e del modo italiano di porre rimedio ai problemi... in Italia ci sono decine di "emergenze permanenti" di cui, di quando in quando, i media si accorgono.
Non appena l'opinione pubblica, stupida come le vacche (sì, sono un fottutissimo snob) si indigna (e poco altro riesce a fare... siamo italiani, troppo stronzi e pigri per pensare: meglio accodarsi ai leader), ecco che il governo emana un bel decretone d'impatto che non risolve un cazzo di nulla perché non è pensato con una prospettiva temporale adeguata ("quali sono le conseguenze a lungo e lunghissimo termine di questa legge?" è una domanda che nessuno sembra farsi mai, in Parlamento), è scritto senza conoscere il problema e serve solo a tranquillizzare il gregge ottuso che siamo.

Risultati? Possibili incidenti diplomatici con un Paese UE, nessuna soluzione al problema criminalità (che non dipende certo dai romeni) e tanto, tanto razzismo fatto di bombe e minacce. Che si aspettavano?
Parlando di razzismo, mi si permetta un inciso: guardate cosa sta accadendo a certa gente per colpa di un paio di stronzi. No, peggio: di STUPIDI.

C'è anche un altro fenomeno generato dalla stupidità che mi ha molto colpito in questi giorni.
Mi sono di recente imbattutto in quella che viene chiamata "cultura raunch", e che nel suo intelligentissimo libro Sporche femmine scioviniste Ariel Levy racconta splendidamente:

«Le nostre mamme incendiavano i reggiseni davanti alla redazione di Playboy, oggi usiamo il logo di Playboy come simbolo di emancipazione. Non ci basta avere successo, per essere ascoltate dobbiamo mostrarci scopabili».
Sostengo da sempre che le donne potrebbero salvare il mondo. Che sì, noi uomini siamo diversi da loro e, secondo me, peggiori, per come stanno le cose al momento.
Me la sono sempre presa con le presunte "femministe" che si comportano da maschiliste, che fraintendono rudemente (e ottusamente) la liberazione della donna e la trasformano nello scimmiottamento dei comportamenti più deleteri e beceri delle controparti maschili.
Fare così significa non aver capito un cazzo di niente, a mio modestissimo parere. Significa che l'emancipazione, per queste signore, vuol dire solo "fare come i maschi", non valorizzarsi.

Eppure le "raunch" vanno forte.
Sfruttano le tette rifatte per farsi strada nel mondo, sbraitano, si impongono, pensano che in fondo darla via è un affare buono quanto un altro e il mondo è così, che vuoi farci. Non importa l'intelligenza, non importa la capacità: importa solo essere sexy perché così puoi ottenere di più, importa a chi la dai e come, o a come inganni chi la vuole da te.
Questo altro non è che adeguarsi ad un mondo rigidamente maschilista, aderire ad uno stereotipo inventato e imposto dagli uomini. E questa sarebbe emancipazione?
Contente voi.... STUPIDE.

Che dirvi?
Mi mancherà Enzo Biagi, una delle pochissime persone intelligenti e lucide che abbia mai visto lavorare nei media italiani. Uno che si scandalizzerebbe nel vedere come Mimun, cambiata azienda ma non padrone, adesso che c'è Prodi al governo parli solo di quanto male vada lo Stato.
E voi?
Voi lo guardate e ve lo bevete.
STUPIDI.