martedì 25 dicembre 2007

25 dicembre: in questo giorno...

Si festeggia il natale, cioé il compleanno di uno chiamato Gesù..
Ma oggi si festeggiano altri compleanni, eccoli:

In questo giorno sono successe anche un mucchio di cose interessanti:

In questo giorno è anche morto, ahimé, James Brown.
Così, tanto per fare informazione.
Grazie Wikipedia ^_______^

lunedì 24 dicembre 2007

Tanti auguri di un bel niente

C'è questa buffa festa cristiano/consumistica piena di ipocrisia e folklore che pare tutti debbano celebrare non andando al lavoro... beh, ben venga: una volta tanto la fede ha fatto qualcosa anche per me!

Sono stanco, abbisogno relax e sappiate che, nel momento in cui questo post sarà pubblicato, sarò ben lontano dalla tastiera e da casa mia ^_________^

Nel frattempo la mia ragazza ha pensato a voi e ha fatto un bigliettino.
Auguri dalla M ^___________^

giovedì 20 dicembre 2007

Ignoranti e medievali

Rotazione terrestre

Chi mi legge di solito sa che sono un appassionato e un esploratore delle potenzialità e dei limiti umani.

Ciò che siamo ci rende capaci di pensare per simboli, il che ci permette di categorizzare la realtà e questo è il primo passo per analizzarla e capirla con il più fine strumento di conoscenza che possediamo: la nostra mente.

La curiosità di comprendere e la necessità di verificare come funziona il nostro universo è ciò che ha cambiato la vita sulla Terra: siamo la prima specie ad avere annullato (o quantomeno molto ridotto) il contributo delle forze naturali nell'evoluzione.
La prima specie a piegare l'ambiente alle proprie necessità, invece di subirlo.

Questa capacità ci permette di costruire utensili, viaggiare a velocità impossibili per qualsiasi altro animale, esplorare lo spazio e forse un giorno ci consentirà di colonizzare altri mondi.

Su cui spero non andranno i quindicenni italiani, perché il 62% di loro non ha la più pallida idea del perché la notte segue il giorno.
Non sanno come funziona, ignorano il meccanismo.
Quindi NON SANNO CHE LA TERRA RUOTA INTORNO AL SUO ASSE.

Cosa sono, contadini medievali?
Ho il sospetto di sapere cosa interessa davvero quel 62% di ragazzi: fica (o cazzo, a seconda dei gusti), soldi e approvazione sociale, prevalentemente.
Poco altro.

Il mio povero Paese fa acqua da tutte le parti, perché le ultime due/tre generazioni (compresa la mia, i quasi trentenni) hanno gradualmente perso ogni interesse per il proprio futuro.
Sono stati (mal) educati a credere, che già di per sé è dannoso, che è meglio per loro se si limitano a quella piccola fettina di mondo nella quale possono avere privilegi e vantaggi immediati senza pensare a cosa sarà del mondo in cui vivono.
È più facile. È da ottusi.

Per fortuna c'è ancora chi ha una mente in forma e la usa con profitto, gente che mi fa vergognare meno di essere nato qui e non altrove: Milena Gabanelli pochi giorni fa si è aggiudicata il premio "È giornalismo", creato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca e Giancarlo Arneri nel 1995.

È una delle poche giornaliste rimaste in Italia, seguitela e imparate lo spirito critico.

mercoledì 19 dicembre 2007

Cina/USA: la politica estera e i fondi sovrani


Vi chiedete mai come gli Stati fanno politica estera?
Cioé come si mettono d'accordo, politicamente e economicamente, due o più Paesi?

Partiamo dal principio.

Guerra=propaganda.
Converrete con me che non è un'opinione, è un fatto.
Che nemmeno giudico: è infatti del tutto normale (cioé è ciò che accade la maggior parte delle volte... non accetto altra definizione di normalità) che quando un Paese si impegna in una guerra faccia propaganda. Serve a mantenere saldo il consenso intorno alla scelta di attaccare un altro Paese, il che richiede spesso notevoli spese e, nei casi più gravi, un cambiamento di direzione dell'intera economia della nazione.

Una guerra, oltre che un ottimo affare, è anche una bella vetrina in politica estera.
Andare in guerra per ordine degli USA è dal 2001 (ma anche prima, anche prima...) un ottimo modo di saltare sul carro dei potenti e guadagnare credibilità agli occhi di chi conta sul serio al mondo (una volta si diceva "leccare il culo", ma pare sia politically uncorrect).
E giù a identificare nemici inesistenti, a crearne di nuovi per motivi economici o elettorali e via dicendo.

Perché?
Secondo voi le persone che decidono le guerre hanno motivazioni ideologiche?
Allora siete molto ingenui o molto stupidi.
Le guerre si fanno per il bottino (semplifico volutamente, non mi va di spiegare cosa significhi oggi "opportunità politica" secondo certa gente...), gli ideali servono solo a convincere la massa che è giusto attaccare (propaganda, ricordate?).

Bene.

Uno degli ultimi nemici, contro cui però non faremo la guerra, è la Cina.
Abbiamo insegnato loro il capitalismo e, adesso che lo hanno imparato, gli allievi si dimostrano più bravi e più muscolosi degli insegnanti. Abbiamo loro insegnato che si vive di consumo, che più il livello di tale consumo è alto più tutti loro saranno felici, pasciuti e contenti.

Adesso in Italia l'emergenza è passata di moda, ma credetemi: non è cambiato nulla da quando si gridava al "pericolo cinese" che mandava in crisi il tessile italiano e poi tutto il resto a seguire. Ogni tanto ancora spuntano servizi in vari TG che parlano della pericolosità dei prodotti cinesi, che solo perché sono tali sono "contraffatti" oppure (e questo spesso è vero) non rispettano i dettami di sicurezza imposti dal marchio "UE".
Ma come, noi italiani che nella truffa e nel raggiro siamo fenomeni, ci lamentiamo? Invece di mostrare il dovuto rispetto professionale fra delinquenti li demonizziamo... vabbé, non è una novità che si usino due pesi e due misure. Fa parte della propaganda.

La propaganda che ci tiene buoni a guardare con sospetto le etichette delle camicie è la stessa che tace al grande pubblico (lo sapete solo se vi interessate di finanza, pare che le TV reputino "troppo complicato" spiegarlo agli altri) il funzionamento dei fondi sovrani.

Cosa sono i fondi sovrani?
Sono fondi statali di investimento, solitamente creati o controllati da un governo che abbia una bilancia commerciale fortemente in attivo (esporta più di quanto importi) e abbondanti riserve di valuta estera. Questi fondi dispongono di capitali IMMENSI.
Così immensi da poter comprare parte del debito di altri Stati sottoforma di obbligazioni.
Riuscite a vedere dove porta questo?
Se siete gli USA che rapporti politici pensate di poter avere con un Paese, come la Cina, che possiede ampie fette del vostro debito pubblico?
Morbidi, come quelli che Bush ha nei confronti delle violazioni cinesi dei diritti umani.

Gli scambi commerciali fra Stati Uniti e Cina hanno toccato nel 2005 la somma di 285 miliardi di dollari e il deficit americano ammonta a 202 miliardi. La situazione sarebbe intollerabile se gli utili delle vendite cinesi non venissero impiegati, in buona parte, nell'acquisto di buoni del tesoro degli Stati Uniti.

La Cina invade il mercato americano di prodotti a buon prezzo, ma presta denaro all'America ed è diventata uno dei suoi più importanti creditori. Bush sarà cretino quanto volete ma non può ignorare che la buona salute delle finanze del suo paese dipende dai suoi rapporti con coloro che stanno puntellando il suo debito.

Paperino coi creditori, né più e nè meno
.

Altri fondi sovrani, come la Abu Dhabi Investment Authority (che possiede abbastanza denaro da spianare i ldebito pubblico italiano 44 volte, se faccio bene i conti), operano in modo molto simile: al servizio del loro Stato, operano sui mercati finanziari globali per far guadagnare al proprio governo peso economico sufficiente da spostare le leve della politica internazionale.

Non credete al TG quando vi dice che una certa azione di politica estera è stata dettata da chissà quale motivo... andate a spulciare i giornali finanziari, prima.

Federico Rampini, che di queste cose è un tecnico, scrive su La Repubblica:
Gli ultimi due colossi malati della finanza occidentale (ultimi in senso cronologico) hanno ricevuto una salvifica trasfusione di sangue da due "sovereign funds" (fondi sovrani) del Golfo Persico e del sudest asiatico. La Citigroup, la più grande banca d’America e del mondo, ha accolto tra i suoi azionisti la Abu Dhabi Investment Authority, che ha portato con sé 7,5 miliardi di dollari di capitale fresco. La Ubs, numero uno della finanza svizzera, ha dato il benvenuto alla Government of Singapore Investment Corporation, che si è presentata con un gettone d’ingresso di 9,7 miliardi di dollari. Sia Citigroup che Ubs sono fra le vittime della crisi dei mutui americani, hanno subìto perdite importanti, e la fiducia dei mercati nei loro management è stata scossa. L’ingresso degli Statiazionisti venuti da Oriente ha suscitato sollievo. Come cambiano i tempi. Qualche lettore forse ricorda l’epoca in cui il governo americano vietò alla Banca Commerciale Italiana di comprarsi un istituto di credito Usa, perché a quell’epoca la Comit era controllata da un ente pubblico, l’Iri: cioè il demonio. Adesso, con il suo sistema finanziario in profonda crisi, il dollaro ai minimi storici, il deficit commerciale alle stelle e un alto indebitamento federale, l’establishment americano è diventato meno dogmatico. Con l’aria che tira, i fondi sovrani – istituzioni finanziarie gestite direttamente da governi esteri, quindi con un profilo statalista ben più netto della defunta Iri – da qualcuno a Wall Street vengono considerati quasi come dei benefattori.
Lo sapevate?
Il discorso andrebbe ancora approfondito, ma il postè già abbastanza lungo così: credo di aver spiegato perché non muoveremo mai guerra alla Cina nonostante sia una dittatura... perché lì l'ipocrita "santa missione di esportazione democratica" non arriverà mai.
Nei rapporti fra due Stati contano i soldi, prima di tutto.

martedì 18 dicembre 2007

Colpirne una per educarci tutti: chi va in prigione e perché


Ogni giorno vado al lavoro in metropolitana e cambio linea a Termini.
Ogni giorno passo davanti alla parete di uno dei corridoi che porta alla banchina direzione Laurentina della Metro B.

Quella parete è coperta di fogli stampati al computer, foto, pagine di quaderno scritte a mano, dediche di ogni tipo. È un muro della memoria, non dissimile da quei cippi e quelle croci che si incontrano ai bordi di molte strade consolari qui a Roma, le più pericolose come la Pontina e la Salaria.
Quel muro infatti ricorda una tragedia.

Il 28 Aprile di quest'anno Vanessa Russo, studentessa, si è ritrovata con un occhio trafitto da un'ombrello brandito da Doina Matei, una ragazza rumena di 21 anni, in seguito a un banale litigio: tutto sarebbe nato da una spinta involontaria della rumena interpretata come un tentativo di scippo. Da qui l'alterco, che ha portato alla morte della Russo.

Fin qui il fatto di cronaca.
Da tecnico della comunicazione, però, non è l'omicidio che mi interessa.
Mi interessano molto di più il modo in cui è stato rappresentato e la condanna a 16 anni emanata ieri dal Gup di Roma, Donatella Pavone.

Il Gup ha escluso l'accusa iniziale di omicidio volontario, richiesta dal pm Sergio Colaiocco, e l'ha trasformata in omicidio preterintenzionale con l'aggravante dei futili motivi.

Fin qui niente di strano, ancora.
Ma Doina Matei è rumena (e non romena... attenzione, dopo vi spiegherò perché i media usano quest'altra parola, ugualmente corretta ma di uso, fino a pochi mesi fa, molto raro).
Scommetto che questa nazionalità vi dice qualcosa.
La Romania è entrata da poco nell'Unione Europea, ma tutti gli Stati sono corsi ai ripari contro il possibile sconquasso occupazionale ed economico con una moratoria. Noi no, e ne ho già parlato sul blog. Il governo Prodi ha fatto così, a mio avviso, perché alla nostra economia fanno un sacco bene lavoratori/schiavi a basso prezzo e terre europee vergini dove investire capitali con poche tasse. Ovviamente l'entrata di tante persone ha generato un inevitabile aumento della criminalità (ehi, è pura statistica: se aumenta la popolazione e le percentuali rimangono le stesse, aumentano comunque i numeri assoluti).

Ma Prodi non è sprovveduto. E infatti ha cavalcato l'onda della "criminalità rumena" (di cui i media si sono occupati e si occupano sbavando dalla goduria, perché è un fatto nuovo e fa audience) con un decreto sicurezza assolutamente idiota, di grande impatto mediatico ma di nessuna utilità. Così, creando un clima di diffidenza verso un'etnia, ci si cautela dalla possibilità che le sue rivendicazioni siano ascoltate seriamente dal pubblico.
Roba da governo fascista.
Così ogni giorno pare che solo i rumeni compiano nuovi delitti, c'è una visibilità incredibile per questo tipo di cose.

A chiudere il cerchio, guardate cosa dice Ryo, un amico e lettore, nei commenti a questo post.
Da qualche tempo la forma più corretta (con la u) è stata sostituita con quella (comunque accettata anche se in disuso) con la o.
Qualcuno ha visto un passo preparatorio per l'equivalenza rumeno = romeno = rom?
E chi lo sa! ForZE!
I rumeni sono l'etnia straniera più presente sul suolo italiano.
Riassumiamo:
straniero = rumeno = romeno = rom
Come dici anche tu c'è un'altra cosa non detta che però nella mente bacata delle capre italiane scatta saettante come una scintilla di lampo:
straniero = rumeno = romeno = rom = da odiare
Chiaro? Bene.

Torniamo a Doina Matei.
Le hanno dato 16 anni per omicidio preterintenzionale.
Una ricerca Eures del 2003 sulla certezza della pena in Italia ha scoperto che la durata media delle condanne è ben distante dalle massime punizioni previste dal codice per quei reati.
Per l’omicidio volontario la durata media della pena inflitta è di 12,4 anni (il Codice prevede da un minimo di 21 anni all’ergastolo), per l’omicidio preterintenzionale è di 8,8 anni (il Codice prevede da 10 a 28 anni).
Per farvi qualche esempio pratico: per l'omicidio Marta Russo 5 anni e 4 mesi a Scattone, 4 anni e 2 mesi a Ferraro.
A Salvatore Mannino, che uccise un tipo a calci per un graffio all'auto, 6 anni.
Cercate in giro e troverete un mucchio di roba su questo tono.

Per la Matei quasi il triplo.
Non vi suona strano? Come lo spieghereste?
Ok, direte, è solo un caso.
Analizziamo un altro dato: per quali reati si finisce in carcere dopo la condanna definitiva? La classifica vede ai primi posti il sequestro di persona e l’omicidio volontario; seguono estorsione, produzione e spaccio di stupefacenti, rapina, istigazione e sfruttamento della prostituzione, violenze sessuali, furto, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, infanticidio, atti osceni, lesioni personali volontarie; in coda, a forte distanza, peculato, truffa, bancarotta, emissioni di assegni a vuoto, lesioni personali colpose e omicidio colposo.

Ai primi posti vedete l'omicidio preterintenzionale? Lo vedete del tutto?
Quello di bancarotta è agli ultimi posti, ergo non ci va in galera quasi nessuno, ma, già che ci siamo, vedete - pesco a caso - il reato di corruzione?
Io no.

Vabbé, magari ancora non basta.
Vogliamo vedere allora CHI va in prigione dopo la sentenza definitiva?
Rispetto alle condanne ricevute sono gli stranieri a “rischiare” di più il carcere rispetto agli italiani: nel 2000 i condannati stranieri sono stati infatti il 19,1% del totale, mentre i detenuti stranieri ammontavano al 28,8% del totale dei detenuti, con uno scarto di quasi 10 punti percentuali tra le due componenti.

Mettete insieme i pezzi.
Si parla solo di delitti rumeni anche se non sono affatto la maggioranza ("curioso" fenomeno simile a quello degli stupri di cui ho parlato qualche giorno fa), i media ci parlano dei rumeni come "romeni" e li accostano ai rom, ai "pericolosi" zingari, una rumena si becca una condanna esemplare e assolutamente insolita proprio quando la "emergenza" sembra non avere confine.

Questo si chiama "colpirne una per educarci tutti" a pensarla esattamente come è conveniente che la pensiamo, mi pare. Troppo complottista?
Non credo.
Rileggete bene e pensateci parecchio.

The Reelstown Guide to ABU spinning reels of Sweden - Collector's Reference




IT
Questa estate ho lavorato alla correzione delle bozze del libro che vedete qui sopra, intitolato "The Reelstown Guide to ABU spinning reels of Sweden - Collector's Reference" del mio amico Marco Malavasi, e oggi voglio spenderci due parole perché SPACCA.

Quando ho scoperto che lo stava scrivendo mi sono offerto subito volontario per dare un mano, perché mi piacciono le imprese dettate dalla passione e curate professionalmente. Infatti il libro è un bellissimo lavoro che raccomando a tutti i collezionisti di mulinelli da pesca ABU: si tratta di 360 pagine con più di 700 foto di mulinelli, alcuni dei quali raramente visti in giro, compresi prototipi e diverse versioni di numerosi modelli, che copre l'intera storia produttiva della ABU ed è un'opera di riferimento per i fans della ditta svedese.
Il libro comprende anche info e numerose foto dei brevetti originali, una breve storia della fabbrica e molto altro ancora.
È il lavoro più completo che esista al mondo sugli ABU: una guida accurata che si occupa di ogni dettaglio di ogni aspetto di ogni singolo mulinello, scritto da Marco con amore collezionistico e cura maniacale ^________^

Sta ricevendo recensioni entusiastiche da tutti coloro che hanno potuto metterci le mani sopra (qui e qui). Ne esistono solo 260 copie numerate, una delle quali fa bella mostra di sé sui miei scaffali, e ce ne sono ancora circa un centinaio invendute, quindi AFFRETTATEVI anche se collezionate mulinelli ZANGI e ZEBCO: c'è tutto, come ve lo devo dire? ;)

Per ordinarlo (54 euro + 7,20 euro di spedizione in Italia) andate sul sito di Marco Reelstown.com Reels Town dove potete trovare anche le foto della sua strepitosa collezione) oppure scrivetegli direttamente alla mail oldfisherman56@tiscali.it.

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EN
Last summer I've spent some time editing the text of this book, "The Reelstown Guide to ABU spinning reels of Sweden - Collector's Reference", by Marco Malavasi, a friend of mine.

When I found out that he was writing it I've readily voluntereed to do the work, because I appreciate love-driven initiatives professionally carried out ^________^

The book is the world's most complete reference on ABU spinning reels, made of 360 pages filled with a lot of informations and over 700 color photos of reels, reels' details, original patents and more.

It has been happily welcomed by ABU collectors all over the world and it's receiving great reviews by the lucky ones who bought it (here and here).

The book was printed in 260 copies and, in just a few weeks, only 100 are left. It costs 54 euro + 12 euro for worldwide shipping (7 euro in Italy), so what're you waiting for?

If you collect ABU spinning reels (and ZANGI and ZEBCO: when I say this is a COMPLETE work I MEAN IT!) THIS IS THE GUIDE: go buy it on Marco's site Reelstown.com Reels Town (where you can find photos of Marco's incredibile collection) or write directly to him at oldfisherman56@tiscali.it.

lunedì 17 dicembre 2007

Tenere in vita l'ottusità è un delitto


Qui in Italia le parole sono strane.
Non è colpa della nostra lingua, che è decisamente ricca di espressioni e possiede lemmi specifici per ogni concetto: lei, incolpevole, ci permette di essere molto precisi nello spiegare qualcosa.

Le parole sono strane per colpa di chi le usa.
Specialmente se chi le usa è accecato dalla propria ottusità.

Ques'oggi il presidente della Commissione igiene e Sanità del Senato, Ignazio Marino, durante la tavola rotonda su "Testamento biologico e eutanasia" al 68esimo Congresso della Società Italiana di Cardiologia in corso a Roma, ha citato un'indagine del Gruppo GIVITI (Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva).
Tale indagine, che le mie ricerche datano nel 2006, presenta dei risultati molto particolari.

Piccola digressione: ricordate Piergiorgio Welby? E Terri Schiavo?
Questa estate le loro storie smossero l'opinione pubblica come poche altre cose nel 2007, scatenando dibattiti feroci e una vera e propria guerra mediatica fra fazioni pro e contro l'eutanasia.

Ne ho parlato diverse volte nel vecchio blog, perché ho delle precise idee in merito e perché, come al solito, la chiesa cattolica tentò in ogni modo di rendere illegale quello che tuttora considera un peccato.
L'Osservatore Romano, house organ della CEI, arrivò a dire che criticare il Papa sulla questione significava essere terroristi, alla faccia della legge italiana che scagionò l'anestesista che aiutò Welby a morire.

Inoltre, nonostante le belle parole delle encicliche, la chiesa in quella occasione non fece alcuna distinzione fra eutanasia e accanimento terapeutico e anzi incitò i medici alla rivolta, alla "obiezione di coscienza" come ha fatto con i farmacisti sui farmaci abortivi poco tempo fa.
Alla faccia del servizio ai cittadini secondo le leggi dello Stato.
Fu lì che le parole divennero strane.

La ricerca di cui sopra dice che il 62% dei medici pratica la desistenza terapeutica, un giro di parole per dire che quando non vedono più speranze per il paziente smettono di curarlo.
In silenzio.
Se lo scrivessero sulla cartella clinica verrebbero accusati di omicidio volontario, dato che le nostre leggi in parte le fa il vaticano.
La senatrice del Pd Paola Binetti, presente al dibattito di stamane, dice: "Non credo al dato diffuso del 62%, penso che sia un'interpretazione forzata."
Da chi?
Perché?
ci tengo a ricordare che il testamento biologico, l'unica soluzione davvero sensata a mio giudizio, è ancora lettera morta.
Quando avremo in mano la responsabilità della nostra vita? Quand'è che la toglieremo a dio e ai suoi rappresentanti porta a porta? Quando le leggi in merito saranno svincolate dai dettami di uno specifico gruppo di potere (che sia religioso è per me un'aggravante, perché si fonda sulla credulità acritica della massa dei fedeli) e cominceranno a regolamentare sul serio una situazione che, a quanto pare, già esiste?

Finiti i grandi casi eclatanti si è smesso di parlarne, ma ancora oggi in Italia centinaia di persone soffrono perché lo ha deciso il papa e la nostra classe politica soffre di grave piaggeria.
Questo io chiamo "inumano", non aiutare a morire chi lo desidera.

Gli stipendi onorevoli


Il mio collega blogger Riverinflood, sul suo blog Ideateatro, ha pubblicato un posti di speranza e scarcasmo, che a sua volta si ispira a quest'altro post su Ecodiario.

Giuro che non è pigrizia, ma solo che quando condivido qualcosa che leggo lo diffondo ^_____^
Il link al post è questo: Ideateatro: Gli stipendi onorevoli

E questo è il post. Meditate.
Con l'avvento del nuovo anno ci saranno radicali cambiamenti nelle retribuzioni dei nostri Parlamentari. Nel vertice tra Veltroni e Berlusconi si era parlato anche degli stipendi degli onorevoli. I due leader hanno convenuto che gli stipendi attuali sono scandalosi e rappresentano uno schiaffo in faccia per tutti quei cittadini che non hanno la speranza di finire il mese. Ecco quindi la sorpresa che rende tutti felici alla vigilia del Santo Natale. Il Papa Ratzinger ha pregato tanto affinché i due potessero trovare una sorta di simbiosi morale e politica: altro che inciuci! Da oggi l'Italia ha un orgoglio nazional-unitario veramente rilevante e risponde a tono contro chi, oltreoceano, ci cita come un paese di indolenti, tristi, arrapati di niente e ultimi.
(Qui i vecchi stipendi).
Ecco invece le nuove tabelle degli stipendi:

STIPENDIO Euro 1.910,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 1.100,00 al mese (generalmente lavavetri o rumeni, extracomunitari per obbligo di legge)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 900,00 al mese

INDENNITÀ DI CARICA (eliminata)

TUTTE A CARICO DEL PARLAMENTARE le seguenti voci:

TELEFONO
CELLULARE

TESSERA DEL CINEMA

TESSERA TEATRO

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA
FRANCOBOLLI
VIAGGI
AEREO NAZIONALI

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE
PISCINE E PALESTRE
FS

AEREO DI STATO

AMBASCIATE
CLINICHE
ASSICURAZIONE INFORTUNI

ASSICURAZIONE MORTE

AUTO BLU CON AUTISTA
RISTORANTE.
Revocato il diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento.
Chi non viene rieletto ritornerà al lavoro precedente fino all’apertura della sua finestra pensionistica - come tutte le persone normali.

Così facendo la classe politica non causerà al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO
.

(Chissà: forse si dovrà ricorrere alla precettazione di cittadini per riempire la camera e il senato)?
Su quest'ultima parentesi: se stare in Parlamento di per sé non esponesse a corruzione, direi di sì... ma i soldi girano ugualmente. In teoria gli stipendi alti per i parlamentari sono stati studiati proprio per garantire incorruttibilità, con la logica del "cosa possono volere di più"?
DI TUTTO, purtroppo.

venerdì 14 dicembre 2007

L'Italia vista da fuori


Quante volte chiediamo consiglio a un amico perché siamo immersi in una situazione difficile e il semplice fatto di esserne coinvolti ci impedisce di vederne aspetti che ad altri sono invece chiarissimi?

Ecco perché leggo molto la stampa estera e ogni tanto pubblico quel che ci trovo.
Cosa che, a quanto pare, fa anche Beppe Grillo.

Di seguito, parte dell'articolo:
Il New York Times ha pubblicato oggi un servizio sull’Italia che sta affondando e sul V-day. Sul suo sito sono presenti un lungo articolo, un video e una raccolta di fotografie dal titolo “A life less dolce” (Una vita meno dolce).
Dall’articolo “In a Funk, Italy sings an Aria of disappointment”:
“Il modello di vita low-tech (a bassa tecnologia) può ammaliare i turisti, ma l’utilizzo di Internet e del commercio elettronico sono tra i più bassi di Europa, così come gli stipendi, gli investimenti dall’estero e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e il costo dell’amministrazione pubblica sono invece tra i più alti.
Gli ultimi dati fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri.
Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l’Italia.
Ronald Spogli, l’ambasciatore americano che conosce l’Italia da quaranta anni, avverte che l’Italia rischia una diminuzione del suo ruolo internazionale e delle relazioni con Washington. I migliori amici dell’America sono i business partner e l’Italia non è tra i più importanti. La burocrazia e regole poco chiare hanno portato gli investimenti USA in Italia a soli 16,9 miliardi di dollari nel 2004 mentre in Spagna erano 49,3 miliardi.
In Danimarca il 64% delle persone ha fiducia nel Parlamento, in Italia il 36%. Le statistiche indicano che l’11% delle famiglie italiane vive sotto il livello di povertà e che il 15% ha difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio”.

Così ci vede il mondo. Tutte cose che chi frequenta il blog conosce da tempo, ma è confortante vederle scritte su un giornale di livello internazionale.
Oggi il comico genovese è andato a portare le 350.000 firme raccolte per la sua proposta di legge popolare (ma c'è chi dice 250.000, chi 200.000 e chi 250 :DDD).
Stiamo a vedere... anche se so che non la approveranno.
Perché abitiamo in Italia, e la corruzione arriva col latte materno.

PS: un'altra fonte molto simpatica, e in lingua italiana, sul nostro Paese è il Corriere Canadese... dateci una spulciata ogni tanto, è formativo.

giovedì 13 dicembre 2007

Idiozie papali


Il fanatico in gonna bianca ha parlato ancora.
E ogni volta è show.

Il messaggio del pontefice per la Giornata mondiale per la pace: l'istituto fondato sul matrimonio di un uomo e di una donna ''è la principale 'agenzia' di pacificazione''.
Forse il papa non si è accorto di quella insignificante ricerchina ISTAT sugli stupri, e non ha idea di cosa significhi violenza intrafamiliare sulle donne.

Benedetto XVI ricorda che ''per avere la pace c'è bisogno di una legge comune (e qui sono d'accordo: non è fantascienza immaginare un pianeta unito NdG), che aiuti la libertà ad essere veramente se stessa (ecco il punto dove comincia a fottervi con le parole: come hanno determinato cos'è veramente la libertà? NdG), anziché cieco arbitrio (qui casca l'asino! Questa gente così spaventata dal relativismo mi fa schifo, indipendentemente se sia per la paura di perdere potere o per pura e semplice ottusità carogna. Se il cieco arbitrio è il loro lo chiamano "libertà per tutti" NdG), e che protegga il debole dal sopruso del più forte''.

Sulla ''natura e sulla funzione della legge'' il Papa osserva che ''bisogna risalire alla norma morale naturale come base della norma giuridica (traduzione: "naturale" sta per "deciso dalla chiesa cattolica", quindi rendere illegali i peccati è quello che qui si sta suggerendo. Anche perché non penso che il papa si stia riferendo a quella moralità evoluzionistica che preesiste la religione. Guardatevi il documentario "Il virus della fede" di Dawkins se volete una esposizione sintetica e semplice del concetto NdG), altrimenti questa resta in balia di fragili e provvisori consensi (cioé della volontà popolare democratica che, almeno in teoria, FA le leggi dello Stato? Queste parole sarebbero giudicate sovversive, se le dicessi io... NdG). L'umanità non è senza legge (purché sia la sua... NdG)''.

A Ratzinger posso solo dire, come farebbero al Vernacoliere... PUPPA!

mercoledì 12 dicembre 2007

Jack Folla è tornato


Ho sempre apprezzato molto Diego Cugia.

Sarà per quella R scivolosa così simile alla mia, sarà perché abbiamo idee analoghe e perché ci piace esprimerle in modo insolito... se fossi presuntuoso direi "creativo".
Sarà perché è stato uno degli autori della seconda stagione de "I ragazzi della III C", che da piccolino era uno dei miei telefilm preferiti ;P

Ho seguito con piacere "Zombie", la sua ultima trasmissione su Radio24 (una delle due radio commerciali che sopporto, insieme a Radio Classica Milano Finanza: la radio è un media splendido, ma è possibile che quasi tutti mandino solo musica pop e programmi insulsi? Meglio quelle sul web) fino alla sua insensata chiusura per elezioni.

Mi mancavano lui e Jack Folla, questo fuggiasco da Alcatraz che per scappare dall'orribile prospettiva della sedia elettrica si è rintanato in Italia e la guarda con occhio critico, stralunato, incredulo, profondo... sensibile e cinico al tempo stesso, e ci vuol talento a farlo.

Quindi sono felice di annunciare che, da pochi giorni, JACK FOLLA E' TORNATO.
Con "Alcatraz, Italia": un blog, guardacaso.
Perché chi ama pensare ama, di solito, anche esprimersi, e la necessità pulsante e vitale di esprimersi costringe ad amare i mezzi di libertà.

Bentornato, Diego: continua a raccontar loro questa Italia che, immersi come sono, non riescono a vedere con chiarezza.
Svegliali.

martedì 11 dicembre 2007

FON: il WiFi per tutti da tutti

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Una iniziativa che ho scoperto e che mi piace molto: la condivisione della connessione WiFi.

Il servizio che lo permette si chiama FON, i suoi iscritti Foneros.
Grazie ad un router particolare dal costo di soli 10 euro, ogni Fonero può condividere con gli altri iscritti alla comunità la propria connessione wireless a cui ogni iscritto può collegarsi gratuitamente. Ovviamente colui che condivide ha a sua volta la possibilità di agganciarsi gratis a un hot spot FON in qualsiasi parte del mondo.

Da un paio di giorni è cominciata la copertura di Trastevere, il famoso quartiere della mia bella città. Un primo passo per il WiFi universale e, in un certo senso, gratuito.
Mi piace la condivisione, procura vantaggi a costi minimi ^________^

lunedì 10 dicembre 2007

Chi stupra chi: la realtà e il pregiudizio


Hai presente il
pregiudizio?

Se dici a qualcuno che ha dei pregiudizi rischi di offenderlo, perché è una brutta cosa avere pregiudizi. Nessuno, se glielo chiedi, ha pregiudizi.
Sai quante volte mi sono sentito dire "Io non sono razzista, però..."
Però i negri fanno schifo, gli zingari rubano e puzzano, un italiano senza casa vive per strada e un rom senza casa gliela dà il comune, noi paghiamo le tasse e loro no, ognuno a casa propria, tutti al muro.

Pregiudizi.
Pregiudizio significa letteralmente "giudizio prematuro", cioè parziale e basato su argomenti insufficienti e su una loro non completa o indiretta conoscenza.
Il pregiudizio è roba per gente ignorante, non è di per sé una cosa moralmente censurabile.
Diventa una colpa, a mio avviso, quando hai la realtà davanti agli occhi e ti rifiuti di accettarla perché le tue costruzioni mentali, per te, sono più importanti e vere dei fatti.

Pensateci: quante notizie di stupri avete sentito ultimamente?
Quanti di questi stupri sono stati compiuti da stranieri?
"UNA CIFRA ENORME!", diranno quelli di voi bene informati, che leggono i giornali e guardano il TG.
SBAGLIATO.

Gli stupri commessi da stranieri in Italia sono al massimo il 10% del totale.

Il dato Istat si basa sugli stupri denunciati, ovvio, ma non c'è alcuna indicazione che il sommerso presenti percentuali diverse. Perché dovrebbe? È più difficile denunciare una persona con cui convivi, credo, piuttosto che un perfetto sconosciuto: quello non è lì quando rientri dalla centrale di polizia, ad aspettarti con la mazza da baseball.

Il 69% degli stupri è opera dei partner, mariti o fidanzati, solo il 6% di estranei. Se anche considerassimo che di questi autori estranei il 50% sono immigrati, ciò vorrebbe dire che si arriverebbe al 3% degli stupri, se anche ci aggiungessimo il 50% dei conoscenti al massimo si arriverebbe al 10% del totale degli stupri opera di stranieri.
E invece l’immagine è di stupri per le strade ad opera di immigrati.

Devo scriverlo più grosso?
Il problema dei "bene informati che leggono i giornali e guardano il TG" è che lo fanno acriticamente.
Magari guardano il TG4 o leggono articoli simili su Il Giornale, in cui si dice addirittura "indossare la minigonna non è più possibile se nei paraggi c’è uno straniero".
Beh, sappiate che VI MENTONO spudoratamente perché VOGLIONO che voi abbiate paura dello straniero e crediate che la destra italiana sia l'unico baluardo di moralità contro lo straniero zozzo e cattivo. Soprattutto cattivo. Che stupra e ammazza senza motivo, perché è diverso da noi.

Voi ci cascate.
Ora che vi ho avvisato spero qualcosa cambi.

venerdì 7 dicembre 2007

Videogiochi e violenza, ergo: pregiudizi e chiusura mentale

Videgiochi

Oggi non ho alcuna voglia di mettermi a scrivere, per cui riporto quello che dice un mio amico sui videogiochi sul suo blog... andatelo a trovare, su tante cose ci assomigliamo (lui è più buono di me, ma la barba è quella e le idee anche simili ^_____^) e fa discorsi sensati, il che è di non poco conto.

Per esempio ritengo intelligente quel che segue e lo condivido appieno.

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La goccia che fa traboccare il vaso; è da molto tempo che questa assurda crociata contro i videogiochi perpetrata da presunti psicologi, bigotti avvocati e improvvisati scienziati mi si smuove nei più profondi recessi dello stomaco, e ora siamo davvero arrivati al limite. Pare infatti che stia per uscire un film, intitolato Moral Kombat, che riassume in un sol colpo tutte le più assurde e incredibili teorie anti-videogioco che siano mai state concepite da mente umana. E riesce addirittura ad andare oltre, affermando che i tragici avvenimenti dell'11 settembre sarebbero colpa dei videogiochi, perché (udite, udite) tramite Flight Simulator X chiunque sarebbe in grado di guidare un aereo di linea. Neanche perdo tempo a commentare quest'affermazione. Il film conterrebbe ovviamente tutte le più assurde scemenze sull'argomento, e c'era da aspettarselo, visto che è sponsorizzato da quel famoso Jack Thompson, avvocato e attivista che sembra aver fatto della guerra al mondo dei videogame la sua ragione di vita.

Ora... quand'è che questa gente si ficcherà in testa che i videogiochi sono una forma espressiva allo stesso livello di cinema, letteratura o musica? Quand'è che i genitori, che sono la vera causa del problema, visto che nutrono e alimentano la schiera di imbecilli thompsoniani di cui purtroppo il mondo è pieno, capiranno che sono loro a doversi interessare di quello che fanno i figli e che sono sempre loro che devono saper distinguere se un videogioco è adatto o meno a loro pargolo? Basta con il processo (il)logico "videogioco = giocattolo ALLORA è automaticamente adatto a un ragazzino di 7 anni". COL CAVOLO! Ci sono giochi dedicati a fasce di età adulta, e sapete qual'è la cosa bella... tenetevi forte... C'E' SCRITTO SULLA CONFEZIONE. Ma volete almeno leggere l'etichetta quando comprate qualcosa a vostro figlio? Gli comprereste mai un film porno? O un film dell'orrore vietato ai minori? O l'ultimo romanzo sanguinario di Stephen King? Non credo proprio... e allora perché quando vi chiede "papi, papi, mi compri GTA" voi non gli dite "col cavolo amore, non è un gioco adatto a te"!? Fidatevi, non ci vuole poi così tanto buon senso per capirlo... scavate, scavate molto a fondo, e lo troverete anche voi. Svegliatevi, tocca a voi in primis proteggere i vostri figli! Non lasciateli liberi di girare il Media World o il Saturn e giocare a tutto quello che trovano, perché i gestori in genere sono bestie anche peggio di voi, e lasciano le console con Call of Duty 4, o altri giochi non adatti, in bella mostra senza il minimo controllo.

Se entrate in videoteca e vostro figlio sgattaiola nel settore a luci rosse, penso che vi scapicolliate dentro per prenderlo prima che la sua innocenza venga brutalmente violata, o no? E allora perché diavolo poi, tornando a casa, vi fermate al negozietto e gli comprate l'ultimo sparatutto-carneficina senza minimamente porvi il problema? E soprattutto: perché diavolo ve la prendete con l'industria, se siete VOI che gliel'avete comprato?! Ma vi rendete conto...?

Questo discorso lo faccio spesso a vari genitori che non mostrano un minimo di interesse per quello che fanno i propri figli, ma poi sono taaanto bravi a criticare qui e lì. Generalmente mi viene data una risposta a dir poco disarmante: "Eh, ma tanto se li procurano lo stesso, li vedono dall'amichetto e in qualche modo ci giocano". Al che mi cascano le braccia per terra, perché mi rendo conto che non arrivano neanche a capire dove sta il punto. Cerco di spiegarglielo con parole semplici: il punto non è impedire a vostro figlio di fare una cosa che tanto farà comunque, il punto è che voi, in quanto genitori, siete responsabili della sua educazione e soprattutto della sua FORMAZIONE. Le cose non gli vanno proibite perché sono sbagliate "punto e basta", bisogna fargli capire veramente e in profondità i motivi e i meccanismi che regolano la vita in generale e il rapporto con gli altri. E' un tutt'uno, da questo dipenderà gran parte del carattere di vostro figlio, il suo modo di rapportarsi con gli altri, il rispetto (un valore che non vedo quasi più nella nuova generazione). Quindi oltre a proibirgli categoricamente di giocare all'ultimo splatter uscito per console, dovete fargli capire il perché... così quando l'amichetto gli proporrà di giocarci, quanto meno vostro figlio sarà in grado di comprendere quello che vede, e magari potrà anche spiegarlo al suo amico.

Bah... rimango veramente basito di fronte a questa diffusa chiusura mentale sull'argomento. E' tanto difficile trattare i videogiochi come una normalissima forma di espressione come la TV o il cinema, che in quanto tale abbraccia diverse fasce di età e tratta gli argomenti più disparati? Pare proprio di sì ...

Spero vivamente che questo film non veda mai la luce, né in America né tanto meno qui da noi, ci manca solo questo...

Svegliatevi please...

Darsch