mercoledì 2 aprile 2008

Obiezione di coscienza 'sto cazzo


Leggo sul giornale di due casi a Pisa in cui dei medici si sono rifiutati di prescrivere la pillola del giorno dopo perché "obiettori di coscienza".

Mi chiedo se capiate cosa questo significhi.
Se ci abbiate pensato.
Se davvero CAPITE che c'è una fazione che, con questo giochino, ci guadagna il controllo sulle vostre vite... anche se non vi appartenete.
Quale fazione?

Analizziamo i fatti, partiamo da lì: alcuni mesi fa lo stregone nazista, il pastore tedesco, ha cominciato a istigare farmacisti e medici alla "obiezione di coscienza" in caso si dovessero di fornire medicine con "scopi chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia".
Dato che lo scopo è immorale, chi evita alla gente di raggiungerlo è morale, quindi buono.
"Non è possibile anestetizzare le coscienze sugli effetti di molecole che hanno lo scopo di evitare l'annidamento di un embrione o di cancellare la vita di una persona. Il farmacista, importante intermediario tra medici e pazienti, deve invitare ciascuno a un sussulto di umanità, perchè ogni essere sia protetto dal concepimento fino alla morte naturale".
dice lo sciamano.
Notate l'accurata scelta di parole: il "sussulto di umanità" è un capolavoro. Trasmette il concetto che chi decide di abortire non è dotato di umanità e che è compito del buon medico cristiano riportarlo sulla retta via.
Faccio notare, en passant, che per la chiesa cattolica anche la pillola del giorno dopo è un farmaco abortivo. La legge però non lo considera tale perché in effetti non lo è: si tratta di un anticoncenzionale.

Torniamo sul linguaggio.
Posso non essere d'accordo con molte cose che dice Beppe Grillo, ma su un argomento abbiamo esattamente la stessa idea: CI FREGANO CON LE PAROLE.
Pensate all'espressione "obiezione di coscienza".
Avrete notato che non riesco a scriverla senza virgolette, quando mi riferisco a medici e farmacisti.
Tale pratica consiste nel rifiuto di assolvere a un obbligo di legge i cui effetti si ritengano contrarî alle proprie convinzioni ideologiche, morali o religiose. È parte inscindibile del concetto che chi obietta si assuma in prima persona le conseguenze civili e penali della sua azione.
"Di coscienza" non vuol dire che obietti perché ti rimorde, ma che obietti volontariamente e sei consapevole delle conseguenze.

Quindi ecco che, urlando la frase, si veicola un significato scorretto.
Ecco che chi obietta diventa "dotato di una coscienza".
L'obiezione inoltre implica che non ci sia altro modo di rispettare le proprie convinzioni se non infrangere la legge, e che non vi siano conseguenze per terze parti ma solo per se stessi.

Mi seguite fin qui?
Bene.
Quasi finito. Allungo il brodo con i dettagli perché è lì che si annida l'inculata: nessuno va mai a controllare l'ovvio, e certi meccanismi di comunicazione sono così semplici e scoperti che non ci si fa caso.

Avrete quindi capito che la "obiezione di coscienza" non c'entra NULLA con un farmacista (o un ordine di farmacisti) che si rifiuta di prescrivere una pillola anticoncezionale, decidendo così della vita sessuale (e non solo: lavorativa, affettiva, economica... un figlio è un figlio!) di altra gente che manco conosce.
Non c'entra nulla con il medico che rifiuta di operare un aborto, perché anche lì le conseguenze non lo riguardano, non è incriminabile per il reato inesistente di "negato aborto".
L'unica cosa che si può fare per punire questa gente è addebitare loro l'interruzione di pubblico servizio, senza però tenere adeguatamente conto dei danni materiali, morali e biologici fatti alla persona a cui si è rifiutata la prestazione medica.

Anche chi vorrebbe vedere scomparire questo tipo di fenomeno usa il termine scorretto "obiezione", legittimando così il punto di vista cristiano, ammettendo che questa sia veramente obiezione di coscienza.
Quando questa aberrazione si estende anche ai farmaci per la fecondazione assistita, dopo i violenti sabotaggi di Ruini del referendum in merito, mi rendo conto di trovarmi davanti a una realtà incontestabile.

La chiesa cattolica apostolica romana mente riguardo ai fatti relativi ai farmaci abortivi e quelli anticoncenzionali, facendo di tutta l'erba un fascio. Questo ha lo scopo di controllare la nostra sessualità e la nostra riproduzione opponendosi alla legge dello Stato, con il tentativo di instaurare la propria legge in sostituzione.
Avere il controllo dell'etica della riproduzione umana... vi rendete conto di cosa questo significhi in termini di controllo delle coscienze? Di movimenti d'opinione? Di peso politico?
Di interferenza con lo Stato italiano?
Cosa pensereste se un capo di Stato straniero, metti Sarkozy, cominciasse a istigare una categoria di lavoratori italiani a delinquere?
Il papa va incriminato.

E poi mi danno del pazzo se parlo di potere temporale della chiesa.
Non credete a 'sti preti.

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