Era da un po' che volevo scrivere qualcosa sull'argomento, e attendevo di raccogliere le idee.
Quella di detassare gli straordinari per rilanciare la produttività mi è sembrata subito un'altra delle uscite surreali di Sivliuccio: ma come? Il problema sono i prezzi e i salari, non gli straordinari!
Personalmente ne faccio parecchi... e non vivo più.
La mia giornata è piena, a tappo, dalle 6:45 di mattina a mezzanotte, perché per arrotondare lo stipendio (che non basta per vivere, figuriamoci per i lussi, nonostante il culo quadrato che mi faccio) prendo altri lavori esterni che devo svolgere a casa la sera.
Dedicarmi alla musica e allo scrivere (ho finito ieri sera il cortometraggio... stay tuned!) è diventato sempre più difficile negli anni perché il mio stipendio vale sempre meno.
Per vedere la mia ragazza, che abita a 450km da me, alle volte devo fare i salti mortali.
Come me tanti altri.
Come me sembra pensarla Nicola Cacace, economista che scrive su DNews, il nuovo free press, di cui vi riporto qui sotto un articolo. Lo trovate a pagina 14 del cartaceo o del PDF.

Questo nuovo quotidiano free press non è niente male, devo dire. Finora il più convincente, quello con più approfondimenti e analisi, mi sembra il meno "televisivo" di tutti i vari Metro, Leggo, ePolis e via dicendo.
Sul numero di oggi, fra pagina 14 e pagina 15, ci sono alcuni articoli che condivido moltissimo.
Sul numero di oggi, fra pagina 14 e pagina 15, ci sono alcuni articoli che condivido moltissimo.
Segnalo "Le nostre città bloccate dalla logica dei signor no", di Antonio Sofi, che non condivido affatto ma che apprezzo per le argomentazioni.
"Confutate Travaglio o querele e cause non hanno senso", di Chiara Lalli.
E anche "Le parole del Papa e l'ambiguità del Pdl, la legge 164 di nuovo sotto attacco" di Ritanna Armeni (che pure mi sta sulle balle), la quale fa l'intelligente considerazione che ora il Papa ha smesso di parlare contro l'aborto e ha cominciato a parlare esplicitamente contro la legge sull'aborto. Perché adesso c'è un governo di destra che potrebbe anche decidere di abolirla, vista il suo cattoschiavismo.
Mi spaventano molto le parole di Velasio De Paolis, ministro vaticano delle finanze, che dice:
Mi spaventano molto le parole di Velasio De Paolis, ministro vaticano delle finanze, che dice:
Il Papa enuncia l’ideale a cui dobbiamo arrivare e sfata la menzogna che, se applicata interamente, la 194 sarebbe una legge accettabile. Finora è mancata politicamente la possibilità di abolirla, adesso è il momento di verificare se, con il mutato quadro parlamentare, sia possibile cancellare la piaga di una legislazione troppo permissiva.
Capite?
Ci giudicano. Ci reputano "troppo permissivi" perché abbiamo confermato con referendum una legge che ha eliminato gli aborti clandestini.
Abolirla significherebbe tornare ai ferri da calza, ma chissenefrega, i preti non hanno l'utero.
L'importante è controllare la nostra sfera sessuale per avere leveraggio sulle altre.
Il problema non è se un feto sia un essere individuale fin dal concepimento: lo è, ne sono convinto anch'io, lo dice la scienza.
Ma quel che noi consideriamo una persona nella vita di tutti i giorni cambia molto, ed è in base a quest'ultima concenzione che si è sempre deciso sull'aborto. E sulal considerazione che l'aborto si praticherebbe comunque e ucciderebbe le donne, nel caso, come in passato.
Ora si vuole imporre la superstizione religiosa come strumento di scelta, invece di lasciare alla società tutta, per mezzo delle sue rappresentazioni sociali prevalenti, la possibilità di scegliere le proprie regole.
Siamo noi a decidere quando terminare una vita, in base a ciò che riteniamo moralmente accettabile. Se quel che pensiamo è diverso da quel che pensa il papa, perché dovremmo subire le sue decisioni?
RIPETO: violazione del concordato e abuso della credulità popolare.
Togliere di mezzo dio ci darebbe meno scuse per le nostre azioni, dovremmo prendercene pienamente la responsabilità, renderci conto che l'aborto è spesso necessario per salvaguardare la vita di qualcuno che è già una persona completa.
A fare gli eterodiretti sono capaci tutti.
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