[ATTENZIONE: POST CATASTROFISTA!]
[Le teorie scientifiche citate non sono necessariamente vere, ma dispongono di ampi riscontri fattuali dato che sono già state applicate con successo al carbone. Approfondite e lo scoprirete. Conosco il modo in cui lavora la scienza e non la penso certo infallibile, ma se è anche solo lontanamente probabile che una eventualità simile possa verificarsi (e sembrerebbe proprio), non varrebbe la pena pensarci per tempo?]
La fine della civiltà è alle porte.
Della nostra, mica di tutte.
Di quella che è nata e si basa sull'ampia disponibilità di energia a basso costo.
Perché siamo stupidi e molto, molto avidi.
Perché abbiamo creato le condizioni economiche e geopolitiche in cui ci troviamo senza alcuna reale lungimiranza: pensare a 50 anni non significa essere lungimiranti. Pensare a 500 sì, appena appena, ma pare che non ne siamo in grado.
E così, dopo circa due secoli, l'avventura finisce insieme al petrolio.
E invece no. Mi contraddico subito perché voglio farvi riflettere su una cosa: ho mentito, il petrolio non è finito. Manco per niente.
Sappiamo che ce n'è a miliardi di tonnellate sotto l'antartico.
Il continente antartico non appartiene a nessuno, come la Luna. Nessun Paese al mondo può accampare diritti di proprietà su quelle terre, e nessuno può di conseguenza sfruttarne le risorse naturali. La gestione di questo continente è regolata dal Trattato Antartico (con relativo protocollo ambientale), il quale sancisce che i Paesi firmatari:
- riconoscendo che giova all’interesse di tutta l’umanità che l’Antartide sia riservata per sempre soltanto ad attività pacifiche e non divenga né il teatro né il motivo di vertenze internazionali;si impegnano a non sfruttare le risorse antartiche e a lasciare il continente incontaminato. almeno fino al 2048. Le basi scientifiche sono costrette a rimandare in patria ogni singola scoria prodotta dall'attività umana. La sola cosa di valore che si esporta dall'Antartide è la conoscenza scientifica.
- apprezzando l’ampiezza dei progressi attuati dalla scienza grazie alla cooperazione internazionale in materia di ricerca scientifica nell’Antartico;
- persuasi che sia conforme agli interessi scientifici e al progresso dell’umanità di istituire una solida struttura che consenta di proseguire e di sviluppare tale cooperazione, fondandola sulla libertà della ricerca scientifica nell’Antartide, come essa è stata praticata durante l’Anno Geofisico Internazionale;
- convinti che un Trattato inteso a riservare l’Antartide soltanto per attività pacifiche e a mantenere in questa regione l’armonia internazionale gioverà agli intenti ed ai princìpi della Carta delle Nazioni Unite;
Questo è stato deciso non solo perché il trattato è stato siglato in piena guerra fredda, (prevede infatti l'impossibilità di installare basi militari), ma anche perché l'Antartide è un luogo estremamente utile alla scienza. È il continente che prima degli altri, e più violentemente, subisce gli effetti dei cambiamenti climatici, i carotaggi del suo ghiaccio ci rivelano la storia del pianeta e ci forniscono dati utili per comprendere le dinamiche attuali.
Ora questo status giuridico è messo in discussione dalla Gran Bretagna, dalla Korea, dal Venezuela e dal Cile.
Tony Hayward, amministratore delegato di British Petroleum, sostiene che il mondo ha davanti ancora 41 anni di petrolio.
41 anni.
Poi blackout.
Dice anche che il picco di produzione non è stato affatto raggiunto e un aumento della produzione è possibile anche al di là dello sfruttamento delle sabbie bituminose (come ho sentito sta iniziando a fare una compagnia italiana in Nigeria, ma è roba a basso rendimento). Secondo lui le difficoltà non sono tecniche, ma meramente geopolitiche. Per Hayward i petrolieri non hanno abbastanza libertà estrattiva: da un lato si è lamentato della difficoltà di operare in paesi come il Venezuela, la Russia o il Medio-Oriente, e dall'altro i sussidi che alcune compagnie petrolifere ricevono nei paesi in via di sviluppo e "che distorcono la competizione".
Il che è semplicemente stupido, e spiego il perché.
Il picco a cui si riferisce Hayward è il "picco di Hubbert", una teoria scientifica, un modello, riguardante l'evoluzione temporale della produzione di una qualsiasi risorsa. Nasce col carbone ma funge anche col petrolio.
In soldoni la teoria sostiene, in base ai dati di estrazione raccolti, che per ogni risorsa finita (senza considerare le variabili di mercato) la produzione all'inizio seguirà un ritmo di crescita esponenziale (anche perché si sfruttano prima le fonti facilmente accessibili e quindi estraibili a basso costo) che raggiungerà un picco (il momento in cui le fonti facilmente accessibili si esauriranno) e una inevitabile discesa (quando ci si rivolge a fonti più difficilmente accessibili che comportano maggiori costi e sforzi). Alla fine della discesa c'è l'esaurimento della risorsa o il costo eccessivo della sua estrazione, che rende antieconomico usarla.
Questa teoria ne ha prodotte altre, come per esempio quella di Olduvai, che lega il concetto di picco di Hubbert con le variabili di crescita demografica ed economica.
Questa teoria, nella sua versione più ottimistica, dice che la civiltà industriale durerà per 100 anni, dal 1930 al 2030, in base alle proiezioni del rapporto tra produzione mondiale di energia e popolazione.
La teoria prevedeva che l'anno del "precipizio di Olduvai", l'inizio cioé della discesa a picco, sarebbe stato il 2008.
I segnali ci sono tutti, e se le cose vanno come previsto la popolazione mondiale dovrebbe diminuire dai 6.6 miliardi di persone del 2008 ai 5 miliardi nel 2030.
UN MILIARDO E MEZZO DI MORTI.
Avete cominciato a collegare i fili?
Avete cominciato a collegare i fili?
Allora forse già vedete dove voglio arrivare.Se anche ci fosse solo la remota possibilità che le due teorie sopra esposte siano vere (ed è molto probabile che lo siano, visti i dati raccolti finora e le previsioni spesso accurate che è possibile ottenere utilizzandole), che senso ha cercare ancora petrolio e distruggere con l'attività estrattiva il solo continente ancora degnitosamente sano della Terra?
Di più: che senso ha continuare a pensare al petrolio?
Ha senso solo se sei un petroliere e quindi il tuo business si regge su quello: continuerai a estrarlo e venderlo al di là di ogni altra considerazione, perché ne va del tuo profitto.
Ecco un paio dei motivi, a mio vedere, per cui le fonti rinnovabili non hanno mai preso piede fino alla sostituzione del petrolio: le potenti multinazionali petrolifere scatenano addirittura delle guerre per mantenere il controllo delle risorse (mascherandole da guerre contro il terrorismo), e rinunciare al petrolio significa rinunciare alla vita come la conosciamo.
Convertire l'intera tecnologia in uso sul pianeta, dalle auto alle materie plastiche a TUTTO.
Il che, per inciso, fa orrore ai capitalisti odierni perché salvare delle vite, in questo caso, è antieconomico e rischioso per il profitto.
Il nucleare che vogliono propinarci a mio parere non è la soluzione per motivi simili (l'esaurimento della risorsa, le scorie "immortali") e dissimili (costi, manutenzione, sicurezza... il mondo non è pieno di terroristi? Allora perché mettere in giro un sacco di uranio? Chi sostiene la lotta al terrorismo e il nucleare mi pare un buffone :D).
Pensare al nucleare significa ricominciare a pensare al profitto a scapito della sopravvivenza.
Trapanare l'Antartide ci priverebbe di una delle ultime possibilità per comprendere realmente cosa accade al pianeta e cosa possiamo fare per fermarlo.
Trapanare l'Antartide significa continuare con la logica del "finché ce n'è 'fanculo tutti, tanto saranno cavoli dei miei nipoti".
Trapanare l'Antartide significa mettere in pericolo di estinzione la razza umana.
Il petrolio sta finendo e tutti, istericamente, urlano "ne vogliamo di più" invece di cercare soluzioni razionali.
Questo gran casino non è vicino: è già qui.
Ci sono i primi segnali seri, e leggendo i giornali con attenzione si vede benissimo.
Come me ne sono accorto?
Fine della libera circolazione delle persone, fine dell'integrazione fra i popoli, fine di ogni possibilità di migliorare questa globalizzazione.
Le low cost sono le prime.
Provate a riflettere... a pensarci: niente più aeronautica civile, niente più automobili, fine della corrente elettrica facile, fine dei frigoriferi, fine dei cellulari, della TV, di tutto.
Dobbiamo aspettare un certo numero di morti investiti prima mettere un semaforo all'incrocio?
Io dico di no.


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