Oggi parla per me Blogger di ItalyItalia.
Ma, sia chiaro, Veltroni è fuffa. Il PD sta cercando disperatamente di tenere dietro alle proteste, non ne è certo l'ispiratore.
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( 25 ottobre - Walter Veltroni)
Roma, 25 ottobre 2008.
Primo punto: la manifestazione è stata imponente.
200 mila o 2 milioni e mezzo?
Sconvolgente la non chiarezza dei dati, degna di un paese africano non certamente europeo.
C'è chi ricorderà che la differenza è sempre esistita, in ogni occasione, tra le due fonti (manifestanti e prefettura).
Ricordo loro di non considerare i numeri ma le percentuali per capire la gravità del caso.
La prefettura ha sempre confermato, ad esempio, per quel che possa ricordare, 150 mila laddove i manifestanti ne dichiaravano 300, al massimo; un' incomprensibile e vergognosa, per uno stato europeo, differenza del 100% .
Un Governo che per bocca della prefettura ufficializza una partecipazione di 200 mila individui ( differenza del 1000 %) - laddove certamente, secondo una logica assodata negli anni, vi saranno stati più di un milione di persone ( poco meno del 50% di ciò che è dichiarato dai manifestanti stessi) - è un apparato sconvolgente, folle, che non si pone neppure un limite nella correzione, spesso giusta ma anche strumentale, dei dati reali.
La prova di Democrazia, condivisa o meno, che hanno dato le persone in piazza è oscurata, a mio modesto parere - ma si sa, sono un pessimista - dalla vergognosa contromossa del Governo che utilizza non solo il proprio legittimo potere e l'ignoranza del suo elettorato ma anche tutti gli strumenti di comunicazione per negare l'evidenza.
Questo il primo punto su cui volevo porre l'attenzione, alcuni potrebbero non averlo notato o essere così abituati alle diverse stime dal non accorgersi della gravità del singolo episodio.
Secondo punto: il discorso.
Qualche giorno fa ho definito Veltroni incapace.
Non ritiro le mie parole, non bastano delle frasi per questo, desidero delle prove, ma il discorso di ieri è un ottimo testo, perfetto dal punto di vista della comunicazione politica, storico se si considera la politica italiana.
I punti toccati sono pochi, essenziali, concreti.
Vi è un attacco forte, ma nel contempo volutamente non ostile, nelle parole di Veltroni.
Il pubblico non è folla, non spaventa, legittima democraticamente, con il suo comportamento, la contestazione.
Il linguaggio è semplice ma i contenuti non accomodanti, privi di spessore.
Come cittadino apprezzo le parole di Veltroni ma come analista - perché un tono a volte bisogna pure darselo, non credete, guardate Filippo Facci ad esempio - non posso che complimentarmi con il politico e con i suoi esperti in comunicazione politica e marketing elettorale, interessantissimo caso italiano questo 25 ottobre.
Terzo punto, meno analitico, più pratico.
Servirà?
No lo so, oggi faccio finta di essere un politologo, la palla di vetro la leggiamo domani.
La comunicazione di regime, purtroppo non posso che utilizzare io stesso questa espressione, è capillare, forte.
In secondo luogo il popolo della sinistra spesso, nella sua storia, ha parlato a se stesso, è stato autoreferenziale, ha convinto l'elettore di sinistra a votare, anche se con vergogna, un partito di sinistra, come i DS le scorse elezioni.
Poche volte un elettore di destra e moderato ha ceduto alle lusinghe della Sinistra se non moderatissima, cattolica e quindi in contrapposizione a principi primi della stessa sinistra come la laicità, l'uguaglianza (e quindi la lotta alla omofobia, ad esempio), la libertà di scelta...
Non so quanto questa manifestazione, se pur importante, interessante e riuscita, possa affrontare gli ostacoli descritti: il "risultato autoreferenziale" (passaggi interni ma incapacità di attrazione di altri) dei nuovi partiti della Sinistra, la comunicazione distorta da parte del Governo Berlusconi e, aggiungo, la bassa cultura politica e democratica degli italiani.
Lo spero, la palla di vetro, però, mi ripeto, la guardiamo domani.
Oggi politologo, domani astrologo.
In Italia la scienza più esatta, infatti, spesso e volentieri, è l'astrologia.
Giocherò all'Otto.
Il caso e la mancanza di senso, davanti ad una schedina, non mi fa arrabbiare, mi strappa un sorriso.
Di fronte al mio Paese, non so il perché, meno.
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