In italiano grazie a
Mondodisco.altervista.org, che mi risparmia un lavoro di traduzione che non avrei avuto il tempo di fare.
Se lo amate lo sapete: ha l'
Alzheimer.
E non uso il verbo "amare" a caso.
È tutt'ora, non solo a mio giudizio, fra i più grandi umoristi del 20esimo secolo (e di questa piccola parte di 21esimo che stiamo vivendo), se non il più grande.
Mi ha dato
tanto. Buffo dirlo di una persona a cui non ho mai stretto la mano.
Mi ha dato
risate infinite, nessuna di esse priva dell'istigazione a
pensare,
pensare,
pensare furiosamente tutto il tempo alle nostre idiosincrasie e potenzialità.
Mi ha dato suggerimenti e permesso scoperte sulle modalità di interazione umana, sul funzionamento della nostra mente, sulla complessità e fondamentale importanza del linguaggio come chiave inglese del pensiero simbolico e dell'universo che creiamo e appiccichiamo su quello che esiste.
Ha contribuito alle mie riflessioni sulla religione, sulla moralità (sì, anche ^___^), sulla capacità di ridere (forse uno dei segni certi di vita senziente, ma proprio nel senso che intende il SETI), di concettualizzare, di pensare a noi stessi ed analizzare non solo i meccanismi del reale fisico ma anche quelli della nostra stessa autocoscienza.
Lo ha fatto facendomi pisciare sotto dalle risate, facendomi tenere la pancia con gli addominali incastrati, mostrandomi e raccontando invece di spiegare.
Una persona così fa qualcosa per tutti, se si sa leggere quello che scrive.
Credete che esageri?
Leggetelo.
Se potete in inglese. Oh, se avete un'infarinatura di socio - e/o psico - logia, ve lo godete di più.
Fa ridere alla prima botta, fa ridere di più alla seconda, ma fa sempre pensare anche nei libri in cui è "fuori forma" perché, semplicemente, ci racconta come siamo facendoci una sghignazzata su.
L'Alzheimer proprio non ci stava. Eccheccazzo.
Mi fa una pena orribile leggere i suoi comunicati.
La prendo sul personale.
Ma in questo caso devo proprio dirlo: mi dispiace, e tanto.
Non perché non ci saranno più suoi libri.
Ma perché grazie alla scrittura, l'unica vera forma di telepatia esistente, lui ed io siamo stati e siamo ancora, in questo senso, compagni di viaggio e di pensiero.
Trovate le news aggiornate
sul suo sito ufficiale.
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Datato gennaio 2008. Sul sito www.paulkidby.com, sezione news, la data non è meglio specificata, però il messaggio precedente risulta esser stato pubblicato il 14.01.08
Gente,
Buon Anno Nuovo!
Sarò breve perché vorrei finire Nation per la fine della settimana, ma le cose si stanno mettendo meglio dal mio ultimo aggiornamento.
Molto presto inizierò una cura che in teoria dovrebbe tirar via un po’ di ragnatele e spero che la mia velocità di battitura e la mia accuratezza migliorino. Nel frattempo, siamo in contatto con varie organizzazioni e ricercatori e ci teniamo aggiornati rispetto agli sviluppi nel campo, che è una specie di Cenerentola comparata ad altre malattie gravi.
In pratica, stiamo tentando di creare un sistema tale per cui, se un ricercatore da qualche parte grida “Eureka!”, busserò alla sua porta persino prima che abbia trovato un asciugamano*.
Penso ancora che sarò in grado di partecipare alle conventions nel Regno Unito e negli Stati Uniti. A parte queste ultime, tutto il mio tempo in ufficio in questi giorni lo passo scrivendo, sebbene ci siano alcuni eventi a cui parteciperò quest’anno. Mi dispiace dire che sto riducendo drasticamente lo scrivere risposte alle lettere dei fans perché il mio battere a macchina è così lento.
Un nuovo libro o rispondere alle vostre lettere – non fatemi scegliere.
C’è ancora molta gente che ci chiede “C’è qualcosa che possiamo fare?” (inclusi super specialisti del cervello o altre persone ben informate che compongono il mio “coro greco” di consiglieri). Ciò che indubbiamente ci sarebbe d’aiuto, se ne avete voglia, è inviare denaro. In breve tempo prepareremo per voi un ‘meccanismo’ per farlo e vi avviseremo quando sarà pronto. Il denaro verrà versato all’ Alzheimer's Research Trust°, che è stato di grande aiuto.
* N.d.T Nella saga del Mondodisco, TUTTI i filosofi (e anche i ricercatori, a quanto pare) hanno le idee migliori mentre fanno il bagno. Urlano “Eureka!” e a volte si dimenticano di mettersi addosso almeno un asciugamano prima di correre in strada per gridare al mondo la loro nuova scoperta.
° NdT E’ possibile accedere al sito ufficiale dell’Alzheimer Research Trust dal sito www.paulkidby.com o con una semplice ricerca online e se volete, potete donare soldi per la ricerca a questa nobile istituzione. Se volete è possibile lasciare un commento, come ad esempio “donazione in onore di Terry Pratchett”, in modo che si sappia che lo fate per lui. Esiste anche un’iniziativa chiamata “Match it for Terry” che si propone di eguagliare la somma donata dal Nostro all’Alzheimer Research Trust (un milione di dollari), secondo il principio “ha milioni di fans in tutto il mondo, se ognuno di loro dona anche solo pochi spiccioli…”, però quest’ultima non è ufficialmente riconosciuta dal signor Pratchett, che consiglia caldamente di attenersi al canale ufficiale.
15 APRILE 2008 Stesso sito
Un aggiornamento d’aprile da Terry Pratchett
Attualmente il mio ufficio è fermo, immobile. In effetti, probabilmente si sta muovendo leggermente all’indietro. Non ha aiutato il fatto che di recente uno scaffale di cinque ripiani di lettere già ordinate e archiviate sia collassato sotto il peso, mescolando così diverse migliaia di documenti in nuove e interessanti combinazioni. Ora come ora è una buona giornata se riusciamo a rispondere solo alle emails che arrivano il giorno stesso. La maggior parte delle giornate non sono proprio buone giornate. Siamo però felici di dire questo:
Ho apprezzato moltissimo tutte le lettere, le emails e le cartoline che ci sono arrivate, in molte delle quali le persone mi hanno raccontato le loro esperienze personali e in un bel po’ c’erano “kit di sopravvivenza”. Sembra proprio che là fuori ci sia un po’ di gente che è riuscita per lo meno a rallentare l’Alzheimer, sebbene devo dire che sembra prendano vari integratori, non solo a milligrammi ma a grammi interi :o)
L’edizione di Nation è ormai a buon punto e in teoria mi dovrei godere più o meno un mese di relax, anche se gran parte di questo tempo ora verrà spesa a riassemblare ciò che passa per la nostra stanza della posta. In realtà adesso vorrebbero (NdT per interviste e simili) molto più del mio tempo di quanto mi sia stato chiesto in vita mia, al punto che stiamo semplicemente ignorando gli approcci. Penso che abbiamo avuto più di una dozzina di richieste da parte delle sole compagnie specializzate in documentari e credo sia possibile ora smettere di inviare le emails “Siete arrivati tardi, ragazzi” (potete vederci andare in giro seguiti da Craig e Charlie, che stanno facendo un documentario su di me per la BBC che verrà trasmesso il prossimo anno.) Non era assolutamente mia intenzione diventare una specie di portavoce dei malati di Alzheimer, ma sembra che il mondo abbia deciso altrimenti.
Una nota più allegra, adesso mi sono finalmente e definitivamente sistemato con uno specialista e i test che ho fatto la scorsa settimana hanno dimostrato che non ci sono stati grandi cambiamenti dalla fine di novembre, tranne per quel che riguarda le situazioni in cui dovrei seguire processi paralleli (NdT due o più cose alla volta), in cui trovo che procedere in maniera seriale (NdT una cosa alla volta) è tutto quello che riesco a fare :o)
Ci sono un bel po’ di cose in programma per il resto dell’anno e includono il procedere a vele spiegate con Unseen Academicals° e anche, con un po’ di fortuna, recitare una parte molto più grande in Going Postal*
° NdT Il nuovo libro dopo Nation.
* NdT A quanto pare stanno preparando una versione per la tv di questo romanzo, ma per ora a parte questo accenno e poco altro non se ne sa di più.
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Questa invece è la versione quasi integrale del discorso che il Nostro ha tenuto in occasione della sua donazione all'Alzheimer Research Trust. Dico "quasi" perchè ci sono alcune cose che non mi tornano, come se mancassero delle parti, ma forse è solo una mia sensazione.
Messo da parte il ruolo di scrittore affettuoso che vuole rassicurare i suoi fan, in questo discorso si percepisce tutta la rabbia di un uomo di soli 59 anni con una condanna del genere sulle spalle.
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Conferenza dell’Alzheimer’s Research Trust, Watershed, Bristol, 13 marzo 2008
Signore e signori, il mio nome è Terry Pratchett, sono l’autore di una serie di libri fantasy di incomprensibile successo e ho l’Alzheimer da almeno due anni, durante i quali sono riuscito a scrivere un paio di bestsellers. Ho una forma rara di questa malattia, non ne capisco molto ma a quanto pare se proprio dovete avere l’Alzheimer, questa variante non è tanto male. Per cui, un colpo di fortuna dunque…
Cosa abbastanza interessante, quando quei brav’uomini dell’Addenbrooke me l’hanno diagnosticato lo scorso dicembre, ho iniziato un viaggio completamente diverso nella Demenza. Questo viaggio offre un paesaggio decisamente migliore, abitanti interessanti e spesso attraenti, una fauna meravigliosa e molte opportunità di divertimento e avventura.
Quelli per i quali il fondoschiena di Lara Croft è stata l’ultima esperienza in fatto di videogiochi potrebbero non sapere quanto sono migliorati per quel che riguarda l’audio e la grafica, per quanto io possa concedere che il fondoschiena di Lara Croft sia un’esperienza grafica a se stante. Ma in questo caso viaggiavo in un paese che faceva parte di un gigantesco videogioco chiamato Oblivion, che è talmente ben particolareggiato che spesso l’ho attraversato godendomi lo scenario e il tempo atmosferico senza quasi preoccuparmi di uccidere nessuno.
Mentre iniziavo a esplorare il magnifico Reame della Demenza, che è vicino di casa del Reame della Mania, ho sperimentato anche l’esperienza leggermente più realistica di essere un 59enne che ha appena scoperto di avere un principio di Alzheimer. Apparentemente ho reagito a questa situazione in maniera ragionevolmente tipica, con un senso di perdita e di abbandono e con una incoerente o forse dovrei dire violentemente coerente furia che fa sembrare in confronto il Lucifero di Milton solo un po’ irritato contro il paradiso. Quel fuoco brucia ancora.
Voglio continuare a scrivere! Va detto che per farlo devo restare vivo. Non si può scrivere libri ed essere morti, a meno che il vostro nome non sia L. Ron Hubbard°. E così per me ora il gioco è diventato reale.
E’ una malattia subdola, circondata da ombre e da piccole tragedie quasi nascoste. La gente non sa che dire, a meno che non ne abbia un caso in famiglia.
Mi hanno chiesto perché io abbia annunciato pubblicamente di avere l’Alzheimer. La mia risposta è: Perché non avrei dovuto? Mi ricordo di quando la gente moriva “dopo una lunga malattia”. Ora lo chiamiamo con il suo nome, cancro, e come ogni mago sa, quando conosci il vero nome di una cosa fai il primo passo per addomesticarla. Siamo in guerra contro il cancro e usiamo questo vocabolario, combattiamo, siamo coraggiosi e sopravviviamo. E abbiamo anche un’industria bellica ben fornita.
In particolare, per quelli di noi ai primi stadi della malattia, si tratta più che altro di una serie di scaramucce. Il mio medico di famiglia è paziente e di grande aiuto, ma nella mia zona non c’è uno specialista. Il Servizio Sanitario Nazionale mi ha gentilmente permesso di acquistare il mio Aricept* perché sono troppo giovane per ricevere gratuitamente le cure per l’Alzheimer, cosa per cui mi trovo vorrei-prendere-un-politico-a-calci-nei-denti d’accordo.
Ma, nell’insieme, cerchi di essere dottore di te stesso. La connessione internet risuona giorno e notte. Faccio lunghe passeggiate e compro più supplementi di quanti ne troviate nei giornali domenicali. Parliamo fra noi e mettiamo a confronto i protocolli di cure. Una parte di me vive in un mondo di rimedi new age e scienza. E una parte della scienza è un po’ come il voodoo. Ma la scienza non è mai stata una scienza esatta e personalmente mi mangerei il culo di una talpa morta se mi desse una possibilità di combattere.
Per fortuna, a calmarmi c’è il mio Coro Greco.
Poco dopo aver dato la notizia al mondo, il mio sito web è collassato e il mio PA” ha dovuto passare un’intera sera a negoziare per avere più banda. Nelle prime ore ho ricevuto più di 60.000 messaggi. La maggior parte provenivano da lettori e da persone che mandavano i loro auguri. Alcuni volevano vendermi olio di serpente e non li scarterò necessariamente tutti, questi ultimi, dato che non ho mai visto un serpente arrugginito. Ma una grossa manciata di lettere proveniva da altri malati “con esperienza”, che stanno attuando con successo un’azione di resistenza e da persone da università e istituti di ricerca che, contrariamente a tutte le aspettative, sono riuscite a raggiungere alte posizioni nelle loro professioni sebbene sia sicuro che siano lettori dei miei libri. E mi hanno chiesto: possiamo aiutare? Loro sono il Coro Greco. Solo due di loro si conoscono di persona e mi danno i loro consigli sulle varie opzioni che io gli sottopongo. Includono anche un Wiccan. E’ una buona idea coprire tutti gli angoli.
E’ stato interessante quando gli ho chiesto se era il caso di farmi togliere l’amalgama delle vecchie otturazioni dentali. C’è stato un coro di “Umpf! Non c’è nessuna prova scientifica, umpf… ma se può permettersi di farlo e farlo per bene, certamente male non fa e poi non si sa mai.”
Ecco dove mi trovo ora, insieme a molti altri, nell’affannoso tentativo di restare a galla abbastanza a lungo per esserci quando arriverà la Cura, che sospetto potrebbe essere più un protocollo di cure. Dicono che accadrà presto – siamo quasi tanti quanti i malati di cancro e sembra che il numero di persone affette da questa malattia raddoppierà entro una generazione. E nella maggior parte dei casi al fianco del malato troverete un coniuge, che soffre tanto quanto il malato stesso.
Per questo motivo è uno shock e una vergogna scoprire che i fondi per la ricerca per la nostra malattia siano solo il 3% di quanto venga destinato al trovare una cura per il cancro. Forse è per questo, per esempio, che conosco tre persone sopravvissute con successo a dei tumori cerebrali ma nessuno che abbia sconfitto l’Alzheimer… sebbene nel mio Coro Greco ci siano alcuni che gli stanno dando del filo da torcere.
Vorrei avere la possibilità di morire com’è morto mio padre – di cancro, a 86 anni. (Ricordatevi che parlo come un uomo con l’Alzheimer, che ti porta via un pezzo di te stesso alla volta mentre sei ancora vivo). Prima di andare a passare le sue ultime due settimane in un ospizio, si dava da fare in casa, aggiustando cose. Ha continuato a parlarci fino agli ultimi giorni, sapendo chi eravamo e chi era lui. Ora come ora, lo invidio. E ci sono migliaia come me, solo che nessuno sente la loro voce.
Per cui urliamo qualcosa abbastanza forte da essere sentita. Noi abbiamo bisogno di voi e voi avete bisogno di soldi. Vi do un milione di dollari, spendeteli con saggezza.
NdT
°Fondatore di Scientology
*La medicina più importante e diffusa nella lotta contro l’Alzheimer
“ Presumibilmente Assistente Personale, ma non ne sono sicura al 100%.
Articolo e Traduzione a cura di:
AngeloAcrobata.
http://mondodisco.altervista.org/discworld/www.mondodisco.altervista.org