venerdì 30 maggio 2008

Sfacelo 4: il papa e la fica


Spesso la TV italiana presenta programmi culturali di questo tipo:



Fregna e trash, non serve altro all'italiano medio.

E allora cosa si fa a "Domenica In" per controbattere a tanta grazia?
Si invita IL PAPA a LEGGERE LA BIBBIA.

Sono disgustato. Inferocito. Se siete gente che si offende sparite ora dal mio blog, siete avvisati.

Disgustato da Mediaset e da quei mentecatti (milioni) che ne apprezzano i programmi senza rendersi conto di quali messaggi stiano assorbendo, senza capire cosa i loro bambini davanti alla TV stiano imparando: fregare gli altri è divertente, fregna e soldi sono obiettivi socialmente validi, meglio occuparsi di quelli che del mondo più vasto in cui viviamo.
È in parte anche grazie alla bravura degli autori di Silvio (oltre che al silenzio ben pagato dei giornalisti) che l'Italia ha visto solleticare i suoi aspetti più deleteri negli ultimi 20 e più anni (pensate al ruolo della donna: quando mai vedete una donna brutta in TV? Quando mai una donna in TV ha un ruolo intelligente e attivo? Si richiede solo di essere MAGGIORATE e NUDE quanto lo consente il prime time... e oltre).

Sono disgustato dalla RAI che risponde buttando in video uno che OCCUPA ogni programma di informazione in Italia, che può decidere sulle questione legislative italiane in violazione del concordato, che istiga i medici all'interruzione di pubblico servizio (e nessuno lo sbatte in galera?!?) e che sta provando a costruire una teocrazia tramite una propaganda bieca e particolarmente VILE (vedrete quanto sarete contenti una volta abolita la 194, BIGOTTI DI MERDA. Ve nascano tutti deformi, così imparate). Così può fare un po' di propaganda in più passando anche attraverso i programmi per famiglie, così può indottrinarci meglio e convincerci che è il detentore dell'unica verità: conviene dargli retta.

Ma davvero questo è il mio paese?
Quello che i partigiani sono morti per fare?

giovedì 29 maggio 2008

Sfacelo 3: Amnesty, warfare e diritti umani

Amnesty International critica duramente Europa e USA: la Convenzione sui Diritti dell'Uomo è carta straccia in tutto il mondo.

Noi "occidentali" (definizione a mio parere inventata di sana pianta per la propaganda, sentita pochissimo prima del 2001) facciamo tanto i paladini della giustizia quando siamo la feccia della terra.

Gli USA, attuali governatori del mondo, condizionano la politica degli altri governi con le armi e il denaro. La guerra al terrore è stata, e lo è da anni, il contesto in cui è stata commessa la gran parte delle violazioni dei diritti umani. Centinaia di prigionieri a Guantanamo (famigerata base Usa a Cuba) e a Bagram (Afghanistan) e migliaia in Iraq non sono ancora stati processati né addirittura formalmente accusati.

Sono lì perché così pare giusto ai padroni del mondo.
Bush è lo stesso presidente degli Stati Uniti paladini della libertà che non dice "ah" quando la Cina censura e uccide un po' di manifestanti, dato che, come ho già spiegato in maggiore dettaglio, quest'ultima possiede buona parte del debito pubblico americano e può fare bellissimi giochetti con l'economia mondiale e del Paese.
Bush - denuncia inoltre Amnesty - ha autorizzato la Cia a ricorrere ancora alla detenzione e agli interrogatori segreti, sebbene ciò si configuri come crimine internazionale di sparizione forzata.
Questi crimini ci vedono complici, e non è una novità, insieme ad altri Paesi UE, che secondo Amnesty si sono voltati dall'altra parte o hanno partecipato direttamente a casi di sequestro, detenzione segreta e trasferimento illegale di prigionieri verso Paesi in cui sono stati sottoposti a torture o ad altri maltrattamenti (vi dice niente il nome Abu Omar, l'Imam di Milano?).

Ce n'è anche (esplicitamente, stavolta) per noi: siamo un Paese a forte rischio di razzismo.
Oh, che carini, finalmente se ne sono accorti. Magari se ce lo urlano forte in un orecchio li sentiamo.
Il pacchetto-sicurezza varato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana contiene norme che con i diritti umani hanno ben poco a che fare.

Tutto questo perchè?
Perché il capitalismo ha bisogno della guerra per sopravvivere e prosperare.
Leggete l'articolo a quel link: è lungo e complesso, ma ne vale la pena e spiega molto.
Magari leggete anche "American Nightmare" di Sbancor, in fondo al post.
Informatevi. Apprendete. Comprendete.
Un trattamento equo per tutti non è morale... è RAZIONALE. Il modo più vantaggioso per il maggior numero di persone di far sopravvivere la razza umana.
E amate il prossimo vostro come voi stessi, perché persino nei libri di fantasia ogni tanto spunta fuori qualche idea decente.

Read this document on Scribd: American Nightmare

mercoledì 28 maggio 2008

Intervista a pTerry

Ma sentite che tipo :DDD





Avvistato Bin Laden alla balorda: dio è con lui!

Avviso pro-cattolici: non andate oltre!
E poi non dite che non vi voglio bene... vi allerto anche...

Questa è La Balorda, gara ciclistica non competitiva con pochissime regole: niente acqua, lambrusco. Niente barrette ai cereali, suino.
Tutti vestiti a tema, mezzo compreso: quest'anno era la lettera B.


Qualche link veloce a un po' di video ;D
PARTENSA BALORDA - 1 - PARTENSA BALORDA 2 - PARTENSA BALORDA 3 - PRESIDENTE

Non sai cos'è La Balorda?
Allora non hai vissuto :D








Benzina, Up lancia il decalogo per risparmiare carburante


L'Unione Petrolifera ha rilasciato un decalogo per risparmiare benzina.
Eccolo.

1- Provvedere alla manutenzione dell’auto, controllare l’olio (oh beh, se non vuoi rimanere a piedi...)

2- Controllare la pressione delle gomme una volta la mese: a gomme sgonfie i consumi possono salire anche del 4 per cento (vero, ma parliamo dell'efficienza energetica delle nostre auto, allora... e la benza è salita di prezzo dell'80% negli ultimi tempi, il 4% mi sembra un po' pochino come risparmio)

3- Rimuovere dal bagagliaio tutti i pesi non indispensabili (oh, peccato, tutti quei cadaveri a pezzi che tengo lì dovrò buttarli in garage... ma chi è che si appesantisce l'auto per sport? O__O Vabbé,in effetti ho amici che hanno mezza casa lì dentro, ma sono pochi e sbalestrati :D)

4- Chiudere il finestrino specie ad alta velocità, rimuovere il portapacchi (magari in corsa)

5- Usare l’aria condizionata solo se necessario (o non usarla del tutto, che ha più senso)

6- Non riscaldare il motore a veicolo fermo (abitudinaccia di molti, vero, ma con questo caldo il consiglio appare intempestivo)

7- Mantenere una velocità moderata in autostrada (magari sotto i 130 all'ora, eh? :DDD)

8- Inserire appena possibile le marce alte (difficilmente faccio il GRA in seconda...)

9- Cercare di anticipare la dinamica del traffico, per evitare di fermarsi e ripartire inutilmente (qui siamo nel surreale... e che sono io, un veggente numerologo? :DDD C'è la radio, ma chi abita a Roma sa che nulla è mai certo...)

10- Prendere in considerazione la condivisione dell’auto per il lavoro e il tempo libero (privo di senso. NON USATE l'auto per il lavoro e il tempo libero, se potete: io la uso ogni giorno per 8km complessivi solo perché non c'è altro mezzo di raggiungere la fermata del treno...)

No, giuro che non sto scherzando.
Lo volete qualche un consiglio vero? Mobilitiamoci per introdurre tecnologie rinnovabili, convinciamo le amministrazioni a investire nel trasporto pubblico su ferro, riduciamo fino all'osso il con il trasporto merci su gomma, installiamo pannelli fotovoltaici a gogo... insomma, smettiamo di usare il petrolio, il più possibile e il più in fretta possibile.

Ma vabbé, che mi aspetto, è la UP.
Se ci pensate un attimo sono loro a vendere il petrolio. Che interesse hanno a farvelo risparmiare? Per farlo durare di più e gestire meglio i prezzi e gli stock con la loro bella struttura a cartello?
Un decalogo del genere serve soltanto ai membri dei CDA per emanare comunicati virtuosi in cui spiegano che loro stanno facendo tutto quello che ci si può aspettare per aiutare i consumatori.
E intanto pensano alla transizione a qualche altra tecnologia (il nucleare? Avremo macchine a plutonio come nei romanzi di fantascienza degli anni '50? :D), ma con i loro tempi e a loro modo.
Per ricavarci il più possibile il più a lungo possibile.

Signori, occhio a quello che non vi dicono ma anche occhio a COSA DAVVERO STANNO DICENDO.

La Madonna appare in una scuola modenese


Girando per blog sono incappato in questo post di una madre e insegnante modenese che racconta una insolita, aberrante, ingiustificata (e a spese nostre) apparizione della madonna (je se 'ncastrasse 'n gerbillo 'n gola).
In elicottero.
In una scuola.
Stiamo educando una (altra) generazione di poverini esposti ad ogni tipo di mistificazione wannamarchersca, potenziali menti deboli pronte a credere al primo stronzo in gonna bianca piuttosto che pensare.
E paghiamo, per farlo!

Fuori la religione dalle scuole, ridateci l'educazione civica.
La fede non è materia da insegnare, è superstizione da sconfiggere.

Vabbé, non ho altre parole. Leggete e basta >___<

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La settimana scorsa, la mia figlioletta di 9 anni mi ha detto che il 13 maggio sarebbe arrivata a scuola la Madonna di Fatima.
Pensavo che la “maestra-di-religione-storia-geografia” avesse accennato al fatto che il 13 maggio è la festa della Madonna di Fatima e che la piccola avesse quindi frainteso. Invece, no. Fra le altre mamme, soprattutto quelle dei maschi, correva addirittura voce che la Madonna sarebbe arrivata in elicottero…
Stamane, quindi, a un controllo del diario, ho trovato l’avviso: su carta intestata del “Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Didattica 1° Circolo di Modena – Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna – Distretto Scolastico n. 17”, il Dirigente Scolastico (una femmina che, una volta, prima del politically correct, avremmo semplicemente chiamato “Direttrice”), insomma, la Direttrice annunciava a:- Genitori- Alunni- Insegnanti- Personale ausiliario (traduzione: “bidelli”) e di Segreteriache tutti quanti sono invitati “all’arrivo e alla sosta della statua della Madonna di Fatima nel cortile della scuola Nicola Pisano il 13 maggio alle ore 16.45.”
Non so se sia la mia formazione di storica delle religioni o di storica e basta…Non so se sia per via dei miei trascorsi ecumenici o che io ho generato, con un protestante svizzero, una piccola protestante italo-elvetica iscritta nei registri dei battezzati della Chiesa Riformata Svizzera (traduzione: “zwingliani”, ovvero la chiesa più incazzata del protestantesimo storico)…Sarà forse per via del mio edipo irrisolto di figlia di padre fanatico devoto mariano…Sarà che gli eccessi affettivi di devozione “mariana” sono stati per me, in un tempo non troppo lontano, fonte di guai…Sarà per via della mia passione per la laicità dello Stato che, come insegnante-resistente-umana nell’Italia berlusco-leghista della primavera 2008, mi sforzo di trasmettere ai miei studentelli delle medie i quali, più che dalla passione per la laicità, sono comunque travolti dalle passioni della pubertà…Sarà che, sicuramente, in una mia precedente vita, io, sul rogo, ci devo essere finita senz’altro per le mie idee eretiche o per la mia dubbia condotta morale…Sarà forse semplicemente che la Scuola Primaria (traduzione: “elementare”) “Nicola Pisano” di Modena è considerata la primaria di eccellenza della città e che si distingue per l’estrazione sociale medio-alta delle famiglie degli alunni e per un ottimo team di maestre che partecipano e vincono, in continuazione, vari concorsi locali e nazionali…Insomma, sarà per tutta un’infinità di motivi, ma devo dire che il livello della mia indignazione era tale che ho fatto fatica a controllarmi coi miei pischelli di III E –che non c’entravano niente- e credo di avere esordito la mia lezione di storia “oggi parliamo delle Torri Gemelle” con una minacciosa espressione al-qaediana dipinta sul volto, talmente esplicita e terrorizzante da farli restare zitti per quasi un’ora… (su tre…) Così, questo pomeriggio, sono andata a ritirare la bambina a scuola e ho chiesto alle tre maestre spiegazioni sulle finalità educative della visita della Madonna. La “maestra-di-italiano”, brillante-intelligente-bellissima-ultracinquantenne-laicissima-glamour, mi ha subito detto che loro ne sapevano quanto me, che la decisione era stata calata dall’alto e che lei aveva espresso il proprio parere contrario. Perfino la più compassata e soave “maestra-di-matematica” prendeva le distanze dall’iniziativa.Appurato che loro non avevano nessuna responsabilità, io esprimevo tutto il mio sdegno di cittadina laica di uno Stato che si presume, sulla carta, essere laico, e madre di un’alunna di terza elementare della laicissima scuola Pisano, figlioletta inoltre appartenente a una minoranza religiosa in passato arsa viva proprio in nome di questo “simbolo di Pace” che sembra essere la statua della Madonna.Dichiaravo poi la mia intenzione di contattare al più presto un amico, politico in vista e cristiano valdese, per sollecitare il suo intervento nelle sedi appropriate: insomma, suscitare un casino, quantomeno in Comune e sui giornali locali.
La bellissima “maestra-di-italiano” approvava e solidarizzava.
All’uscita da scuola, mentre mi intrattenevo con le altre mamme a commentare l’accaduto, è arrivata la “maestra-di-religione-storia-geografia”, che si distingue dalle altre due per essere un pochino strampalata, meno seriosa e, dal mio esclusivo punto di vista professionale, un po’ troppo fissata su ominidi e dinosauri (…ma siamo solo in terza, vediamo se in quinta ci arriviamo, a Romolo Augustolo…)
Anche lei, ridacchiando, ha espresso il suo disaccordo con l’iniziativa della Direttrice, ma poi, paciosa, ha aggiunto: “Ma cosa vuole… Pur sempre di un evento storico si tratta… E’ apparsa nel 1917”. “Veramente,” le ho risposto, “si tratta di un evento soprannaturale, per chi crede. Per tutti gli altri, nel 1917, come evento storico c’è stata, ad esempio, la Rivoluzione d’Ottobre”.
Mi rendo conto di essermi mostrata nella mia vena più saccente, ma lei, che è una da “volemose-bbene”, ha sorriso e continuato: “Sa, dicono che sia un simbolo della pace e che, quindi, male non fa”. E io: “Peccato che in nome di quel simbolo della pace, gli avi di mia figlia siano finiti sul rogo per quasi trecento anni. Anche se questa non c’entra, essendo apparsa nemmeno 100 anni fa”. “Eh, sì”, ha proseguito la maestra, “quella di Fatima non c’era ancora. Saranno state le altre” (…Madonne, intendeva).
Nel frattempo, una mamma di maschietto (che attende la Madonna in elicottero) ha replicato con la solita italica scusa che, in fondo, il cattolicesimo è la religione principale in Italia e che quindi bla,bla, la Madonna, che male c’era. “Brava”, le ho detto tutta infervorata, “e se tra quarant’anni la religione principale in Italia è l’islam, che facciamo? Invece della Madonna di Fatima, facciamo atterrare la statua di Fatima, figlia di Maometto, nel giardino della scuola Pisano? Anzi, scusa, mi correggo: quelli non ce l’hanno il culto delle immagini, tuttalpiù ci imporranno il velo, va’ là”.
Stasera, allora, dopo aver sentito la lista dei ministri comunicata in diretta dal pelato trapiantato, ho chiamato il mio amico Max, valdese e politico di sinistra che sa ancora incazzarsi come uno di sinistra, e gli ho riferito l’accaduto. Lui si è incazzato subito, com’era prevedibile, e mi ha detto: “Mandami immediatamente via mail una copia di quella lettera che, come minimo, domani faccio scattare una interrogazione in consiglio comunale”. E io ho subito eseguito, e l’ho scannerizzata come meglio potevo, e gliel’ho spedita subito, e mi sa che domani forse scoppia un casino.
Poi, mi sono sentita un po’ in colpa perché mi ha chiamato il mio papà per dirmi che domani passa ad aggiustarmi il rubinetto della lavatrice, che, se lui sapesse, lui così devoto mariano, ci resterebbe molto male. Ma, a volte, certi dispiaceri, ai padri, è impossibile risparmiarglieli.
In questo inizio di mese di maggio, il cuore dei napoletani si scioglie in deliquio davanti all’ennesima liquefazione del sangue del loro patrono, mentre a Roma si insedia un governo la cui componente nordista li vedrebbe volentieri liquefatti nei loro liquami, i napoletani.
E io m’indigno, e m’intristisco, per questo paese che sembra senza speranza se persino nella laicissima e ricchissima ed efficientissima e sinistrosissima Modena, piccola capitale del Ducato, Medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza, patria di tenori, tortellini e motori, tra pochi giorni, atterra in elicottero la statua della Madonna nel giardino di una pubblica e statale scuola elementare.
E mentre cammino verso sera nel parco, siccome è maggio mese “mariano”, mi capita di incontrare dei gruppetti di credenti che recitano le loro orazioni alla Madonna, litanie e rosari. E non ne posso più di sentire pronunciare il nome di tutte queste “Marie-piene-di-grazia”… Ma questa è un’altra storia ed è un po’ più privata e che io non ho voglia di raccontare.
E mi consolo pensando alla bellissima “maestra-di-italiano” che mi ha salutato dicendo: “Comunque, signora, noi di terza, ad accogliere la Madonna non ci saremo. Si ricorda che andremo a teatro a vedere Le streghe?”
Ecco, mi pare quasi un giusto antidoto.
Così, c’è forse speranza per questo paese, nonostante i sangui liquefatti e i cadaveri dei santi restaurati in silicone e le apparizioni “mariane” in elicottero nel giardino di una scuola elementare.
Daniela Tazzioli Nicolay

lunedì 26 maggio 2008

Le ultime da pTerry


In italiano grazie a Mondodisco.altervista.org, che mi risparmia un lavoro di traduzione che non avrei avuto il tempo di fare.

Se lo amate lo sapete: ha l'Alzheimer.
E non uso il verbo "amare" a caso.

È tutt'ora, non solo a mio giudizio, fra i più grandi umoristi del 20esimo secolo (e di questa piccola parte di 21esimo che stiamo vivendo), se non il più grande.

Mi ha dato tanto. Buffo dirlo di una persona a cui non ho mai stretto la mano.
Mi ha dato risate infinite, nessuna di esse priva dell'istigazione a pensare, pensare, pensare furiosamente tutto il tempo alle nostre idiosincrasie e potenzialità.
Mi ha dato suggerimenti e permesso scoperte sulle modalità di interazione umana, sul funzionamento della nostra mente, sulla complessità e fondamentale importanza del linguaggio come chiave inglese del pensiero simbolico e dell'universo che creiamo e appiccichiamo su quello che esiste.
Ha contribuito alle mie riflessioni sulla religione, sulla moralità (sì, anche ^___^), sulla capacità di ridere (forse uno dei segni certi di vita senziente, ma proprio nel senso che intende il SETI), di concettualizzare, di pensare a noi stessi ed analizzare non solo i meccanismi del reale fisico ma anche quelli della nostra stessa autocoscienza.
Lo ha fatto facendomi pisciare sotto dalle risate, facendomi tenere la pancia con gli addominali incastrati, mostrandomi e raccontando invece di spiegare.
Una persona così fa qualcosa per tutti, se si sa leggere quello che scrive.
Credete che esageri? Leggetelo.
Se potete in inglese. Oh, se avete un'infarinatura di socio - e/o psico - logia, ve lo godete di più.
Fa ridere alla prima botta, fa ridere di più alla seconda, ma fa sempre pensare anche nei libri in cui è "fuori forma" perché, semplicemente, ci racconta come siamo facendoci una sghignazzata su.

L'Alzheimer proprio non ci stava. Eccheccazzo.
Mi fa una pena orribile leggere i suoi comunicati.
La prendo sul personale.
Ma in questo caso devo proprio dirlo: mi dispiace, e tanto.
Non perché non ci saranno più suoi libri.
Ma perché grazie alla scrittura, l'unica vera forma di telepatia esistente, lui ed io siamo stati e siamo ancora, in questo senso, compagni di viaggio e di pensiero.

Trovate le news aggiornate sul suo sito ufficiale.

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Datato gennaio 2008. Sul sito www.paulkidby.com, sezione news, la data non è meglio specificata, però il messaggio precedente risulta esser stato pubblicato il 14.01.08

Gente,
Buon Anno Nuovo!
Sarò breve perché vorrei finire Nation per la fine della settimana, ma le cose si stanno mettendo meglio dal mio ultimo aggiornamento.
Molto presto inizierò una cura che in teoria dovrebbe tirar via un po’ di ragnatele e spero che la mia velocità di battitura e la mia accuratezza migliorino. Nel frattempo, siamo in contatto con varie organizzazioni e ricercatori e ci teniamo aggiornati rispetto agli sviluppi nel campo, che è una specie di Cenerentola comparata ad altre malattie gravi.
In pratica, stiamo tentando di creare un sistema tale per cui, se un ricercatore da qualche parte grida “Eureka!”, busserò alla sua porta persino prima che abbia trovato un asciugamano*.
Penso ancora che sarò in grado di partecipare alle conventions nel Regno Unito e negli Stati Uniti. A parte queste ultime, tutto il mio tempo in ufficio in questi giorni lo passo scrivendo, sebbene ci siano alcuni eventi a cui parteciperò quest’anno. Mi dispiace dire che sto riducendo drasticamente lo scrivere risposte alle lettere dei fans perché il mio battere a macchina è così lento.
Un nuovo libro o rispondere alle vostre lettere – non fatemi scegliere.
C’è ancora molta gente che ci chiede “C’è qualcosa che possiamo fare?” (inclusi super specialisti del cervello o altre persone ben informate che compongono il mio “coro greco” di consiglieri). Ciò che indubbiamente ci sarebbe d’aiuto, se ne avete voglia, è inviare denaro. In breve tempo prepareremo per voi un ‘meccanismo’ per farlo e vi avviseremo quando sarà pronto. Il denaro verrà versato all’ Alzheimer's Research Trust°, che è stato di grande aiuto.

* N.d.T Nella saga del Mondodisco, TUTTI i filosofi (e anche i ricercatori, a quanto pare) hanno le idee migliori mentre fanno il bagno. Urlano “Eureka!” e a volte si dimenticano di mettersi addosso almeno un asciugamano prima di correre in strada per gridare al mondo la loro nuova scoperta.

° NdT E’ possibile accedere al sito ufficiale dell’Alzheimer Research Trust dal sito www.paulkidby.com o con una semplice ricerca online e se volete, potete donare soldi per la ricerca a questa nobile istituzione. Se volete è possibile lasciare un commento, come ad esempio “donazione in onore di Terry Pratchett”, in modo che si sappia che lo fate per lui. Esiste anche un’iniziativa chiamata “Match it for Terry” che si propone di eguagliare la somma donata dal Nostro all’Alzheimer Research Trust (un milione di dollari), secondo il principio “ha milioni di fans in tutto il mondo, se ognuno di loro dona anche solo pochi spiccioli…”, però quest’ultima non è ufficialmente riconosciuta dal signor Pratchett, che consiglia caldamente di attenersi al canale ufficiale.

15 APRILE 2008 Stesso sito

Un aggiornamento d’aprile da Terry Pratchett

Attualmente il mio ufficio è fermo, immobile. In effetti, probabilmente si sta muovendo leggermente all’indietro. Non ha aiutato il fatto che di recente uno scaffale di cinque ripiani di lettere già ordinate e archiviate sia collassato sotto il peso, mescolando così diverse migliaia di documenti in nuove e interessanti combinazioni. Ora come ora è una buona giornata se riusciamo a rispondere solo alle emails che arrivano il giorno stesso. La maggior parte delle giornate non sono proprio buone giornate. Siamo però felici di dire questo:
Ho apprezzato moltissimo tutte le lettere, le emails e le cartoline che ci sono arrivate, in molte delle quali le persone mi hanno raccontato le loro esperienze personali e in un bel po’ c’erano “kit di sopravvivenza”. Sembra proprio che là fuori ci sia un po’ di gente che è riuscita per lo meno a rallentare l’Alzheimer, sebbene devo dire che sembra prendano vari integratori, non solo a milligrammi ma a grammi interi :o)
L’edizione di Nation è ormai a buon punto e in teoria mi dovrei godere più o meno un mese di relax, anche se gran parte di questo tempo ora verrà spesa a riassemblare ciò che passa per la nostra stanza della posta. In realtà adesso vorrebbero (NdT per interviste e simili) molto più del mio tempo di quanto mi sia stato chiesto in vita mia, al punto che stiamo semplicemente ignorando gli approcci. Penso che abbiamo avuto più di una dozzina di richieste da parte delle sole compagnie specializzate in documentari e credo sia possibile ora smettere di inviare le emails “Siete arrivati tardi, ragazzi” (potete vederci andare in giro seguiti da Craig e Charlie, che stanno facendo un documentario su di me per la BBC che verrà trasmesso il prossimo anno.) Non era assolutamente mia intenzione diventare una specie di portavoce dei malati di Alzheimer, ma sembra che il mondo abbia deciso altrimenti.
Una nota più allegra, adesso mi sono finalmente e definitivamente sistemato con uno specialista e i test che ho fatto la scorsa settimana hanno dimostrato che non ci sono stati grandi cambiamenti dalla fine di novembre, tranne per quel che riguarda le situazioni in cui dovrei seguire processi paralleli (NdT due o più cose alla volta), in cui trovo che procedere in maniera seriale (NdT una cosa alla volta) è tutto quello che riesco a fare :o)
Ci sono un bel po’ di cose in programma per il resto dell’anno e includono il procedere a vele spiegate con Unseen Academicals° e anche, con un po’ di fortuna, recitare una parte molto più grande in Going Postal*

° NdT Il nuovo libro dopo Nation.
* NdT A quanto pare stanno preparando una versione per la tv di questo romanzo, ma per ora a parte questo accenno e poco altro non se ne sa di più.
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Questa invece è la versione quasi integrale del discorso che il Nostro ha tenuto in occasione della sua donazione all'Alzheimer Research Trust. Dico "quasi" perchè ci sono alcune cose che non mi tornano, come se mancassero delle parti, ma forse è solo una mia sensazione.

Messo da parte il ruolo di scrittore affettuoso che vuole rassicurare i suoi fan, in questo discorso si percepisce tutta la rabbia di un uomo di soli 59 anni con una condanna del genere sulle spalle.


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Conferenza dell’Alzheimer’s Research Trust, Watershed, Bristol, 13 marzo 2008



Signore e signori, il mio nome è Terry Pratchett, sono l’autore di una serie di libri fantasy di incomprensibile successo e ho l’Alzheimer da almeno due anni, durante i quali sono riuscito a scrivere un paio di bestsellers. Ho una forma rara di questa malattia, non ne capisco molto ma a quanto pare se proprio dovete avere l’Alzheimer, questa variante non è tanto male. Per cui, un colpo di fortuna dunque…

Cosa abbastanza interessante, quando quei brav’uomini dell’Addenbrooke me l’hanno diagnosticato lo scorso dicembre, ho iniziato un viaggio completamente diverso nella Demenza. Questo viaggio offre un paesaggio decisamente migliore, abitanti interessanti e spesso attraenti, una fauna meravigliosa e molte opportunità di divertimento e avventura.

Quelli per i quali il fondoschiena di Lara Croft è stata l’ultima esperienza in fatto di videogiochi potrebbero non sapere quanto sono migliorati per quel che riguarda l’audio e la grafica, per quanto io possa concedere che il fondoschiena di Lara Croft sia un’esperienza grafica a se stante. Ma in questo caso viaggiavo in un paese che faceva parte di un gigantesco videogioco chiamato Oblivion, che è talmente ben particolareggiato che spesso l’ho attraversato godendomi lo scenario e il tempo atmosferico senza quasi preoccuparmi di uccidere nessuno.

Mentre iniziavo a esplorare il magnifico Reame della Demenza, che è vicino di casa del Reame della Mania, ho sperimentato anche l’esperienza leggermente più realistica di essere un 59enne che ha appena scoperto di avere un principio di Alzheimer. Apparentemente ho reagito a questa situazione in maniera ragionevolmente tipica, con un senso di perdita e di abbandono e con una incoerente o forse dovrei dire violentemente coerente furia che fa sembrare in confronto il Lucifero di Milton solo un po’ irritato contro il paradiso. Quel fuoco brucia ancora.

Voglio continuare a scrivere! Va detto che per farlo devo restare vivo. Non si può scrivere libri ed essere morti, a meno che il vostro nome non sia L. Ron Hubbard°. E così per me ora il gioco è diventato reale.

E’ una malattia subdola, circondata da ombre e da piccole tragedie quasi nascoste. La gente non sa che dire, a meno che non ne abbia un caso in famiglia.

Mi hanno chiesto perché io abbia annunciato pubblicamente di avere l’Alzheimer. La mia risposta è: Perché non avrei dovuto? Mi ricordo di quando la gente moriva “dopo una lunga malattia”. Ora lo chiamiamo con il suo nome, cancro, e come ogni mago sa, quando conosci il vero nome di una cosa fai il primo passo per addomesticarla. Siamo in guerra contro il cancro e usiamo questo vocabolario, combattiamo, siamo coraggiosi e sopravviviamo. E abbiamo anche un’industria bellica ben fornita.

In particolare, per quelli di noi ai primi stadi della malattia, si tratta più che altro di una serie di scaramucce. Il mio medico di famiglia è paziente e di grande aiuto, ma nella mia zona non c’è uno specialista. Il Servizio Sanitario Nazionale mi ha gentilmente permesso di acquistare il mio Aricept* perché sono troppo giovane per ricevere gratuitamente le cure per l’Alzheimer, cosa per cui mi trovo vorrei-prendere-un-politico-a-calci-nei-denti d’accordo.

Ma, nell’insieme, cerchi di essere dottore di te stesso. La connessione internet risuona giorno e notte. Faccio lunghe passeggiate e compro più supplementi di quanti ne troviate nei giornali domenicali. Parliamo fra noi e mettiamo a confronto i protocolli di cure. Una parte di me vive in un mondo di rimedi new age e scienza. E una parte della scienza è un po’ come il voodoo. Ma la scienza non è mai stata una scienza esatta e personalmente mi mangerei il culo di una talpa morta se mi desse una possibilità di combattere.

Per fortuna, a calmarmi c’è il mio Coro Greco.

Poco dopo aver dato la notizia al mondo, il mio sito web è collassato e il mio PA” ha dovuto passare un’intera sera a negoziare per avere più banda. Nelle prime ore ho ricevuto più di 60.000 messaggi. La maggior parte provenivano da lettori e da persone che mandavano i loro auguri. Alcuni volevano vendermi olio di serpente e non li scarterò necessariamente tutti, questi ultimi, dato che non ho mai visto un serpente arrugginito. Ma una grossa manciata di lettere proveniva da altri malati “con esperienza”, che stanno attuando con successo un’azione di resistenza e da persone da università e istituti di ricerca che, contrariamente a tutte le aspettative, sono riuscite a raggiungere alte posizioni nelle loro professioni sebbene sia sicuro che siano lettori dei miei libri. E mi hanno chiesto: possiamo aiutare? Loro sono il Coro Greco. Solo due di loro si conoscono di persona e mi danno i loro consigli sulle varie opzioni che io gli sottopongo. Includono anche un Wiccan. E’ una buona idea coprire tutti gli angoli.

E’ stato interessante quando gli ho chiesto se era il caso di farmi togliere l’amalgama delle vecchie otturazioni dentali. C’è stato un coro di “Umpf! Non c’è nessuna prova scientifica, umpf… ma se può permettersi di farlo e farlo per bene, certamente male non fa e poi non si sa mai.”

Ecco dove mi trovo ora, insieme a molti altri, nell’affannoso tentativo di restare a galla abbastanza a lungo per esserci quando arriverà la Cura, che sospetto potrebbe essere più un protocollo di cure. Dicono che accadrà presto – siamo quasi tanti quanti i malati di cancro e sembra che il numero di persone affette da questa malattia raddoppierà entro una generazione. E nella maggior parte dei casi al fianco del malato troverete un coniuge, che soffre tanto quanto il malato stesso.

Per questo motivo è uno shock e una vergogna scoprire che i fondi per la ricerca per la nostra malattia siano solo il 3% di quanto venga destinato al trovare una cura per il cancro. Forse è per questo, per esempio, che conosco tre persone sopravvissute con successo a dei tumori cerebrali ma nessuno che abbia sconfitto l’Alzheimer… sebbene nel mio Coro Greco ci siano alcuni che gli stanno dando del filo da torcere.

Vorrei avere la possibilità di morire com’è morto mio padre – di cancro, a 86 anni. (Ricordatevi che parlo come un uomo con l’Alzheimer, che ti porta via un pezzo di te stesso alla volta mentre sei ancora vivo). Prima di andare a passare le sue ultime due settimane in un ospizio, si dava da fare in casa, aggiustando cose. Ha continuato a parlarci fino agli ultimi giorni, sapendo chi eravamo e chi era lui. Ora come ora, lo invidio. E ci sono migliaia come me, solo che nessuno sente la loro voce.

Per cui urliamo qualcosa abbastanza forte da essere sentita. Noi abbiamo bisogno di voi e voi avete bisogno di soldi. Vi do un milione di dollari, spendeteli con saggezza.

NdT

°Fondatore di Scientology

*La medicina più importante e diffusa nella lotta contro l’Alzheimer

“ Presumibilmente Assistente Personale, ma non ne sono sicura al 100%.

Articolo e Traduzione a cura di: AngeloAcrobata.
http://mondodisco.altervista.org/discworld/www.mondodisco.altervista.org

"Bin Laden avvistato sul K2"


Scusate, lo so, è irrilevante, ma mi ha fatto troppo ridere: sta diventando come lo yeti :DDD

Quello che non vi dicono: l'emendamento salva Rete4


Sapete perché si parla così tanto di nucleare in questi giorni?

Perché devono nascondere l'ennesimo provvedimento per salvare Rete4 e tutelare il suo "diritto" a trasmettere coi nostri soldi.

Il Consiglio d’Europa approvò nel giugno del 2004 una risoluzione che deplorava l’esclusione di un potenziale operatore televisivo, Europa 7, vincitore della gara pubblica per la diffusione televisiva sulle frequenze occupate da Retequattro del Gruppo Mediaset. Il 19 luglio 2005 il Consiglio di Stato, con un dispositivo di ben 61 pagine, riconobbe tutti i diritti e le ragioni di Europa 7 e inviò alla Corte di Giustizia dieci quesiti nei quali ravvisò che la legge Gasparri e il decreto legge Berlusconi non rispettavano le direttive Europee.
Il 31 gennaio 2008 la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che i regimi transitori susseguitisi con la legge Maccanico, il decreto legge “salva Retequattro” e la legge Gasparri non rispettavano le direttive europee e che, quindi, il lungo periodo transitorio di cui ha beneficiato Retequattro è illegittimo e riconosce ad Europa 7 il diritto ad avere le frequenze per trasmettere.

Qui trovate più dettagli.

Un'altra sanatoria... vale giusto la pena ricordare che Silvietto vostro se ne fece già una con la Legge Gasparri, e che è dai tempi di Craxi (suo ottimo amico e complice) che va avanti così.
Come sopra: attenti a quello che i Tg NON vi dicono...

domenica 25 maggio 2008

Vista dall’Australia: Osservazioni sull’Immigrazione in Italia



Ho trovato questo post su MenteCritica, uno dei portali per cui scrivo (in attesa della rinascita di BlogGoverno... nessuno tecnicamente preparato per darci una mano? ^____^).


Magari aiuta a farvi capire che razza di branco di pecore ottuse sia il popolo italiano :D


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La questione dei diritti negati ai figli di immigrati in Italia, e più in generale, quella del trattamento osceno riservato agli immigrati dalle istituzioni, dai media, e - purtroppo - da una parte del sentito comune italiano, mi sta molto a cuore.
In Italia ho sperimentato sia direttamente sia per interposta parte le discriminazioni riservate a chi ‘non appartiene’ al consesso nazionale semplicemente perché la cultura italiana di oggi e’ inficiata da un sistema sociale, espresso tramite il potere mediatico e politico, che prospera e mantiene il consenso tramite la demonizzazione dell’Altro.
dm
Nella mia iniziale vita in Italia riscontravo quotidianamente la totale ignoranza tra i miei interlocutori sulla realtà dell’emigrazione italiana, vedevo nei loro sguardi lo smarrimento dovuto al fatto di non sapere come ‘classificarmi’ od omologarmi nella loro narrazione identitaria condizionata dai discorsi mediatici nonché intellettuali correnti in Italia che ignoravano completamente la realtà di quell’Italia altrettanto numerosa che vive all’estero. La loro narrazione del se’ era completamente incentrata su di un concetto di identità nazionale/regionale che non ammetteva che uno potesse essere o sentirsi ‘italiano’ ma non essere mai stato in Italia. Infatti, quasi tutti mi chiedevano quando sarei partito per l’Australia e quando sarei ‘rientrato’.
Il fatto che parlassi bene l’italiano, benché con leggera inflessione meridionale, complicava ulteriormente il loro quadro mentale, particolarmente tra i settentrionali. Qualcuno tra questi pensava che stessi scherzando quando ribattevo che conoscevo meglio l’inglese dell’italiano e quindi cercava di mettermi alla prova sottoponendomi dei brani di lettura. Per altri, il fatto che avessi quel certo accento meridionale mi squalificava dal mio patrimonio australiano e anglofono: dovevo essere un ciarlatano, uno che si voleva far passare per un altro, il solito meridionale furbo che si era infarinato d’inglese lavando i piatti in qualche tugurio americano per poi rientrare in Italia a spacciarsi per anglofono. La mia carnagione calabrese mi faceva classificare tra i soliti trapiantati che si sarebbero arrampicati sui vetri pur di guadagnarsi la pagnotta.
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Mille volte mi e’ capitato di non essere creduto quando mi proponevo come insegnante di inglese: “Ma io vorrei un madrelingua con cui conversare” e io: “L’assicuro che sono di madrelingua” e loro “Ma come fa ad essere madrelingua quando si chiama Papalia?” Come se il mio nome mi vietasse di essere quello che dicevo di essere. Per molti dovevo rimanere il solito meridionale per la forza del loro pregiudizio. Il direttore di una scuola privata mi chiese copia del mio diploma di laurea perché non credeva che fossi anglofono. Questi problemi non esistevano per i miei colleghi inglesi che avevano la ‘faccia da inglese’. Impietosendosi, qualcuno tra i miei colleghi con ‘la faccia da inglese’ cercava di aiutare la mia causa professionale facendo notare che malgrado il mio aspetto e il mio nome, ero stato istruito a livello universitario e che ero veramente di madrelingua inglese.
Un capitolo a parte merita il fatto di essere stato australiano e non americano o britannico: “Ma in Australia si parla l’inglese?” oppure “Io non sono interessato a imparare l’inglese australiano, vorrei imparare quello britannico” e io a rispondere: “Guardi che l’inglese che vuole imparare lei esiste solo sui libri di scuola” e giù di questo passo.
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Infine si entra nel capitolo: “Rapporti con le istituzioni”. Qui non basterebbe un saggio intero. In questa sede, per non dilungarmi troppo, cito un aneddoto: Quando per la prima volta mi recai alla segreteria studenti dell’Università di Pavia a consegnare i documenti per iscrivermi, l’impiegato mi fece notare che avevo messo un francobollo sulla pratica al posto della marca da bollo. E io, che non sapevo neanche che cosa fosse una marca da bollo a rispondere: “Ma che differenza fa, sempre di 900 lire si tratta!”
Allora, malgrado fossi nato all’estero, quale cittadino italiano ero comunque sottoposto alla leva militare. Avrei potuto studiare in Italia senza essere chiamato alle armi solo a condizione che mantenessi la residenza all’estero. Inoltre, per lo stesso motivo, non mi era permesso di lavorare. Nella logica dello stato avrei dovuto dipendere totalmente dai miei genitori per sostenermi.
Questo, per un giovane australiano, qual ero, sarebbe stato un offesa inaccettabile alla mia dignità di persona. Di conseguenza, per mantenermi agli studi mi sono messo a lavorare in nero in tutta una varietà di occupazioni: comparsa al cinema, venditore di panini e bibite abusivo negli stadi e negli autodromi della Formula 1 e in vari luoghi di villeggiatura, insegnante e traduttore occasionale di inglese presso scuole private più o meno discutibili.
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Inoltre, non avevo casa se non al collegio universitario dove vendevo la mia prestazione come insegnante in cambio di una camera. Quando il collegio chiudeva per l’estate, non avendo i soldi per tornare in Australia, diventavo nomade ed elemosinavo un letto presso amici o presso i miei parenti nel meridione.
Non avendo residenza, non avevo diritto neanche alla copertura sanitaria: quando avevo bisogno di cure dovevo rivolgermi al pronto soccorso, o ad amici studenti di medicina.
I miei amici cercavano di omologarmi a seconda della propria narrazione ideologica: ero calabrese per i calabresi, cittadino del mondo per i metropoliti di Milano o di Napoli, latore del progresso per chi serbava quel complesso di inferiorità che contraddistingue molti italiani. Tutti mi chiedevano la stessa cosa: ma che cosa ci sei venuto a fare qui? Si sta cosi’ bene in Australia! (Anche se non ci erano mai stati). Pochissimi riuscivano a capacitarsi del perché della mia venuta per viverci; pochissimi intuivano la mia intima’ necessita’ di ricollegarmi alle mie radici, di ritrovare quella parte della mia identità che credevo mi fosse stata negata o repressa nella mia vita australiana.
Per molti versi sono stato testimone e vittima allo stesso tempo dello stesso razzismo, della stessa elefantiasi e arroganza istituzionale, della stessa ignoranza, della stessa incapacità tutta italiana di guardare al di fuori del proprio cortile mentale, sebbene in misura meno virulenta di quello sperimentato dagli immigrati in Italia. Se io ho avuto i problemi che ho descritto sommariamente sopra, figurarsi chi e’ ancora più diverso, chi corrisponde ancora meno all’omologazione impostagli oppure non riesce a sfuggire a quell’omologazione negativa che pullula in quell’acquitrino o langa a cui si da’ l’epiteto di ‘cultura italiana’.
dm
Siamo nel pieno del paradosso pirandelliano: da fuori si vuole imporci un’identità, un soprannome che dovrebbe esprimere tutto il nostro essere e al quale dobbiamo soggiacere tutta la vita perché cosi’ pretendono i custodi dell’utilità sociale. Invece, da dentro si anela di fuggire, di liberare la nostra anima da queste catene ideologiche.
Derivo dal quadro descritto sopra alcune considerazioni di natura più astratta:
Il sentimento comune in Italia ha rimosso l’entità del fenomeno emigratorio italiano nonché le sofferenze subite dagli emigrati italiani in patria e all’estero. Allo stesso modo non vuole riconoscere nel volto dell’immigrato extra o neo-comunitario il proprio aspetto di paese ex-subalterno ed ex-povero.
E’ il nostro passato che ritorna, e mi si perdoni l’espressione tipicamente australiana, a ‘morderci nel culo’. Noi italiani, che credevamo di esserci lasciati alle spalle la povertà, le guerre d’occupazione, le divisioni ideologiche ed etniche, votandoci al ‘progresso’, al benessere e alla modernità ci ritroviamo a doverci misurare con l’immigrazione che ci costringe a ricordare chi eravamo e che porta di nuovo a galla tanti nodi irrisolti provenienti dal nostro passato, non ultima la questione meridionale e la violenta unificazione del nostro paese che per milioni di italiani provoco’ quella catastrofe identitaria e culturale espressa anche nell’emigrazione di massa. Chi ricorda oggi che furono proprio le rimesse degli emigrati a dare un contributo determinante allo sviluppo industriale italiano prima, durante e dopo le guerre mondiali?
dm
Credo che le velenose e distruttive ideologie localistiche ed esclusionistiche di cui sono espressione partiti come la Lega Nord e Alleanza Nazionale sorgano proprio da una sorta di setticemia civile dovuta proprio al fatto che questi nodi non solo sono rimasti irrisolti ma non sono neanche oggetto di dibattito o analisi culturale approfondita.
Lo stesso dicasi del lascito della politica estera del fascismo, quale prolungamento del Risorgimento in salsa crispiana, che per risolvere la questione dell’emigrazione meridionale s’imbarco’ verso conquiste coloniali finanziate dalle rimesse, realizzate da bombardamenti a gas e da massacri, e rette da campi di concentramento, pulizie etniche, esecuzioni sommarie, e leggi di esclusivismo razziale.
L’Italia democratica e cosiddetta civile ci ha messo decenni per restituire l’obelisco di Axum all’Etiopia, non senza polemiche. Ancora oggi la Libia di Gheddafi è oggetto di demonizzazione e di disprezzo, mentre in Italia e’ ancora vietata la proiezione del film (del 1982 !!!) sull’operato del colonialismo italiano in quel paese, “Il leone del deserto“.
dm
Si parla tanto di foibe, ma chi ricorda oggi le decine di migliaia di jugoslavi, in maggioranza sloveni, periti a mano dell’esercito italiani comandato da un generale, Mario Roatta, che fu pure amnistiato nel dopoguerra?
Nel vuoto ideale nel dibattito politico italiano che ne consegue, molti partiti trovano il proprio equilibrio e riescono a raccogliere consensi solo attraverso l’obnubilamento del passato e il perpetuare dell’ostracismo di cui sono oggetto gli immigrati in Italia: può andare bene mantenere il loro contributo all’economia, però niente diritti, ne’ comprensione, ne’ rispetto, ne’ dignità.
dm
dal nostro lettore Gerardo Papalia

giovedì 22 maggio 2008

I mutui, le banche, le centrali nucleari e la chiesa: quello che non ci dicono


Tremonti ieri ha annunciato un accordo fra ABI e governo per abbassare le rate dei mutui senza alterare gli interessi.
Mi spiego: quello che Tremonti propone è che sia possibile trasformare i mutui a tasso variabile in fisso, agendo sula durata del mutuo stesso.

Fatat la conversione, nel caso i tassi si alzino e ci siano somme maggiori più da pagare, la rata resta identica e la banca aumenta la durata del mutuo. Se i tassi invece si abbassano ci saranno meno rate e persino, udite udite, eventuali rimborsi.
Non ho particolari su questa faccenda del riportare i tassi al 2006 (come vorrebbero fare? Mmmmmh.... boh!), ma il succo è questo.
Chiaro?

Ora, attenzione: Tremonti la sbandiera come una fantastica novità, un'azione del governo, una di quelle decisioni popolari e "forti" in aiuto delle famiglie.
Il problema è che non è vero, in più di un senso.
Innanzittutto questa è un'opportunità che tutte le banche offrono da anni, semplicemente non è pubblicizzata, quindi la novità al limite è che Tremonti l'ha detto pubblicamente a tutti e ora sappiamo che si può... ma non serviva alcun accordo banche/governo, era una possibilità contrattuale normalmente prevista da un bel po'.

La mossa, fra l'altro, se non cambia molto alle famiglie (certo, più comodo avere una rata fissa e quindi certa, su cui puoi farti i conti del mese, ma sai che vantaggio se spendi comunque gli stessi soldi...), cambia qualcosina alle banche: le favorisce.
La variazione del mutuo alla banca costa, senz'altro: costi amministrativi che dipendono dai sistemi di gestione utilizzati internamente alla banca, più alcuni costi notarili necessari a convertire i mutui a tasso variabile in mutui a tasso fisso.
Non è un rinegoziazione del mutuo! Non puoi ricontrattare i termini! Quello puoi farlo solo con la portabilità del mutuo, ed è lì il vero guadagno per il consumatore.
Credete che una banca preferisca sostenere i costi amministrativi di una variazione tecnica o perdere il cliente? Ovviamente la prima.
Quindi questo "accordo" è una farloccata.
Una menzogna.
Come molte altre ^______^

E la chiesa che c'entra? Ci arrivo subito.
Mi sono imbattuto in questo articolo su Adista, in cui mons. Andrea Gemma, già vescovo di Isernia-Venafro, dice apertamente che:
A Medjugorje tutto avviene in funzione dei soldi: pellegrinaggi, pernottamenti, vendita di gadgets. Cosicché, abusando della buona fede di quei poveretti che si
recano lì pensando di andare incontro alla Madonna, i falsi veggenti si sono sistemati finanziariamente, si sono accasati e conducono una vita a dir poco agiata
E non solo!
Queste persone che asseriscono di essere in contatto con la Madonna stanno creando scompiglio e confusione tra i fedeli per interessi e vantaggi assolutamente deprecabili, non mi sembrano proprio delle persone disinteressate. Anzi, unitamente a chi presta il fianco a questo clamoroso raggiro, hanno palesemente tutto l’interesse materiale di far crederedi vedere e parlare con la Vergine Maria.
Ora mi verrebbe da rispondere al monsignore: la sua chiesa ha organizzato un tour del cadavere di padre Pio in giro per l'Italia, come una rockstar, si parla di farne statue di 60 metri, le donazioni e quindi gli incassi per la tesoreria vaticana sono stati altissimi.
Questa cos'è se non circonvenzione di incapace?
Non eravate voi cristiani a parlare di pagliuzze e travi?
Ma certo, solo voi avete il contatto con dio, siete i monopolisti della fede... e dei soldi&potere che vi fanno guadagnare...
Anche la chiesa si prende "vantaggi assolutamente deprecabili", se parliamo di soldi, e qualsiasi sciamano o stregone o wannamarchi è altrettanto titolato a farlo, direi, no? ^_________^

In sostanza attenzione a quello che vi dicono sui media: c'è SEMPRE qualcosa che non vi stanno dicendo.

PS: Scajola vuole costruire centrali nucleari ALLA FACCIA DEL REFERENDUM. Vedete in che modo tengono in considerazione l'opinione del popolo italiano, espressa direttamente? L'hanno chiamata "un errore di giudizio influenzato dal disastro di Chernobyl", ecco in che considerazione la tengono... e ci passano sopra con le ruspe. Le scorie dove le mettiamo? E davvero pensano che il nucleare sia la soluzione? Lo sanno che l’energia nucleare copre solo il 6,8% del fabbisogno mondiale di energia primaria e la sua percentuale sul totale della produzione mondiale di elettricità si situa attorno al 17%?

Lo sanno che da circa 15 anni nessun paese occidentale, salvo la Finlandia, ha messo in cantiere nuove centrali nucleari? Il nucleare comporta costi elevati fin dalla realizzazione degli impianti. Vanno poi ad aggiungersi i costi militari per garantire la sicurezza dagli attentati terroristici e i costi per smantellare la centrale nucleare al termine della sua attività. Tutti questi costi non sono sostenibili da un'industria privata. Lo Stato deve necessariamente intervenire a copertura delle spese aumentando tasse e imposte ai contribuenti. In breve, il basso costo dell'energia in bolletta potrebbe essere più che compensato dall'aggravio fiscale in termini di imposte.

Perché le vogliono costruire, 'ste centrali?
Non sarà che c'è un po' di collusione con la mafia qui e lì negli appalti, come con le discariche a Napoli? (che, guarda caso, in questi giorni sono mooooooolto più tranquille... avranno raggiunto un accordo governo/camorra?).
Anche qui, chi ve le dice queste cose? Ma il vostro Talkin' Rapper, ovvio ^_______^
Meditate...

mercoledì 21 maggio 2008

La chiesa è in guerra coi gay


E ha pure cambiato il catechismo per educare meglio voi menti deboli che vi affidate a un amichetto immaginario nei cieli. Trovato su Utopia e controllato con i testi ^______^

Scribd

Oggi ho scoperto un servizio mooooooooolto Web 2.0 per uploadare e condividere i propri documenti in quasi ogni formato conosciuto (dal PDF al DOC passando per JPG e PNG, ODT, RTF e via elencando): Scribd.

È interessante perché offre un sistema di lettura, chiamato iPaper, che trovo decisamente piacevole! E che mi risparmio di spiegare: potete vedere qui sotto un esempio con "American Nightmare", opera di Sbancor recentemente rilasciata da Information Guerrilla in PDF.
Sbancor, collaboratore di Liberazione e Carmilla, era un fine analista economico (e non solo) che seguivo con cura. Leggete il libro e lustratevi gli occhi: lunga vita a chi informa.
Read this document on Scribd: American Nightmare

martedì 20 maggio 2008

Prove di stato fascista?


"Marco Travaglio è inammissibile, a mio avviso, come figura inquadrata in un servizio pubblico. Contesto il suo modo di fare informazione. L'intervista in cui attribuiva a Schifani frequentazioni mafiose è stata solo un esempio di come la concepisce".

"Travaglio ha detto che Schifani avrebbe frequentato dei mafiosi. Mentre, come ormai tutti sanno, queste persone furono indicate come mafiose solo diciotto anni dopo l'incontro con Schifani (il che non significa che non lo fossero da prima però, e comunque: erano suoi soci in affari. Non andrebbe almeno spiegato? NdGobb). Questa precisazione, non proprio secondaria, andava fatta. Travaglio spesso dà informazioni che sono corrotte dalla pura passione politica. Non va bene per il servizio pubblico"

"Il servizio pubblico deve essere sotto il controllo del Parlamento. La Rai è una grande azienda culturale. Pertanto deve rappresentare il Paese politicamente, socialmente e culturalmente, in tutte le sue articolazioni e differenziazioni" (e lo si fa mettendola sotto il controllo dei partiti? Incredibile come riesca ad affermare che bisogna fare il contrario di quanto ha detto finora O_____O NdGobb)

"Un'azienda ben governata da un direttore generale forte e capace è la migliore garanzia affinché nel servizio pubblico ci sia il rispetto delle garanzie e delle regole. C'é bisogno di una persona che, come per il caso Travaglio, dica chiaramente 'queste cose non si fanno e, se le fai, ti mando fuori' ".


Eeeeeeeeeeeeeh? Ma che è, un ritorno alle veline fasciste?
"Queste cose non si dicono o ti butto fuori"?!?
Mi aspetto che si reintroduca il reato d'opinione in Italia... magari passando per la porta aperta della legge contro l'omofobia, così si para il culo pure la Carfagna.
Mah.
A me sembrano prove di dittatura, e pure bipartisan.

Sudafrica: scontri con gli immigrati


Come chi mi legge sa, non ho simpatie particolari per una parte politica o per l'altra, al limite delle antipatie: la "destra" è disonesta, bugiarda e priva di senso dello stato - quanto di più lontano esista dalla destra storica, che è l'unica che gradisco - e sbandiera una liberalità che non esercita, mentre la "sinistra" è una farsa, una congerie di fantocci e complici che regge il sacco a chi lo riempie.

Chi mi legge sa che ho le idee abbastanza chiare su come gestire certe questioni, soprattutto sociali, e che sono un tecnico della comunicazione abituato a rilevare quello che allo spettatore casuale del copione chiamato informazione non appare evidente, ma che è lì e fa il suo sporco lavoro.

Essendo di formazione sociologica, poi, è inevitabile che la mia attenzione sia attirata dai meccanismi con i quali si generano situazioni sociali pericolose con cui i governi si trovano a che fare. Premesso questo, guardate agli scontri con gli immigrati in Sudafrica.

Nel cuore di Alexandra, immensa baraccopoli di Johannesburg, si affrontano due bande. La prima è di sudafricani di etnia zulu; la seconda è composta da immigrati, uomini e donne arrivati dallo Zimbabwe, fuggiti da un paese in bancarotta, da un'inflazione record e da un governo delegittimato dalle ultime elezioni farsa. Sono disposti a tutto. Anche a lavorare per la metà della paga dei "regolari".

Cosa vi ricorda questo?
Bravi!
"Sti negri vengono a rubarci il lavoro!", ecco cosa vi ricorda: le frasi di rabbia di chi, magari in difficoltà economiche, vede gli immigrati che lavorano più di lui e, presumibilmente, guadagnano di più (cosa quasi mai vera: ho fatto il facchino, il camionista e il muratore: LO SO).

La dinamica dell'in-group/out-group, che regola e caratterizza qualsiasi gruppo umano storicamente conosciuto, la lealtà al gruppo di cui facciamo parte (nazione, patria, religione e via elencando) si rafforza in tempi di difficoltà, così come in presenza di un nemico (fateci caso: ogni religione ha un nemico. Nascono con un nemico. È strumentale che ci sia, per tenere unito un gruppo di persone sotto la bandiera di una fede).

Dato che siamo individui e raramente, quando pensiamo ai nostri problemi, ci rendiamo ben conto dello schema più ampio in cui sono inscritti, è ovviamente più semplice prendersela con il "nemico" più vicino e visibile, che è quello che invade i "nostri" spazi vitali e che ci siede davanti in autobus. Il nemico vero è lontano: sta seduto, spesso, in Parlamento o in un CDA.

Nel caso del Sudafrica parliamo di una popolazione che ha conosciuto molto bene e recentemente la discriminazione, la segregazione, la violenza, il pregiudizio.

Eppure nemmeno loro sono in grado di ragionare più di quanto ragioniamo noi quando viene toccata la sfera della loro sopravvivenza personale (che in altri casi magari nemmeno è coinvolta: basta immaginare o convincersi che lo sia).

Per questo dico che la propaganda razzista tipo Lega, o quella più "soft" portata avanti dai media, è pericolosissima. Dai roghi di campi rom ai roghi di rom il passo non è molto lungo.

Il razzismo non ha senso, è antistorico nel mondo inevitabilmente globalizzato. Più sensato sarebbe chiedersi come fare a convivere con la situazione, piuttosto che propugnare impossibili ritorni al passato e sbandierare il segregazionismo volontario (l'Italia agli italiani? Bravi, così si fermano tutti i cantieri edili d'Italia e crepano tutti i nonni con la badante :D).

I particolarismi dell'in-group vanno superati per sopprimere il conflitto: la xenofobia è uno strumento che stiamo offrendo a chi ci governa, una efficace leva culturale per manovrare le popolazioni.

Capitelo, vi prego ^___________^

Mara Carfagna: "No al patrocinio al Gay Pride"


Ehm... che avevo detto qui sotto?
Le parole illuminate della signora ministro: "Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono i Gay Pride".
Ari-ehm... lo decide lei se servono?
O lo deciderà chi non riesce a vedersi riconosciuto non dico il diritto di sposarsi, ma almeno il diritto ad essere accettato così com'è e per quello che è.
Secondo la ex-culoalvento "l'unico obiettivo dei Gay Pride è quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo non posso certo essere d'accordo".
Quindi perché patrocinarli, o farli?
Per la Carfagna l'omosessualità "non è più un problema, perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste".
Io dire che c'è meno discriminazione... e nemmeno sempre.
Sapete di calciatori omosessuali?
Avete in ufficio un/una omosessuale? Come vengono trattati?
Ho troppi esempi negativi di un bel "brutto frocio" buttato lì per ferire un collega.
La signora ministro, tanto per far capire bene che le azioni di governo dipendono dalla sua personalissiam opinione e dagli eventuali ordini ricevuti, commenta che "(...) l'omofobia va contrastata con la forza dell'educazione civica e del rispetto. A questo atteggiamento deve corrispondere la sobrietà delle manifestazioni della comunità omosessuale che non dovrebbe mai scendere nell'esibizionismo e nel folklore".
Lo decide lei cosa sono esibizionismo e folklore?
Lo decide lei quando i gay sono "pittoreschi"?
Se si vogliono esprimere così perché non possono farlo? Solo per permettere a noi "normali" di accettarli più facilmente? Perché non riusciamo a prendere gli omosessuali esattamente così come hanno deciso di presentarsi?
Problemi?
C'avete il cazzetto, allora, oppure un enorme problema culturale di diffidenza contro chi è diverso da voi... ma che parlamo a fa', avete votato Silvio :DDD

lunedì 19 maggio 2008

Basta stronzate: l'Italia è un paese razzista

 
Le politiche sull'immigrazione del governo italiano "pongono l'accento più sulla discriminazione del diverso che sulla gestione del fenomeno" e "intendono criminalizzare il diverso". Lo afferma il ministro del Lavoro e dell'Immigrazione spagnolo, Celestino Corbacho, ribadendo il concetto già espresso dalla vicepremier spagnola qualche giorno fa: il governo spagnolo "non condivide la politica delle espulsioni senza rispetto della legge e dei diritti, e quindi neppure le azioni che possano esaltare la violenza, il razzismo e la xenofobia".
Che si è attirato addosso i "sia mai!" del nostro mondo politico tutto nonché di parte dei giornali e, immagino, della popolazione. Un altro esempio del fatto che qui da noi dire la verità è cosa di cui scusarsi.

Ma come si fa a negarlo?
Basterebbe considerare che abbiamo la Lega in Parlamento, gente che ha fatto la campagna elettorale così:

Un Paese il cui governo ha fatto promesse xenofobe in campaga elettorale e ora che si prova a realizzarle si trova giustamente contro il Parlamento Europeo.
Il Consiglio d'Europa, per voce del commissario per i diritti umani, Thomas Hammarberg, dice che: "La decisione di dotare i prefetti di poteri speciali per quanto concerne specificatamente la comunità rom e di istituire la figura di un commissario nazionale per gestire l'emergenza rom si fonda su pregiudizi e non fa che perpetuarli".
I media, da ogni lato, da sempre, conducono campagne razziste contro il nemico di comodo del momento, deciso di volta in volta dal mondo politico per vari scopi (distrarre dai problemi reali, creare un gruppo "ostile" per compattare i voti, riempire i TG di cronaca per non parlare delle notizie vere etc): da due anni sono i rumeni e i rom (ormai diventati la stessa cosa, nell'immaginario collettivo), prima sono stati i cinesi, prima ancora gl ialbanesi, prima i marocchini e via così, da che io ricordi.

E ancora... le aggressioni a sfondo razzista si sprecano, da tempo immemore.
Esempi?
Cito a caso dopo velocissima ricerca in Google:

Devo continuare?

Noi siamo educati al razzismo, ogni giorno, dai media e dalle persone intorno a noi.
Il nostro linguaggio è razzista.
Mi sono riproposto di leggere "Lessico del razzismo democratico" di Giuseppe Faso, Ed. Derive e Approdi, che illumina in ordine alfabetico tutte le parole nate "innocenti" e divenute con l'uso discriminatorie e escludenti: sono sicuro che ne troverò molte su cui sono d'accordo, se il lavoro è stato fatto con un minimo di attenzione sociologica (vi ricordo il "mio" classico esempio... rom=zingari=diversi=demmerda=romeni e non più rumeni).

Non crediate siano cose di poco conto. Il linguaggio è il modo con cui si esprime l'essere umano in società e, se da un lato rappresenta ciò che pensiamo, dall'altro lo influenza.
Noi siamo un paese in cui il nazirock non fa quasi notizia.
In cui si danno alle fiamme i campi rom, in cui si fomenta il razzismo per dare una "stretta" al controllo di polizia sulal vita dei cittadini, per raggranellare voti con l'odio, e il tutto fa parte di una accorta e misurata strategia di governo bipartisan.
Il razzismo è usato per controllarci e manipolarci... guardate il caso degli sciacalli di Ponticelli, per esempio, che vanno a rubare nel campo distrutto.
È come la fede: serve a qualcuno più in alto di noi.

sabato 17 maggio 2008

Sfacelo 2

Il ministro delle pari opportunità dovrebbe occuparsi di appianare ogni condizione di svantaggio dei cittadini (sesso, religione, handicap, povertà) in modo che chiunque abbia le stesse possibilità di partenza di chiunque altro nella realizzazione di sé e nel raggiungimento di un ruolo attivo e produttivo nella società.

Che messaggio lanci, quando ci metti una donna oggetto?
Che "pari opportunità" significa sculettare per arrivare dove si vuole? Del tipo "guardate, basta essere fregna per fare il ministro!"? Che si può fare tutto ciò che possono fare gli uomini, basta avere una carriera da soprammobile televisivo?
Io so solo che questa è la nostra nuova ministra, e non mi piace.