venerdì 31 ottobre 2008

Giudicate voi: Berlusconi è bugiardo?


Michael Grimaldi ha pubblicato su MC uno degli articoli più belli che abbia mai letto sulla implacabile, sterminata, clamorosa propensione a MENTIRE del VOSTRO (non mio) presidente del consiglio.
Sa benissimo che gli italiani hanno la memoria corta.
Ma noi VIGILIAMO, perché non accettiamo che il Paese sia in mano alle menti semplici che votano per fede e non per ragione.
A voi.
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Tema: Berlusconi è un bugiardo?

PREMESSA
  • Io dico sempre cose sincere, anche perché non ho memoria e dimenticherei le bugie (Silvio Berlusconi, 2 marzo 1994)
  • Berlusconi a pranzo ha completamente dimenticato ciò che su una data persona o situazione ha detto a colazione, e a cena non ricorda più di averne parlato (Indro Montanelli, 1995)
  • Come ci si può fidare di chi usa la menzogna come mezzo della lotta politica? La gente deve fidarsi solo di chi dice la verità (Silvio Berlusconi, 2 marzo 1994)
  • Berlusconi è il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. E’ questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. (Indro Montanelli, 2001)
SVOLGIMENTO
  • La mia carriera canora è cominciata con ua tournée in Libano - Al Gardenia di Milano, come poi sarebbe avvenuto a Parigi, dopo aver cantato mi buttavo in pista per ballare con le bionde (7 giugno 1989 - dalle ricerche dei suoi biografi, non risulta che sia mai stato in Libano e che abbia mai suonato a Parigi)
  • Ho studiato due anni a Parigi, alla Sorbona, e per mantenermi dovevo suonare e cantare nei locali della capitale (8 luglio 1989 - secondo ogni ricerca non ha mai studiato alla Sorbona)
Sono sceso in campo per amore del mio paese (11 maggio 1994)
  • Berlusconi è entrato in politica per evitare che gli portassero via la roba (Giuliano Ferrara, 25 febbraio 1994)
  • Berlusconi è entrato in politica per difendere le sue aziende (Marcello Dell’Utri, 28 dicembre 1994)
  • Se Berlusconi non fosse entrato in politica noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento del Lodo Mondadori (Fedele Confalonieri, 25 giugno 2000)
  • …Senza la decisione di scendere in campo con un suo partito Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l’inchiesta della P2, andò in carcere e perse l’azienda (Marcello Dell’Utri, dal libro “Saranno Potenti?” di Marcello Del Galdo, 2003)
Non rilascio più dichiarazioni per strada. Io sono il presidente del consiglio e non trovo decoroso parlare per strada (10 maggio 1994 - ne vogliamo parlare?)
  • Sportivi e star in Forza Italia? Neanche per idea: niente personaggi dello spettacolo, niente sportivi in attività, niente riciclati della politica: solo uomini con un mestiere (20 gennaio 1994 - poi ha candidato Iva Zanicchi, Gabriella Carlucci, Bud Spencer, Elisabetta Gardini, Mara Carfagna e pensa anche a Loredana Lecciso e Mike Bongiorno. Per i riciclati della politica non ho abbastanza spazio…)
  • Stralciare le pensioni dalla finanziaria? E’ una proposta che ci renderebbe ridicoli all’estero e ci farebbe perdere ogni credibilità. Piuttosto torniamo tutti a casa (16 novembre 1994 - subito dopo stralcia le pensioni dalla finanziaria)
  • Pochi ricordano che la Thatcher ha privatizzato qualunque cosa, tranne che la British Telecom (aprile 1995)
    Brithis Telecom fu il primo servizio pubblico ad essere privatizzato (Margareth Thatcher nella sua autobiografia “Gli Anni Di Downing Street”, 1994)
  • Sarò un presidente del consiglio che non appare (21 dicembre 2000) Quando sarò presidente del consiglio mi vedrete solo alla fine dell’anno per dare conto di ciò che avremo fatto (10 gennaio 2001) Io odio andare in tv (16 febbraio 2001) Non mi piace andare in tv, è una cosa che semplicemente odio (25 gennaio 2006 - dalla sua discesa in campo è il politico più presente sulle tv pubbliche e private)
  • Nesta? E’ impossibile. Il Milan non acquisterà Nesta (23 agosto 2002 - il giorno dopo il Milan annuncia l’acquisto di Nesta, concluso una settimana prima)
  • Il presidente (di Confindustra, n.d.r.) D’Amato ha trovato condivisibile il decreto fiscale (20 settembre 2002)
    Non ho mai condiviso il decreto fiscale del governo. E’ un provvedimento dannoso per l’economia (20 settembre 2002, Antonio D’Amato)
  • Ci fu un referendum nel quale agli italiani è stato chiesto se io dovessi o meno vendere le televisioni e loro hanno detto no (10 maggio 2003 - non c’è mai stato un referendum del genere!)
  • Da quando siamo al governo c’è stato un calo del 247% degli sbarchi dei clandestini (30 dicembre 2003) Sbarchi dei clandestini diminuiti del 40% (dalla propaganda di Forza Italia per le Europee 2004)
    Si è assistito a un aumento del 231% del flusso di clandestini diretti alle coste della Sicilia (dati ufficiali del Viminale)
  • Io il lifting non lo volevo fare. Sono stato tirato dentro a farlo. E’ stata Veronica a spingermi a fare il lifting (27 gennaio 2004 - dichiarazione successiva di Veronica Lario: “Il lifting è stato un’idea sua.”)
  • Gilardino al Milan? E’ troppo caro, non si possono spendere certe cifre per il calcio. Sarebbe amorale con i problemi che ci sono oggi (24 giugno 2005 - il mese dopo il Milan annuncia l’acquisto di Gilardino)
  • Abbiamo arrestato 200 terroristi islamici internazionali (6 novembre 2005 - sono solo 2 gli islamici condannati per terrorismo. Gli integralisti arrestati sono in tutto 24, ma questo non fa di loro dei terroristi)
  • Il passatempo di Prodi era svendere aziende pubbliche al suo amico De Benedetti (4 febbraio 2006 - per la verità Prodi si è beccato anche una citazione in tribunale da De Benedetti per non avergli più ceduto, come pattuito, la Sme)
DETTI E CONTRADDETTI (qualche goccia nel mare)
  • Mi piacerebbe fondare un partito, ma non posso. Un partito di Berlusconi non c’è stato né ci sarà mai (13 settembre 1993) Se fonderò un partito? Ho sempre dichiarato il contrario, sarà la ventesima volta che lo ripeto (23 ottobre 1993) Il mio presunto partito esiste soltanto sulle pagine di alcuni giornali (26 ottobre 1993)
    Sono sceso in campo per amore del mio paese (11 maggio 1994)
  • Gianni Agnelli mi ha detto che, in caso di vittoria della sinistra, le imprese italiane varrebbero il 30-40% in meno (12 marzo 1994)
    Sono stato frainteso (12 marzo 1994)
  • Il Viminale si può anche dividere (26 aprile 1994)
    Il Ministero dell’Interno? Non ho intenzione di sdoppiarlo (28 aprile 1994)
  • Nei primi cento giorni di governo è impegno prioritario di questo governo accelerare le privatizzazioni, partendo da Ina, Stet, Enel e Eni. (16 maggio 1994)
    Perché mai dovremmo vendere delle aziende che vanno bene? (23 settembre 1994)
  • Mussolini è stato un grande statista. (…) Per un certo periodo Mussolini fece cose positive (27 maggio 1994)
    Le dichiarazioni attribuite a Berlusconi non sono mai state fatte. Si riferiva a una frase di Fini. (29 maggio 1994, comunicato stampa di Forza Italia)
  • Agnelli e De Benedetti mi scatenano contro i loro giornali. Feltri è impazzito, Funari non mi è simpatico, Fede non riesco a scrollarmelo di dosso, Di Pietro si crede il padrone dell’Italia, Bossi parla come un ubriaco da bar (17 agosto 1994, L’Indipendente)
    Smentisco tutto, la cronaca dell’Indipendente è un cumulo di falsità (17 agosto 1994)
  • Sul comodino ho sempre tenuto la foto dell’avvocato Agnelli (25 ottobre 1994)
    La foto di Agnelli sul comodino non l’ho mai avuta (28 ottobre 1994)
  • Dimissioni? Neanche per sogno! (22 novembre 1994) Io non mi dimetterò mai (1 dicembre 1994)
    Ho rassegnato le dimissioni al Presidente della Repubblica (21 dicembre 1994)
  • Se fanno cadere il mio governo mi appello al popolo (23 novembre 1994)
    Io non ho ai fatto appelli al popolo (23 dicembre 1994)
  • Pannella? Ormai è immerso nella sua follia (12 aprile 1995)
    E’ una storia assolutamente inventata. (…) una signora del pubblico con cui avevo appena scherzato mi dice: “Ma Pannella dove sta?” Ed io ho risposto: “Chi lo sa, probabilmente è immerso nella sua follia” con eviente ironia e con evidente affetto (12 aprile 1995)
  • Per Prodi si è usata la stessa tecnica di Lenin e Stalin: quella dell’utile idiota (…) Barbara Palombelli sembrava una gallina, tanto era astiosa (15 aprile 1995)
    Non ho mai detto che Prodi è un utile idiota e che la Palombelli sembrava una gallina (17 aprile 1995)
  • Con Dini continuo ad avere un bellissimo rapporto (05/04/1995)
    Dini è la controfigura, la foglia di fico di D’Alema (23/10/1995)
  • Dini premier del Polo dopo le elezioni? Perchè no? (13/04/1995)
    Dini è un bugiardo ed un opportunista, non crederò mai più ad una sola sua parola (27/02/1996)
  • Farò un annuncio importante subito dopo i referendum (10 giugno 1995) Ho detto che farò un annuncio. Non questa sera, ma domani (11 giugno 1995)
    Vedo che giornali e telegiornali continuano ad annunciare una mia dichiarazione bomba. Niente che io abbia detto autorizza a pensare questo (12 giugno 1995)
  • Le elezioni anticipate sono l’unico strumento per far tornare la democrazia in Italia (15/10/1995)
    Chi oggi chiede le elezioni anticipate non è una persona responsabile (28/01/1996)
  • Se AN prende più voti di noi, il premier sarà Fini: è una regola democratica (26/03/1996) Non è automatico che se vince il Polo, io diventi premier. Potrei anche fare un passo indietro (04/04/1996)
    Confermo che il leader ed il candidato premier del Polo sono io, la cosa non è mai stata in discussione, anche se è dall’inizio della campagna elettorale che i soliti disinformatori cercano di metterlo in dubbio (08/04/1996)
  • Su un punto non devono esserci dubbi: il capo del Governo dev’essere eletto dal popolo. Il Capo dello Stato invece deve restare al di sopra delle parti, eletto dal Parlamento (22/11/1995)
    L’elezione diretta del Capo dello Stato è indispensabile per l’Italia (08/04/1996)
  • E’ un’assoluta falsità dire che io sono presidenzialista. Ma quando mai? (28/01/1996)
    Le elezioni del 21 aprile saranno un referendum tra due concezioni dello Stato: chi vuole il presidenzialismo deve votare per noi (03/04/1996)
  • Io sono un grande estimatore della magistratura e l’ho dimostrato col mio governo, che è sempre vicino ai problemi dei giudici (07/12/1995)
    Quei giudici sono come la Uno Bianca, corpi deviati, nuclei e squadre che fanno politica e non giustizia (15/03/1996)
  • Mi consenta ancora una volta di esprimere la mia ammirazione alla magistratura e ai giudici (23/01/1996)
    Il Pool è un plotone d’esecuzione (07/04/1996)
  • Il nostro obiettivo è dimezzare i reati nel corso di una legislatura (4 dicembre 2000)
    Non ho mai detto che dimezzerò i reati (6 dicembre 2000)
  • Non ci sono stati nomi di copertura né ricorso a società estere. Tutto si è svolto in Italia alla luce del sole con operazioni sulle quali sono state pagate tante tasse (16 marzo 2001)
    Le società estere sono cose assolutamente legittime che il mio gruppo ha poi abbandonato, ma che in un certo momento si facevano perchè si doveva trovare un modo per pagare tasse più convenienti (3 maggio 2001)
  • Massimo D’Antona è stato vittima di un regolamento di conti interno alla sinistra (21 aprile 2001)
    La mia frase si è prestata all’equivoco per il tentativo di strumentalizzazioni di alcune mie dichiarzioni (21 aprile 2001 - lettera alla vedova d’Antona)
    Negli anni Settanta dovevo fare lunghe file per seguire una pratica e poi passare da un ufficio all’altro con l’assegno in bocca, perchè così si usava nella pubblica amministrazione (9 maggio 2003)
    La stampa ha frainteso. (10 maggio 2003)
  • Lei ha una bella faccia da stronza! (24 luglio 2003, alla riminese Anna Galli che lo contestava)
    Io non ho mai insultato nessuno (10 settembre 2005)
  • Sulla legge Gasparri non c’è stata alcuna perplessità da parte del Presidente Della Repubblica (1 agosto 2003)
    Silvio Berlusconi conferma (la smentita del Quirinale, n.d.r.) che nel suo recente colloquio con il Presidente Della Repubblica non si è affatto parlato del ddl Gasparri (1 agosto 2003 - comunicato stampa di Palazzo Chigi)
  • Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino (4 settembre 2003)
    Eravamo alla seconda bottiglia di champagne (19 settembre 2003 - i giornalisti stranieri presenti lo smentiscono: “Quel giorno a Villa Certosa abbiamo bevuto solo the freddo”)
  • Ho trascorso una giornata terribile per la notizia precisa e verificata di un attentato su Roma nel giorno di Natale. Un aereo dirottato sul Vaticano. Un attacco dal cielo, chiaro? Ho passato la vigilia a Roma per fronteggiare la situazione (28 dicembre 2003 a Renato Farina di Libero)
    Non si può confondere un veloce scambio di auguri natalizi con delle dichiarazioni politiche (28 dicembre 2003, dopo la richiesta di ulteriori informazioni da parte del Vaticano)
  • Se la sinistra andasse al governo l’esito sarebbe miseria, terrore, morte, così come avviene dovunque governi il comunismo (17 gennaio 2005, da Panorama)
    Piero Fassino fa sempre ricorso a un ribaltamento della realtà rispetto a ciò che dico. Come quando mi ha fatto dire una cosa che io non posso aver detto e cioè che se i comunisti andassero al governo sarebbe miseria, terrore e morte. (31 marzo 2005) Smentisco che in Italia l’avvento della sinistra al potere possa portare miseria, terrore e morte. Non l’ho mai detto. Questa è una delle tante bugie orchestrate dalla sinistra (5 aprile 2005)
  • Il governo statunitense teme un cambio di governo in Italia perché è avvertito dei progetti della sinistra (31 ottobre 2005)
    Bush non l’ha detto, sono io che deduco logicamente che gli Usa non potrebbero non temere la vittoria di una sinistra che ha in programma il ritiro dall’Iraq (31 ottobre 2005).
    Le elezioni italiane sono un problema del popolo italiano (31 ottobre 2005 - dichiarazione di Fred Jones, portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Usa)
  • Lavoriamo a un grande progetto: costruire case per tutto quel 19% di famiglie italiane che vive in condizioni di vita grama non causata da questo governo. (12 novembre 2005)
    Case per tutti i poveri? Non l’ho mai detto, come sempre mi hanno frainteso (16 novembre 2005)
  • La par condicio è una legge illiberale, anzi liberticida. Il bavaglio non ce lo metteranno né Ciampi né la sinistra (29 gennaio 2006)
    Non c’è nessuno scontro col Quirinale (30 gennaio 2006)
  • Prometto sin da ora due mesi e mezzo di astinenza sessuale assoluta, fino al 9 aprile (29 gennaio 2006)
  • Voto di astinenza? Nemmeno per sogno. Son cose che si dicono ma non si fanno (1 febbraio 2006)
CONCLUSIONI

Non possiamo nemmeno metterci a parlare con questi personaggetti della sinistra che un giorno dicono una cosa e l’altro l’esatto contrario: dei veri e propri Ridolini della politica (Silvio Berlusconi, 19 novembre 1999)
Io ho anche paura a parlare, si rischia sempre di vedere capovolto quel che è stato detto (Silvio Berlusconi, 15 ottobre 1994)
Bisogna essere chiari e coerenti, perchè alla fine la coerenza paga sempre (6 marzo 1994)

giovedì 30 ottobre 2008

Bugie per menti semplici


Questa qui sopra è una locandina presente sul sito di Forza Italia.
Osservatela: è una locandina per menti semplici.
Non spiega nulla, non dice niente, si limita (peraltro con buona intuizione grafica: blu=buono - rosso=cattivo, come nei videogiochi) a far apparire come attacchi alla scuola le iniziative "della sinistra". Che in realtà sono semplicemente rezioni indignate e furiose al sacco della scuola  pubblica perpetrato dalla Gelmini.
La politicizzazione dell'insegnamento è un tocco di classe: fu mi sembra Dell'Utri a dire che i nostri libri di storia sono impregnati di "retorica della Resistenza" e vanno quindi epurati. Non per nulla la riforma Gelmini prevede il testo unico alle elementari. Evito di parlare del revisionismo storico in atto da parte di La Russa e certi altri, è come sparare sull'ambulanza (a quando la Giornata dei Martiri di Salò? Siete FECCIA).
La strumentalizzazioen dei bambini? Perché, chi li ha portati alla manifestazione, i comunisti? O i genitori? E sono tutti comunisti, questi genitori?
Se ci cascate siete poveri mentecatti del cazzo, lasciatevelo dire :D

La segnalazione mi arriva dal sempre ottimo ed attento Prefe. Il quale ha esplorato anche oltre il sitaccio di FI.
Ecco le sue parole:
Cliccando sull’immagine con lo slogan nel loro sito si arriva a questo articolo
E’ inutile cercare l’autore, ormai non li firmano nemmeno più, perché non sussiste più alcuna differenza fra un suddito e l’altro di Mosè Berlusconi.
Un passaggio interessante è:
Politicizzazione, falsità, vittimismo: la tattica della sinistra non cambia mai. E’ necessario reagire, con la forza della verità. Per questo mettiamo a tua disposizione le slide con i dati presentati nella conferenza stampa di mercoledì 23 ottobre dal presidente Berlusconi e dal ministro Gelmini.
La slide a cui ci mandano è eccezionale, straordinaria, indescrivibile; è la prova di come lavorano. E’ un pdf, scaricatelo e tenetelo per i posteri.
Un esempio delle argute dimostrazioni logiche al suo interno:
Vi rendete conto?
Non c’è nessuna spiegazione! Prendono dati diffusi pubblicamente e dicono: bugia. Tutto qui!
Incredibile.
Scusate le espressioni di stupore, ne sto anche cancellando alcune che mi escono spontaneamente dalle dita, ma è davvero surreale. Trattano i loro sudditi come idioti.
Questa è fede, non politica.
il titolo della slide coi dati è:
Scuola e Università
Tutte le bugie della sinistra
Capite?
La verità è quella che dicono loro. Non chiedete altro.
PRETENDONO CHE VOI CREDIATE. CHE ABBIATE FEDE.
È in linea con tutta la propaganda berlusconiana, usano sempre la stessa tattica e, dato che i poveri stupidi sono la maggioranza della popolazione, funziona ogni volta.
Morite tutti, imbecilli del cazzo: votandolo avete ucciso la democrazia che i nostri nonni sono morti per fare.

Però il dubbio ti viene


Ieri ci sono stati scontri in Piazza Navona fra "studenti di destra" e "studenti di sinistra". Persino i video su YouTube non danno la certezza di cosa sia accaduto, perché sono stati smontati e rimontati, quindi chi lo sa: a cominciare potrebbero essere stati i fasci demmerda oppure qualcuno di quei mentecatti del cazzo che credono ancora alla lotta dura senza paura.
L'ANSA la dice in un modo, altri in un altro.
Ciò che potrei avere difficoltà a spiegarmi è la presenza di spranghe, mazze e bastoni nel furgone del Blocco Studentesco: che c'è, venite preparati? E per cosa? 

E, soprattutto, perché la polizia è intervenuta tardi e senza convinzione?

Tutti gli esponenti del governo stanno tentando, tramite i media, di dare la colpa ai collettivi studenteschi, ovvio, ma anche di associare questa violenza alle proteste anti-Gelmini in generale. Così magari la prossima volta sarà la polizia a cominciare gli scontri, come ha già fatto a Milano, con la scusa che la manifestazione potrebbe "degenerare".
Perché non sono scemi, oh, no. Serve screditarle. Innanzitutto dicendo che è "la sinistra" a manipolare studenti, professori e genitori che, poverini, figuriamoci se sono in grado di capire una legge. Poi con questo.

Ricordate quando Silvio ha vinto le elezioni? 

Già prima parlava di una "sinitra eversiva al governo", poco dopo invece espresse la sua preoccupazione per i partiti di sinistra usciti dal parlamento: avrebbero potuto scegliere altre forme di "opposizione", come per esempio il terrorismo...
Non era fatto a caso: ovviamente ci sarebbero state proteste, visto il programmino di graduale spoliazione del Paese che pubblicarono in campagna elettorale, quindi hanno messo le mani avanti.

Far apparire chi protesta come un facinoroso, un eversivo, è un'ottima tattica. Protestare contro il governo deve diventare illegale, antipatriottico, immorale. L'abbiamo già visto accadere.
Silvio lo fa da tanto, pensate ai magistrati: non fa altro che parlare di trame eversive, quando cercano di processarlo. Poi va a finire che la gente ci crede. Quindi... strumentalizzazione? Di chi verso chi?
Uno può avere informazioni incomplete, eh, però il dubbio ti viene.

C'è poi da considerare il ruolo dei media, come per esempio TUTTI I TG NAZIONALI e, fra i quotidiani, il solito Il Giornale (mi farebbe morire dal ridere, se ci fosse da ridere), il quale sostiene esattamente le tesi governative, verrebbe da dire con pedissequa attenzione: è la sinistra antidemocratica a manipolare le masse, perché non vuole che il Buon Padrone Silviuccio governi e allora affanculo i risultati elettorali, è eversione! 

Sentite che toni:
Quello che fa paura (all'articolista e a tutti mentecatti di un calibro sufficiente a bersi certe cazzate ^___^ NdGobb) è il resto. È trasformare il decreto Gelmini in un totem. È sussurrare, come una litania, la parola regime. È questa voglia di abbattere i governi nel nome di un’etica superiore, che si appoggia sul nulla. È parlare di fascismo e antifascismo. È strizzare l’occhio alle ideologie. Questa Italia non è una dittatura e gridarlo offende tutte le vittime delle vere dittature. È un’offesa ai martiri del fascismo e del comunismo, del Cile di Pinochet e dell’Argentina desaparecida. È una bestemmia contro i morti della Cina e della Cambogia. È uno sputo in faccia a chi, in nome della libertà, ha perso la vita. È troppo facile, e vile, fare gli antifascisti senza fascismo. Non fate questo gioco. È stupido, pericoloso, anacronistico. Avvelena. E disegna nel cielo una macchia di piombo.
Mi sento profondamente insultato, voi no?
E frustrato, anche: io sono qui che rubo tempo all'indispensabile lavoro per scrivere mentre lì fuori, a pochi passi da me (accanto alla Fontana di Trevi), si urla e si tenta di farsi restituire lo Stato da una banda di avventurieri che, come dice Qirex su TerrorPilot, sta pisciando in faccia a decine di migliaia di persone, governando per decreto. Pare palese che questa non sia democrazia, ma una forma di autoritarismo di nuova concezione, non assimilabile ai fascismi: roba fresca nel panorama della coercizione.
Non sto facendo abbastanza. Vorrei essere in prima fila. Mi rimorde. Devo rimediare.
Sono anni che aspetto la rivoluzione, essendo ormai convinto che solo quella possa servire contro chi tiene in ostaggio lo Stato... è il momento della ghigliottina? Ditemi di sì.


Questa protesta è, per il popolo italiano, l'occasione di riportare la democrazia in Italia opponendosi alla proposta di suddividere l'Italia in schiavi e padroni, mentre per Silvio è un test interessante: quanta violenza di Stato possiamo sopportare? Quanta repressione siamo disposti a tollerare? L'esercito è nelle strade: quanto tempo pensate che ci vorrà per farlo intervenire contro i "sediziosi"?

Più ci penso, più ne scrivo, più lo vivo, più tutto sembra cadere al suo posto in un quadro preciso come quello che ho pubblicato su MenteCritica, una strategia, un unico progetto del Signor B per spremere da questo Paese e dai suoi cittadini più poveri più soldi possibile, garantirsi l'immunità (già fatto, Lodo Alfano) e una vecchiaia sicura. E tutto il potere possibile, senza se e senza ma. 

Ormai manca solo la magistratura, il resto è fatto.

Poi magari non è così.  

Però il dubbio ti viene.

mercoledì 29 ottobre 2008

Mah Nà Mah Nà

Oggi due risate, punto e basta: questa canzone mi fa SEMPRE morire :D 

Per saperne di più, leggete qui: pensate che in origine faceva parte della colonna sonora di un film porno-soft :DDD


martedì 28 ottobre 2008

Perché so' 'nber piskello!


E perché questa foto mi piace un sacco, nonostante la panza: concedetemi un pelino di vanità, oggi ^_______^

Manifestazione Roma 25 ottobre - Veltroni ch'è!

Oggi parla per me Blogger di ItalyItalia
Ma, sia chiaro, Veltroni è fuffa. Il PD sta cercando disperatamente di tenere dietro alle proteste, non ne è certo l'ispiratore.
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"L'ITALIA E' UN PAESE MIGLIORE DELLA DESTRA CHE LO GOVERNA"
( 25 ottobre - Walter Veltroni)

Roma, 25 ottobre 2008.
Primo punto: la manifestazione è stata imponente.
200 mila o 2 milioni e mezzo?
Sconvolgente la non chiarezza dei dati, degna di un paese africano non certamente europeo.
C'è chi ricorderà che la differenza è sempre esistita, in ogni occasione, tra le due fonti (manifestanti e prefettura).
Ricordo loro di non considerare i numeri ma le percentuali per capire la gravità del caso.
La prefettura ha sempre confermato, ad esempio, per quel che possa ricordare, 150 mila laddove i manifestanti ne dichiaravano 300, al massimo; un' incomprensibile e vergognosa, per uno stato europeo, differenza del 100% .
Un Governo che per bocca della prefettura ufficializza una partecipazione di 200 mila individui ( differenza del 1000 %) - laddove certamente, secondo una logica assodata negli anni, vi saranno stati più di un milione di persone ( poco meno del 50% di ciò che è dichiarato dai manifestanti stessi) - è un apparato sconvolgente, folle, che non si pone neppure un limite nella correzione, spesso giusta ma anche strumentale, dei dati reali.
La prova di Democrazia, condivisa o meno, che hanno dato le persone in piazza è oscurata, a mio modesto parere - ma si sa, sono un pessimista - dalla vergognosa contromossa del Governo che utilizza non solo il proprio legittimo potere e l'ignoranza del suo elettorato ma anche tutti gli strumenti di comunicazione per negare l'evidenza.
Questo il primo punto su cui volevo porre l'attenzione, alcuni potrebbero non averlo notato o essere così abituati alle diverse stime dal non accorgersi della gravità del singolo episodio.

Secondo punto: il discorso.
Qualche giorno fa ho definito Veltroni incapace.
Non ritiro le mie parole, non bastano delle frasi per questo, desidero delle prove, ma il discorso di ieri è un ottimo testo, perfetto dal punto di vista della comunicazione politica, storico se si considera la politica italiana.
I punti toccati sono pochi, essenziali, concreti.
Vi è un attacco forte, ma nel contempo volutamente non ostile, nelle parole di Veltroni.
Il pubblico non è folla, non spaventa, legittima democraticamente, con il suo comportamento, la contestazione.
Il linguaggio è semplice ma i contenuti non accomodanti, privi di spessore.
Come cittadino apprezzo le parole di Veltroni ma come analista - perché un tono a volte bisogna pure darselo, non credete, guardate Filippo Facci ad esempio - non posso che complimentarmi con il politico e con i suoi esperti in comunicazione politica e marketing elettorale, interessantissimo caso italiano questo 25 ottobre.

Terzo punto, meno analitico, più pratico.
Servirà?
No lo so, oggi faccio finta di essere un politologo, la palla di vetro la leggiamo domani.
La comunicazione di regime, purtroppo non posso che utilizzare io stesso questa espressione, è capillare, forte.
In secondo luogo il popolo della sinistra spesso, nella sua storia, ha parlato a se stesso, è stato autoreferenziale, ha convinto l'elettore di sinistra a votare, anche se con vergogna, un partito di sinistra, come i DS le scorse elezioni.
Poche volte un elettore di destra e moderato ha ceduto alle lusinghe della Sinistra se non moderatissima, cattolica e quindi in contrapposizione a principi primi della stessa sinistra come la laicità, l'uguaglianza (e quindi la lotta alla omofobia, ad esempio), la libertà di scelta...
Non so quanto questa manifestazione, se pur importante, interessante e riuscita, possa affrontare gli ostacoli descritti: il "risultato autoreferenziale" (passaggi interni ma incapacità di attrazione di altri) dei nuovi partiti della Sinistra, la comunicazione distorta da parte del Governo Berlusconi e, aggiungo, la bassa cultura politica e democratica degli italiani.

Lo spero, la palla di vetro, però, mi ripeto, la guardiamo domani.
Oggi politologo, domani astrologo.
In Italia la scienza più esatta, infatti, spesso e volentieri, è l'astrologia.
Giocherò all'Otto.
Il caso e la mancanza di senso, davanti ad una schedina, non mi fa arrabbiare, mi strappa un sorriso.
Di fronte al mio Paese, non so il perché, meno.

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ITALY ITALIA

lunedì 27 ottobre 2008

Ripetere giova

Ripetere giova.
Qui si vede meglio chi ha mollato i primi schiaffi.
Ripetere giova.
La polizia. 
Ripetere giova.
Presumibilmente su ordine del questore di Milano, giusto?
Ripetere giova.
Questi signori, il cosiddetto "potere", hanno dei nomi e dei volti. Sono intoccabili solo finché resiste intorno a loro lo scudo del denaro e il cordone di polizia.
Ripetere giova.
Messi di fronte a noi sono esattamente come noi.
Ripetere giova.
Possono essere fermati, e senza l'uso della violenza. 
Ripetere giova.
Questi signori sono FECCIA.


Minuscola rivoluzione


È in atto una piccola, minuscola rivoluzione.
Magari è insignificante, ma in questo momento (in cui ci sarebbe da dare fuoco al parlamento, da assediarlo fino alla presa per fame di ogni singolo [ir]responsabile del sacco del popolo italiano) sento la necessità forte di aggrapparmi a qualsiasi segnale positivo sia in grado di trovare.

Se l'informazione ufficiale tratta così le proteste contro la riforma Gelmini (così come fa con ogni altra cosa), d'altra parte si sono moltiplicate le fonti "non ufficiali" cioè quelle che erano lì, hanno visto e hanno raccontato.
Il web ci viene in aiuto.
Non solo con la diffusione di informazioni, ma anche come strumento organizzativo, come aggregante, come canale "altro" di democrazia.
Le communities, com'è ovvio, stanno funzionando in questo senso. Ci sono gruppi su Facebook, pagine tematiche su MySpace, con migliaia e migliaia di iscritti.
E c'è un'altra cosa che mi consola.
Stamattina ho sentito tre ragazzine, non più che quindicenni, discutere della riforma sulla banchina della metro.
Con la competenza che ho io, la competenza di chi quel decreto non solo l'ha letto, ma l'ha faticosamente sviscerato e ci ha pensato sopra, discusso intorno.

Non siamo ignoranti, signor/a (inserire il nome di un qualsiasi esponente del PDL, tanto recitano tutti il copione scritto dal capo), non siamo plagiati né manipolati da questa "sinistra" inetta e vostra complice.
Se stanno protestando  anche i licei e le università, e non solo i ragazzi ma anche gli insegnanti e i genitori, e in massa, è perché abbiamo capito fin troppo bene che gioco state giocando.
Che colpo di mano state tentando.
E basta spulciare fra i video di Youtube per capire che non ci può essere manipolazione quando la legge l'avete scritta voi, è lì, palese. Avete appeso in piazza un proclama più che chiaro, fraintenderlo sarebbe da idioti. E per quanto proviate a dipingerci così noi non lo siamo. Oh, voi nemmeno.

Voi siete feccia, signori miei.

Secondo questo governo basta menare.
Come a Milano. 
Quel che è successo non l'ha mostrato nessun TG, ma ci pensa il vostro Talkin' Rapper.
Poi giudicatelo come volete, ma almeno sappiate la verità.

venerdì 24 ottobre 2008

Bugiardo

Come sempre non abbiamo capito. Lo abbiamo frainteso.
Lui non ha mai detto che prenderà provvedimenti con forze dell'ordine e ministero degli interni per impedire le occupazioni delle scuole.
Oh, no.
Chi lo pensa è un comunista e porta menzogne tramite la scuola come ha sempre fatto (uuuuuuh, paura del 1968, eh?).

Vabbé.
Giudicate un po' voi.


giovedì 23 ottobre 2008

Sfacelo 11 - Uno sguardo sulla fine


Oggi voglio dipingervi un quadro.
Non vi piacerà.
A me non è piaciuto quando ne ho messo insieme tutti i colori. Sono colori cupi.
Cominciamo dai dettagli locali, gli stessi che ho messo insieme per arrivare a quelli globali e quindi all'idea che sto per esporre.

ITALIA
Innanzitutto la sempre crescente disuguaglianza fra i più ricchi e i più poveri, come si evince dalle crude cifre del rapporto OCSE "Growing Unequal". È un sentiero che hanno imboccato quasi tutti i Paesi cosiddetti "occidentali" (le virgolette indicano incredulità e sfottò: chiamarli così mi disgusta, è pura propaganda di guerra *_*) e che dimostra una volta di più quanto l'idea che un maggiore benessere sociale sia raggiungibile tramite un mercato deregolato sia solo una pia illusione. E infatti ora si statalizzano le banche (che è pure inutile e populista, ma andiamo con ordine).

Attualmente il reddito medio del 10% degli italiani più poveri è circa 5.000 dollari (tenuto conto della parità del potere di acquisto), quindi sotto la media Ocse, che è di 7.000 dollari. Invece il reddito medio del 10% più ricco è circa 55.000 dollari, sopra la media Ocse. Redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni Ottanta: si tratta del più elevato aumento nei Paesi Ocse, dove l'aumento medio è stato del 12%.
In questo contesto il governo propone la rottamazione di auto e lavatrici per rilanciare i consumi e l'economia: assolutamente demenziale.

La neo-povertà di chi ha un lavoro è un altro problema. Siamo sempre di più. Abbiamo un reddito da lavoro, ma questo non ci consente di vivere dignitosamente. Molti di noi mangiano alla Caritas almeno un paio di volte a settimana, altrimenti alla fine del mese non si arriva. Fossimo disoccupati, almeno...

Ovviamente la mobilità sociale è sempre più una chimera. Qui i figli di genitori poveri hanno meno possibilità di accedere alla ricchezza, di conquistare un miglior status socioeconomico. Secondo l'OCSE il 10% più ricco dei cittadini italiani detiene il 42% della ricchezza totale del Paese e circa il 28% del reddito disponibile.

Mi sembra inutile ricordare che la mobilità sociale è possibile, in linea di principio, solo a coloro che riescono a garantirsi un'istruzione superiore, quindi le necessarie competenze per svolgere lavori altamente qualificati: medici, avvocati, ricercatori.

Ecco, ricercatori.
Anche loro hanno dei problemini, con tutti questi tagli. Impediscono loro di regolarizzarsi, sminuiscono il ruolo dell'università nella ricerca (che per produrre risultati elevati deve percepire fondi dallo Stato, non dalle aziende) e affossano la nostra produzione di tecnologia innovativa, quindi la nostra competititività.
In questo momento in tutta Italia ogni grado di scuola pubblica è incazzato nero. Ma nero. Perché la riforma Gelmini mira ad abbattere definitivamente la scuola pubblica, eliminando il tempo pieno (con relativa difficoltà delle famiglie a reddito più basso, che non possono permettersi di non lavorare o pagare una babysitter). Unitela al fatto che le scuole private percepiscono fondi pubblici e quelle pubbliche (per ora le università - senza riforma, è bastato un comma nella finanziaria - ma vedrete che presto si estenderà a tutti) devono cercarsi gli sponsor. Non ci vuole molto a capire che è un modo di ridistribuire soldi pubblici in cambio di... voti? Favori? Ha senso chiederselo? L'importante è che questo distrugge di fatto la possibilità di garantirsi un'istruzione paritaria, suddividendo di fatto la società italiana in due (se non in tre: vedi la proposta di introdurre l'apartheid sui banchi): una élite di governo e una classe di lavoratori poveri, privi di diritti, spaventati dai nemici che il governo di volta in volta indica e pronti a regalare fette della propria libertà personale in nome della sicurezza.

Fino ad ora i provvedimenti presi in favore di quest'ultima sono ridicoli, populisti, assolutamente inefficaci quando non addirittura inapplicabili. Penso al DDL Carfagna sulla prostituzione, in base al quale nessuno verrà mai condannato perché definisce un reato impossibile da provare. Penso all'espulsione degli stranieri colpevoli di reati... delinqui e io ti porto alla frontiera. Mi giro e rientri. Che pena è? Ma ci pensate quando sentite 'ste stronzate in TV? L'ultima è fantastica: ritiro a vita della patente ai condannati per reati relativi alla droga.

In più abbiamo la chiesa cattolica, le cui ingerenze nella nostra vita privata e in quella legislativa dello Stato hanno raggiunto livelli incredibili. Adesso hanno cominciato anche a fare pressione per introdurre, oltre all'ora di religione (con insegnanti scelti dalla curia e pagati dallo Stato, con stipendi superiori ai colleghi che insegnano cose vere), una bella ora di bibbia. Di bibbia! Dedicata a tutti, anche a chi non frequenta l'ora di religione! Per "conoscere il grande codice della nostra cultura e riuscire a capire la nostra identità", dato che è "componente fondante dell'identità nazionale", secondo monsignor Ravasi.
Nemmeno mi metto a ricordare il fallimento del referendum sulla procreazione assistita, la pressione politica per non introdurre il testamento biologico etc etc etc.
Ho letto da poco "I peccati delle donne nel Medioevo", di Duby. Fatelo anche voi: pochi libri come questo saggio mettono in luce la assoluta necessità per la chiesa di controllare la nostra intimità più profonda, cioè i processi riproduttivi, quindi il corpo delle donne. Controlla quello e controllerai gran parte della vita emotiva e morale delle persone.
Così come si fa con il concetto di identità, che è MOLTO sensibile. Notate come insistono su questo punto, sulle radici cristiane dell'europa (che è diventata così proprio quando il papato ha cominciato a sgretolarsi, grazie tante al revisionismo storico), tema fortissimo da quando siamo in guerra contro il "satana" musulmano e terrorista. È diventata la scusa per ogni retrograda cavolata teocratica.

In questo contesto (progressiva distruzione di qualsiasi stato sociale, compressione delle libertà civili) sono cominciate le proteste sulla riforma scolastica, che hanno la caratteristica disperazione dell'adesso o mai più: se passa questa siamo finiti. Ieri ci sono stati scontri a Milano, e l'ordine appare chiaro: possiamo pure fare qualche corteo colorato e innocuo, ma guai alle occupazioni dei binari e alle proteste più dure.
Volano manganellate.

E Silvio stavolta non scherza, ha l'occasione di fare un test importantissimo: verificare quanta violenza statale siamo disposti a sopportare. Quanto i (suoi, tutti) media sapranno coprire, mentire. Sapevo che non era niente di buono, e adesso temo di capire quale fosse uno degli scopi per cui è stato messo l'esercito in strada. È arrivato finalmente il momento di reprimere duramente scioperi e proteste senza preoccuparsi più di tanto?

Pare di sì. È clamoroso. È una dichiarazione di guerra contro il popolo italiano, almeno quello in disaccordo con lui.
Sentitelo:
Il governo è pronto a ricorrere alle forze dell'ordine per impedire l'occupazione di scuole e università da parte di quegli alunni che anche oggi continuano a manifestare contro il decreto Gelmini. Non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché l'occupazione dei posti pubblici non è un fatto di democrazia ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato. Convocherò il ministro dell'Interno e gli darò istruzioni dettagliate su come intervenire con le forze dell'ordine per evitare che queste cose succedano. Sono assolutamente convinto che lo Stato debba garantire i diritti dei cittadini. Faremo lo Stato. Chi compie reati lo sappia.

Ecco qui: protesti? Sei nemico dello Stato. In questo atto vedo il germe della fine della libertà di sciopero, e provate a darmi del pessimista: questo qui stringe alle corde la popolazione per fare i suoi interessi e, quando questa reagisce perché non ha altra scelta, mena più forte.
Leggete la fonte e rabbrividite, c'è tutto il solito repertorio: siamo noi che non capiamo quanto sono illuminate le sue leggi, non esiste nessun taglio alla scuola, nessuno toccherà il tempo pieno, è tutta propaganda della sinistra. Nell'articolo c'è persino l'opposizione veltroniana: "Sono parole che considero molto gravi... che possono essere cariche di conseguenze. Ho l'impressione che il presidente del Consiglio abbia voluto soffiare sul fuoco, cosa che non deve fare".
Ha l'impressione, lui. Oh, poverino. Qui ci si sta scippando di mano la democrazia, ciccio, e tu hai l'impressione?

La stretta autoriataria è evidente fin dal famigerato G8 di Genova, nel 2001, ma adesso sta diventando azione sistematica. Il fascindaco della mia fascittà ha dichiarato guerra a tutti i possibili oppositori che potrebbero, agendo sul territorio, mobilitare i quartieri contro le sue iniziative. Ieri a Roma hanno "trovato" alcune bombe molotov al centro sociale Horus.
Ora, quando una notizia del genere riguarda un centro sociale che non conosco il dubbio può persino esserci, perché non posso verificare. Quando però quei ragazzi li conosco, dato che ho frequentato parecchio l'Astra e seguito gli sgomberi che hanno subìto, e so che lì sopra ci abitano intere famiglie con bambini, allora posso gridare: CE LE HANNO MESSE.
Forse il proprietario del palazzo ha bisogno di un favore. Alemanno il fascindaco dice che "a Roma c'è un problema di stabili occupati che sottraggono spazi alla cittadinanza". O forse lucrosi affitti agli immobiliaristi. Ma perché, le famiglie che abitano lì non sono "cittadinanza"? Inoltre l'argomento è pretestuoso: la Gemini, ditta proprietaria dell'immobile, l'ha lasciato per anni nell'abbandono, vuoto e in rovina, e ha ricevuto un provvedimento di sequestro da parte della vecchia giunta per un cambio illegale di destinazione d'uso (leggete Il Manifesto di oggi). E allora? Chi è che sottrae spazio alla cittadinanza, i proprietari o gli occupanti?

Quindi, riassumendo: situazione economica particolarmente sfasciata, divario crescente fra ricchi e poveri, il cibo che costa sempre di più, libertà civili in diminuzione netta, riforma scolastica "di classe", ricerca morta, ingerenze legislative del clero, nuove povertà in allargamento, campagna mediatica costante verso gli stranieri (un popolo spaventato è più facilmente governabile, perché è sempre disposto a credere a chi dice che li salverà... sì, anche se il pericolo non esiste e basterebbe una politica migratoria razionale - non la Bossi/Fini - per risolvere tutti i problemi connessi).

Penso poi a tutte le porcate fatte coi soldi pubblici, altro che i fannulloni di Brunetta: illimitati miliardi di euro alle banche (continuano a ripeterci la favoletta che "nessuna fallirà": ma davvero ci credete? Su che basi?), i debiti di Alitalia, l'Alta Velocità (che ormai è una voragine: quanti miliardi di euro si deve ingoiare? Quanti mafiosi dobbiamo arricchire con questi appalti?)

Unica nota finanziariamente positiva? Forse non pagheremo il multone per Rete4 perché... le frequenze di Europa7 le cede la RAI. Un colpo di genio puro. Vedete cosa si può fare se si è proprietari di Rete4 e Presidenti del Consiglio allo stesso momento?

MONDO
Qui le cose non vanno molto meglio. L'aumento del divario fra ricchi e poveri riguarda un po' tutti.
Di preoccupante c'è anche che il petrolio sta finendo (o sta diventando più costoso estrarlo, il che è lo stesso): la domanda supera l'offerta di uno-due milioni di barili al giorno.

In realtà non importa poi molto, perché la crisi economica che è appena cominciata è profondamente strutturale e indica, a mio modesto giudizio, che il capitalismo è finito. Ha fallito. Sarebbe l'ora dell'eco-economia, ma ci spero poco.
Dare soldi alle banche per non farle fallire è una misura congiunturale del tutto inutile sul lungo periodo, che serve solo a fornire paracaduti d'oro ai manager in picchiata di utili (soprattutto qui in Italia, devo dire, chè è tradizione).

Quello che nessuno sembra ricordare è che i governi sono intervenuti già più volte in sostegno dell'economia mondiale, e in particolar modo quello americano "tutto mercato e niente Stato": nel 1987 con la crisi delle borse, nel 1989 col crollo dei risparmi e prestiti, nel 1997 con la crisi finanziaria in Asia (faceva un sacco paura al tempo), nel 2001/2002 con il caso Enron.

Le tendenze strutturali del capitalismo stanno facendo a pugni con i cicli che normalmente esso attraversa. Per dirla con Wallerstein:
la percentuale dei tre costi principali che incidono sulla produzione capitalistica - salari, fattori produttivi, tasse - è regolarmente aumentata rispetto al prezzo di vendita, al punto che oggi è impossibile ricavare dalla produzione quei profitti che hanno sempre consentito una forte accumulazione di capitale. Non che il capitalismo non riesca a fare quello che ha sempre fatto così bene. È proprio perché lo ha fatto troppo bene che ha scardinato le basi dell'accumulazione futura.
(...)
Stiamo entrando in una fase protezionista (addio globalizzazione!). Andiamo verso una maggiore ingerenza dei governi nella produzione. Perfino gli Stati Uniti e la Gran Bretagna stanno nazionalizzando le banche e le industrie in crisi.
Il che, en passant, mi ricorda anche certe politiche di informazione sulla pericolosità delle merci altrui, sulla diffidenza verso la Cina etc...

Per darvi un'idea di quanto stiamo localmente inguaiati, moltissimi comuni e regioni italiani hanno "in pancia" investimenti relativi ai derivati strutturati che ormai si sono sgretolati grazie alla crisi dei mutui sub-prime. Questo significa NUOVI DEBITI PUBBLICI.

Si è puntato troppo sul valore creato non dalla produzione, ma dall'investimento. Un sistema che permetta questo si apre a tutti i possibili abusi. Chi mi legge sa che considero sana solo un'economia che consideri l'ambiente come la conditio sine qua non si fanno affari, e quindi lo cura.
Il warfare americano presto smetterà di funzionare, e il mondo è già diventato economicamente multipolare: non possiamo più parlare di superpotenza singola, ci sono Cina e India, Taiwan, altri in ascesa. Ma dovranno fare in un altro modo, perché l'esportazione del capitalismo ha convinto la gente e i governi che è possibile vivere al di sopra delle proprie possibilità, e intendo proprio TUTTA la gente e MOLTO al di sopra: l'Earth Overshoot Day è lì a ricordarcelo.

Ah, prima di chiudere, sempre pensando all'Italia... volete sentire ancora una cosina di Wallerstein?
Possiamo dire con certezza che il sistema attuale non sopravvivrà. Quello che non sappiamo è che ordine prenderà il suo posto. Non sarà un sistema capitalistico, ma potrebbe essere qualcosa di molto peggio (ancora più polarizzato e gerarchico) o di molto meglio (relativamente democratico ed egualitario).
(...)
Si va verso una ridistribuzione populista della ricchezza da parte dei governi, che può assumere forme socialdemocratiche o forme autoritarie di estrema destra. E stiamo andando verso un grave conflitto sociale all'interno dei Paesi, perché tutti si dovranno accontentare di una torta più piccola.
Non vi sembra qualcosa di familiare? Non vi pare che stia accadendo in questo stesso momento?

Lo vedete, il quadro?
L'ho dipinto abbastanza chiaramente?
Ovvio, questo è per forza di cose un riassunto senza troppi dettagli, ma... beh, spero si veda l'immagine che ho davanti agli occhi e ho provato a trasmettervi.

Non ci sto mettendo nemmeno il riscaldamento globale, con i relativi, immani costi sia economici che in termini di vite umane.
Il futuro ci riserva, e spero di sbagliarmi, una gran massa di morti. Centinaia di milioni, se non un miliardo o due, e una élite di ricconi rinchiusi al sicuro dalla fame e dalle rivolte. Fantascienza? Magari.
Sarò felice se avrò torto.
Ma il fatto che un sacco di esperti veri (non come me) o, per fare un esempio preso a caso, L'Internazionale sull'ultimo numero, dicano le stesse cose che dico io da qualche mese, non mi conforta affatto.
Non so voi, io sono spaventato a morte.

mercoledì 22 ottobre 2008

Amenità: Gnagno e il Toposorcio


Gnagno e il Toposorcio: i due più bei peluches della terra :D

Mi consola poi sapere che non sono l'unico che filma i mostruosi attacchi del Toposorcio.

Vi rivelo un segreto: 'sto pupazzo manda in fissa sia me che la M.
Siamo giunti alla conclusione che sia l'esponente di una ferocissima razza aliena che, a mo' di cavalletta, vaga di pianeta in pianeta a bordo di immense astronavi a forma di Toposorcio. A loro non interessa conquistare la Terra, tutt'altro: vogliono solo aggredire ogni forma di vita, succhiarle il cervelletto e riempirglielo di uova, che poi si schiuderanno e daranno vita a larve di Toposorcio che si nutriranno della carcassa.
Dopo aver divorato ogni forma di vita animale e ridotto il pianeta a una immensa tomba, devastata e deserta, si riparte per spianare un altro sistema solare :D
ARGH! Mi sono addosso! Li ho dovunque! Sbucano dalle fottute pareti!!!


Domani, invece, scriverò di amarezza irrimediabile: moriremo tutti
E stavolta il Toposorcio non c'entra.

(Dai, dite la verità, sono forte coi teaser dei post :DDD)


Un mazzo di Toposorci: splendidi O_____O

sabato 18 ottobre 2008

La democrazia è già finita

Da Chiarelettere.
Devo aggiungere altro?
Spero di no.
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Le intercettazioni telefoniche – 3

Una volta stabilito che, in democrazia, la libertà di stampa ha almeno la stessa importanza che ha l’autonomia e l’indipendenza della magistratura perché entrambi, sia pure in maniera diversa, sono contro-poteri, necessari per garantire che il potere legislativo e quello esecutivo (che - come ho detto - ormai in Italia sono tutt’uno) non si impadroniscano dello Stato, gestendolo nell’esclusivo interesse di una ristretta oligarchia (sono comunque qualche migliaio di persone); resta da stabilire se e quali controlli debbano essere organizzati intorno alla libera informazione.

E’ ovvio che l’informazione deve essere obbiettiva, autoregolamentata, di buon gusto etc.; ma, e se non lo fosse? Se l’informazione fosse diffamatoria, faziosa, asservita, propagandistica? Dovremmo controllarla? Dovremmo apporle dei limiti? Dovremmo sanzionarla?
Si, certamente dovremmo sanzionare un’informazione falsa e diffamatoria. E in effetti il codice penale prevede all’articolo 595 il reato di diffamazione. Ma nient’altro: perché una cosa è punire l’abuso (cosa sacrosanta) e altra cosa è evitarlo attraverso un intervento preventivo. E’ evidente infatti che la pretesa di garantire in via preventiva il rispetto dei “limiti” (anche giusti) da parte dell’informazione presuppone un “controllore”, qualcuno che, dopo aver stabilito quali siano questi limiti, o essere stato delegato a far rispettare limiti stabiliti da altri, abbia il potere di imporre preventivamente alla stampa cosa pubblicare e cosa no, quali informazioni dare e quali no, quali commenti fare e quali no.

Già detta così è del tutto evidente che un sistema del genere non permetterebbe libertà di stampa. Ma c’è di più, poiché è di nuovo ovvio che i “limiti” sarebbero stabiliti dal legislatore, cioè dalla classe politica, cioè proprio da quella categoria che ha il massimo interesse al controllo dell’informazione, che significa controllo dell’opinione pubblica, controllo dei cittadini, garanzia di  gestione del potere a fini propri e dei propri sodali.

Tutto ciò, già ovvio a livello puramente teorico; diventa lapalissiano in un Paese come il nostro, con la classe politica che ci ritroviamo. Del resto (ed è, mi sembra, un argomento decisivo) solo l’informazione di una stampa libera, perché non preventivamente controllata, ha arginato in qualche modo l’informazione televisiva, che è caratterizzata proprio da quei “controlli” preventivi sugli eventuali “abusi” che ne hanno fatto un semplice ed efficacissimo strumento di propaganda a reti unificate, strumento che con l’ “informazione” proprio non ha più nulla a che fare.

Ciò non significa che ogni abuso della libertà di stampa non debba essere sanzionato: diffamazione e calunnia continuano ad essere i confini che non debbono essere superati; e un adeguato codice di autoregolamentazione, sanzionato ad opera dello stesso ordine professionale che ha interesse a garantire la libertà di stampa e ad evitarne gli abusi, sono garanzie sufficienti e comunque non incrementabili per un corretto esercizio del diritto/dovere all’informazione.

Ma vale la pena di sottolineare un altro problema: la pretesa di garantire la libertà di stampa ed assicurare, contemporaneamente, che non se ne abusi è tipica di questi tempi di “cerchiobottisti”.
Quante volte abbiamo sentito i più illuminati politici e maîtres à penser spiegare con sussiego come sia necessario contemperare i due interessi, quello rappresentato dalla libertà di stampa e quello della tutela della riservatezza individuale? Non uno che abbia mai detto che si tratta di una convivenza impossibile, che non esiste un modo per prevenire l’abuso perché questo significherebbe sottoporre la stampa a controllo preventivo, che al massimo si può (e si deve) sanzionare chi non rispetta le regole e che, alla fine, l’abuso è il prezzo da pagare per garantirsi la libertà.

Ecco, questo è il problema principale: nessuno vuole pagare i prezzi richiesti dai beni di cui si vuole godere.

Gli americani hanno una frase lapidaria (non mi ricordo il testo originale) per spiegare questa legge naturale: non esistono pasti gratis.
Non si può godere di libertà senza abuso; di efficienza senza regole, di ricchezza senza sacrifici etc. etc. etc.

Ragionare in maniera diversa significa credere che esista il moto perpetuo, il paradiso (in terra, poi se qualcuno si vuole consolare con il regno dei cieli beato lui), la bontà universale etc. etc.
Ecco perché la stizza o lo sdegno per il “processo mediatico” conseguente alla pubblicazione di intercettazioni telefoniche, esibiti dal politico di turno accusato di corruzione, falso in bilancio, aggiotaggio, frode fiscale, abuso in atti d’ufficio e insomma di tutto lo squallido e redditizio panorama criminale proprio della classe politica italiana sono, in sé, oltre che non disinteressati, un gravissimo attacco alla democrazia. Perché aggrediscono la stampa libera, quella che ha permesso ai cittadini, in tutti questi anni, di conoscere e valutare le azioni, direi di più, lo stile della classe politica italiana.

Vorremo mica fare come D’Alema che si lamentava perché, diceva in occasione della pubblicazione delle intercettazioni sulle scalate bancarie dei furbetti del quartierino aiutati dal governatore della Banca d’Italia Fazio, “qui si pretende di mettere sotto processo un’intera classe dirigente?”

Certo che le classi dirigenti vanno messe sotto processo, ci mancherebbe altro; vanno processate e condannate o assolte da un’opinione pubblica correttamente e completamente informata; se non si facesse sempre così (ma purtroppo si riesce a farlo sempre meno, sempre tra maggiori proteste e reazioni) si finirebbe con il vivere in un regime e non in un Paese libero e democratico.

Per essere chiari, questa è la fine che ci attende se passerà la riforma delle intercettazioni proposta dall’attuale governo.

venerdì 17 ottobre 2008

La scuola del domani: padroni e schiavi


All'inizio non volevo scrivere questo post, dato che sulla scuola ne ho partoriti molti. Avevo deciso di tenermi lontano dall'argomento (già sviscerato con abbondanza su Mentecritica e qui) fino al disastro finale dell'approvazione da parte di Napolitano.
Ma oggi quella figlia di Berlusconi (che, al contrario dell'essere figli di prostitute, è moralmente disgustoso) ne ha detta una GROSSA.
MENTE spudoratamente nella miglior tradizione del suo capo.
Ma SPUDORATAMENTE, eh.

Questo "taglio delle spese" è pretestuoso
L'affermazione geliminiana "Chi protesta, ci dica dove trovare i soldi per occupare altre 100 mila persone nella scuola" potrebbe avere una risposta semplicissima: chi governa ci dica dove troviamo i soldi con cui salvare le banche (l'Italia, unica fra gli europei, non ha indicato quanti fondi ci metterà: Tremonti ha detto "quanti servono", quindi NON C'E' LIMITE, e vi assicuro che NON faranno lo stesso quando il pane comincerà a costare 3000 euro al kg) o, anche, dove andremo a trovare i 300.000 euro quotidiani da smollare all'Europa per il caso Rete4 (soldi NOSTRI che pagheremo per permettere a Silvio di farne ancora).

'Sta maledetta schifosa, inoltre, ha la faccia abbastanza tosta da dire:
"Le ragioni della protesta francamente non le comprendo, e sono sempre più convinta che in realtà molti di quelli che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento. Si protesta nelle università e si fanno manifestazioni nelle scuole secondarie quando il provvedimento non li tocca minimamente, perchè riguarda prevalentemente la scuola elementare e media", sottolinea il ministro, per il quale la situazione è colpa della sinistra che "sta facendo disinformazione e dice bugie"
La solita, cara vecchia tattica di spargere fango sull'opposizione, accusarli di incredibili complotti e/o plagio delle menti, e di attribuire un elevato grado di stupidità a chi protesta contro leggi così illuminate e sensate.
Se la signora Gelmini ha il cervello bruciato bene, allora capisco che non comprenda. Ma altrimenti? Come sapete, io sono uno che beve alle fonti e il provvedimento l'ho letto così come l'ha scritto lei. Conosco la mia lingua, quindi presumo di averlo anche compreso.

Ma non solo: mi sono letto anche il noiosissimo Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e, pensate un po', sono andato alla ricerca delle analisi giuridiche che fanno di ogni nuova legge i portali dedicati.

Questo provvedimento ucciderà la scuola elementare, dandole il semplice ruolo di riproduttrice di consenso, in cui c'entra anche, e molto, la sparizione del tempo pieno (la Gelmini dice, dice, dice... ma più su ci sono i link al disegno di legge e non mi sembra proprio che quel che dice sia vero). Qui si sta mirando a suddividere l'Italia in due classi: quella di coloro che devono arrangiarsi con la didattica pubblica (con maestro e testo UNICI, ricordiamolo), i più poveri, mentre un'elite di persone che se lo possono permettere garantiranno ai figli un'istruzione completa e degna di questo nome pagando le scuole private. Questo alle elementari. La Moratti ha già pensato in gran parte ai licei, per l'università questa mossa di renderle FONDAZIONI PRIVATE sortirà lo stesso effetto di cui sopra: istruzione superiore accessibile solo ai più benestanti.
La cosa mi suona anche leggermente anticostituzionale, a voi no?

I licei e le università stanno facendo il diavolo a quattro perché la riforma dell'università era nella finanziaria, l'hanno approvata e nessuno se n'è accorto.
Se non siete a nessuna manifestazione, se vi sembrano cose poco importanti ma vi rode comunque un pochino... c'è una cosa che potete fare. Scrivere al nostro caro Presidente della Repubblica. Vi fornisco io il testo e l'indirizzo (presidenza.repubblica@quirinale.it), nessun problema:
Egregio Signor Presidente, 
mi appello al Quirinale per sollecitare il capo dello Stato a non promulgare il decreto di riordino della scuola elementare ancora all’esame delle Camere, una volta approvato dal Parlamento. La Costituzione infatti, obbligando Governo e Parlamento alla responsabilità di scelte politiche e provvedimenti che possono essere contrastati, respinti o modificati nel Parlamento stesso, chiede che Governo e Parlamento lavorino nelle opportune condizioni per operare tali scelte; e certo ciò per tale decreto di riforma non è stato finora possibile a causa dello spregiudicato ricorso al provvedimento di urgenza e alla fiducia posta su un decreto mai discusso dal Governo con le parti sociali. Pertanto chiedo al Capo dello Stato di non firmare il decreto legge 137 o, più propriamente, la legge di conversione di tale decreto all’esame del Parlamento; chiedo cioè in previsione di una imminente approvazione senza modifiche di tale testo di riforma, che il Capo dello Stato rinvii alle Camere questo provvedimento, che giudico gravemente lesivo dell’istruzione pubblica e pertanto palesemente anticostituzionale, applicando la sua facoltà di chiedere alle Camere una nuova deliberazione sulle leggi approvate.
Io l'ho già mandata. Voi?

giovedì 16 ottobre 2008

Aggiornamenti sulla feccia


Presto sarò qui da voi con un bel post, spero lungo e approfondito, su questo "piano di salvataggio" delle banche che, lasciatemelo dire, dimostra che il capitalismo ha fallito e che fornire denaro alle banche non significa solo tutelare i cittadini ma tutelare i CDA corrotti (specialmente qui in Italia... sto leggendo "Cosa nostra" di John Dickie e ho imparato due o tre cose nuove. Una la sospettavo, ora so :D).

Per ora mi limito a rilevare come la crisi finanziaria sia una scusa, per l'Italia come per altri Paesi, di trascurare la questione ambientale (chi non vede che le due cose sono STRETTAMENTE collegate è scemo o ipocrita, e scusate la durezza ^______^).

Ma anche di smontare la scuola, una volta di più. L'occasione è ghiotta... recuperare soldi per salvare lo Stato! Dai col sacrificio! Tra un po' cominceranno a dirlo, occhio, e protestare diventerà antipatriottico.
Anche perché penso che la Gelmini non si aspettasse un simile casino.
Partecipate alle manifestazioni di domani, soprattutto se siete di Roma: da quando l'Urbe s'è destra (no, niente errori di battitura) ce n'è un gran bisogno. Ci stiamo giocando la suddivisione del popolo italiano in due classi, un'elite e una composta di schiavi. Resistere, resistere, resistere.

Nel frattempo una buona notizia: è nata una vita con lo scopo di salvarne un'altra, e niente esperimenti nazisti come proverà a dire la chiesa. Mi lancio in uan delle mie solite profezie: l'umanità prima o poi prenderà in mano questa tecnica e la userà per evolversi, ora che la nostra evoluzione è indipendente dall'ambiente naturale e avviene solo in base all'ambiente creato da noi... se ancora avviene. Magari non tutta l'umanità, ma ci saranno gruppi che faranno dell'ingegneria genetica la loro fortuna e cloneranno, guariranno, creeranno, alla faccia di ogni governo o religione: è inevitabile.

Per ora vi saluto qui, anche oggi... ultimamente il tempo è SEMPRE scarso, e da un paio di gioni sto anche male... tornerò! E una volta che avrò dei post decenti mi troverete di nuovo anche, spero, su Mentecritica, da dove manco da un po' come autore. Stay tuned!

martedì 14 ottobre 2008

La nuova Costituzione della Repubblica Italiana


Oggi ho trovato una chicca, scritta da Il Popolo Sovrano.
Deve diventare così, la nostra costituzione, prima che ci decidiamo a dare fuoco a Montecitorio? >____________<
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In anteprima mondiale presento il testo della Nuova Costituzione della Repubblica Italiana, che il nostro Presidente del Consiglio, si appresta ad introdurre.

PRINCIPI FONDAMENTALI
Art.1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sulle morti sul lavoro. La sovranità appartiene al Presidente del Consiglio, che la esercita senza preoccuparsi delle forme e dei limiti della Costituzione.

Art.2 (art.3 della Vecchia Costituzione)
Tutti i cittadini, ad esclusione del Presidente del Consiglio, hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Tale compito non riguarda i cittadini immigrati.

Art.3 (art.4 della Vecchia Costituzione)
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, ma non si occupa di promuovere le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Art.4 (art.7 della Vecchia Costituzione)
Lo Stato dipende dalla Chiesa cattolica.

Art. 5 (art. 10 della Vecchia Costituzione)
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati nazionali. Allo straniero sarà impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana.

Art.6 (art.11 della Vecchia Costituzione)
L'Italia non ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ma promuove azioni militari con lo scopo di “portare la pace” nei Paesi in difficoltà.

DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
Art.7 (art.21 della Vecchia Costituzione)
Il Presidente del Consiglio è l'unico soggetto ad aver diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa può e deve essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art.8 (art.27 della Vecchia Costituzione)
La responsabilità penale è personale. L'imputato non è mai considerato colpevole. Non è ammessa la pena di morte.

RAPPORTI ETICO-SOCIALI
Art.9 (art.29 della Vecchia Costituzione)
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. La legge vieta il matrimonio tra omosessuali, i quali vengono considerati cittadini con inferiori diritti.

Art.10 (art.32 della Vecchia Costituzione)
Un cittadino può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario per disposizione di legge. La legge non permette pratiche sanitarie che possano portare alla morte del paziente. Non può essere applicata in nessun modo, l’eutanasia.

RAPPORTI ECONOMICI
Art.11 (art.36 della Vecchia Costituzione)
Il lavoratore non ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dal datore di lavoro. Il datore può far cessare in qualsiasi momento e senza preavviso il contratto di lavoro.

RAPPORTI POLITICI
Art.12 (art.54 della Vecchia Costituzione)
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi, ad esclusione del Presidente del Consiglio.

LA MAGISTRATURA
Art.13 (art.101 della Vecchia Costituzione)
La giustizia è amministrata in nome del Presidente del Consiglio. I giudici sono soggetti soltanto al Presidente del Consiglio.

Art.14 (art.104 della Vecchia Costituzione)
La magistratura non costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Essa dipende esclusivamente dal Presidente del Consiglio, e rappresenta la metastasi della democrazia.

Art.15 (art.107 della Vecchia Costituzione)
I magistrati possono essere trasferiti. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Presidente del Consiglio, adottata per motivi personali e senza il loro consenso.

NORME SULLA GIURISDIZIONE
Art. 16 (art.112 della Vecchia Costituzione)
Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale, esclusivamente se essa non riguarda il Presidente del Consiglio.

LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI
Art.17 (art.114-133 della Vecchia Costituzione)
La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni, dalla Padania e dallo Stato. La Padania è un ente autonomo con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla propria Costituzione. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato. Le organizzazioni criminali vengono considerate enti autonomi, partecipanti delle funzioni amministrative.

GARANZIE COSTITUZIONALI
Art.18 (art. 134-139 della Vecchia Costituzione)
La Corte Costituzionale giudica: sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni. La Corte Costituzione è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente del Consiglio, da un terzo dal Presidente della Camera e per un terzo dal Presidente del Senato. La Corte Costituzionale non può intervenire senza il previo consenso del Presidente del Consiglio. La forma repubblicana può essere oggetto di revisione costituzionale.

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
La Costituzione, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica. La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato, ad esclusione del Presidente del Consiglio.

Data a Roma, addì 7 agosto 2008.