mercoledì 24 dicembre 2008

Toposorcesismi 1.0



La M ed io, essendo due scriteriati perdigiorno in fissa col Toposorcio, abbiamo pensato bene di creare un blog a lui dedicato... Toposorcesismi.

Venite a trovarci per nuove e mirabolanti avventure del Toposorcio... non ne resterete delusi! Sono allo studio interi set fotografici in una una catasta di situazioni e ambientazioni!

lunedì 22 dicembre 2008

Buon Nasale


Buona festa consumistica o, se preferite, buon compleanno della principale figura mitica della superstizione più diffusa in questo povero Paese ^_____^

lunedì 15 dicembre 2008

Problemi col PC: AIUTO

La situazione del mio Pc prima dello sfascio era questa:

Disco SATA, 320GB suddiviso in DUE partizioni
C: (con l'installazione di Windows e tutti programi), 30GB
D: (con TUTTI i miei dati), 290GB

Disco ATA/IDE
E: (per il file sharing), 80GB

Ora: mi si corrompe l'installazione di Windows.
Ho spiegato al tecnico PER FILO E PER SEGNO la situazione: DLL corrotta blablabla, se proprio devi formattare FORMATTA SOLO C:
CAPITO? SOLO C:!!! Windows è lì!

Il tecnico che fa?
Si ciuccia 80 miei euro e mi restituisce un PC così:
Ora il vecchio E: è diventato C: e c'è installato Winzozz, il che è uno spreco di spazio: 80GB per un OS demmerda sono troppi. Ovviamente lo ha spianato, quindi ho perso tutti i dati del file sharing. Il vecchio C:, diventato improvvisamente E:, conserva ancora intatta la mia installazione corrotta di Winzozz e "pesa" solo 30GB, dato che prima conteneva Winzozz: inutile installarci eMule. Il vantaggio è che adesso posso accedervi. Magra consolazione.
D: è rimasto D:, per grazia ricevuta. Insomma, il mentecatto del cazzo mi ha installato Winzozz su un disco ATA/IDE quasi alla fine del suo ciclo vitale, molto più lento del suo "collega" SATA quindi meno performante, mentre ha piazzato l'OS su un disco a parte e non sulla prima partizione del disco SATA.

Ora, ho un quesito per quelli di voi che si dilettano, come me, di informatica.
Io sono più pratico del lato software, mi serve qualcuno abbastanza ferrato in hardware.

La domanda é: cosa mi conviene fare?
!) picchiare selvaggiamente il tecnico e chiedere belluinamente i miei soldi indietro oppure
2) arrangiarmi?

Io sono più per la 2 (che tanto il tecnico sta lontano e mi ci vuole mezza giornata per portare/riprendere il PC... non mi fate spiegare, è cosa lunga), ma mi ci vuole un aiutino.
Del tipo: ci sono particolari accorgimenti da seguire se volessi, diciamo, usare il CD di Winzozz per spianare la partizione ex C: ora E: da 30GB del disco SATA, poi il disco ATA/IDE che si fa passare per C: (ex E:, 80GB), dopodiché installare l'OS sulla prima?

Che so, dire due paroline al boot, settare robe come master e slave (ma si fa ancora con i SATA?) o roba del genere... mi serve il vostro aiuto, giusto per non ritrovarsi nuovamente con un pc inaccessibili, sapete com'è.
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giovedì 11 dicembre 2008

Solo per turbonerd :D

SO che vi farò godere fortissimo, colleghi nerdaccioni :D

Questa è per tutti coloro che pensano Vista sia un bell'ambiente di lavoro
Quest'altra, invece per chi come me sa cosa significa ascoltare troppo spesso questi suoni, aka VOR DI' CHE NUN CE SEMO! ^_____^
Questa qui, invece, è proprio per i nostalgici. Vi farò versare una lacrimuccia ricordando i bei tempi in cui una GUI in 16 colori sembrava HI-TECH: ve lo ricordate così Winzozz? Io sì, dal 2.0 :)

martedì 9 dicembre 2008

Che casino :D

Andate a vedere che casino ho provocato su Mentecritica con il mio articolo "Le ragioni dell'agnostico".

Sinceramente non me lo aspettavo ma, evidentemente, anche in contesti democratici ed aperti al confronto come non mai toccare la religione significa far vibrare corde emozionali molto, molto sensibili. Poi vabbè, anche io dovrei scrivere meglio per farmi capire di più ^______^

Leggete i commenti. Poi magari tornate qui a dirmi che ne pensate ^___^

venerdì 5 dicembre 2008

New Deal. I soldi per le scuole non ci sono, per l'asfalto sì.


Un post esemplare da Petrolio - Uno sguardo dal picco.
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New Deal. I soldi per le scuole non ci sono, per l'asfalto sì.

I TG di ieri avevano del surreale. Servizio su Berlusconi, che annuncia il New Deal: "Sblocco di 16 miliardi di euro per le grandi opere!" Subito dopo, ecco Bertolaso che riferisce alla Nazione la disastrata situazione delle scuole: "Occorrono 13 miliardi per rimetterle in sicurezza, ma non li abbiamo!"
O non aveva appena detto il tizio prima di te che ci sono 16 miliardi da spendere in grandi opere per combattere la crisi e dar lavoro a un po' di rumeni cittadini?
Qualunquismo a parte, quando si progettano grandi investimenti pubblici per sostenere l'economia e l'occupazione lo si dovrebbe fare con polso fermo e sguardo all'orizzonte, evitando per una volta di compiacere gli amichetti prenditori e cercando di spendere i soldi di tutti per il bene di tutti. Sembra ovvio, ma non lo è.
Quale occasione migliore di una crisi economica, per avviare ad esempio spese pubbliche vòlte a rimettere in sicurezza le scuole, sistemare gli acquedotti che perdono il 30% dell'acqua, bonificare le aree notoriamente inquinate, sovvenzionare le energie alternative? Se lo scopo è creare lavoro, certo non mancherà. E ci ritroveremo con qualcosa di utile in mano, di utile a tutti.
Invece, no. Si asfalta: pedemontane, trafori, viadotti e ponti sugli stretti. Si continua ad investire sulla mobilità privata, l'automobile, proprio mentre i cittadini smettono di comprare auto e benzina e le industrie relative finiscono sul lastrico. Una cecità assoluta.
Quello che mi chiedo in sostanza è questo: possibile che le priorità di questo Paese, OGGI, siano le stesse di cinque anni fa? La situazione la medesima? Identiche le prospettive? Mentre Tremonti terrorizza il teleutente dipingendoci in un videogioco dell'orrore da cui non si può uscire, il premier sorride tranquillo  annunciando investimenti da boom economico. La mano destra non sa quello che fa la sinistra.
Chi c'è al timone? Chi dirige la baracca? In che mani siamo? Aiuto!

giovedì 4 dicembre 2008

Sfacelo 12 - La feccia vittoriosa


Chi è che vìola la legge alla faccia dei diritti umani e poi lo nasconde al suo popolo con la scusa del segreto di Stato?
La feccia.

Chi è che inculca paura e pregiudizio nell'opinione pubblica senza sottolineare che il terrorismo non è follia, ma la reazione radicale a un invasore di chi non ha altri mezzi?
La feccia.

Chi è che, approfittando di una certa situazione legislativa, rifila gomitate nelle costole ai concorrenti in affari tramite il suo lavoro di politico?
La feccia.

Chi è che insulta, intimidisce e minaccia gli oppositori, di ogni segno, colore e tipo (tra l'altro con tecniche ben rodate), dalla sedia politica più rilevante del Paese, per di più mentendo?
La feccia.

Chi è che mette alla berlina i magistrati quando si occupano dei crimini di personaggi politici, chi è che li minaccia, distrugge e destituisce, chi è che affida le indagini agli amici suoi, chi è che quando quei magistrati vengono riconosciuti innocenti da tutte le accuse di faziosità non dice assolutamente nulla?
La feccia.

Chi è che con la scusa generica di voler "regolamentare Internet" vara leggi che mirano a uccidere la libertà di espressione?
La feccia.

Chi è quello a cui non gliene fotte un cazzo dei diritti dei disabili a meno che non si vieti l'aborto di feti condannati a vivere in condizioni tragiche?
La feccia.

Chi è che vorrebbe vedere morti tutti gli omosessuali ed evita di ammetterlo campando in aria la scusa patetica che tutelarne il diritto a non essere puniti per le loro tendenze creerebbe nuove discriminazioni?
La feccia.

Chi è che fa la carità al popolo per farlo stare zitto invece di sostenere interventi strutturali?
La feccia.

Chi è che può permettersi di essere ottimista quando tutti gli altri fanno la fila per il pane?
SOLO E SEMPRE LA FECCIA.

E ora il domandone finale: chi ha permesso tutto questo?
Indovinate?
Bravi: la feccia bipartisan.

mercoledì 3 dicembre 2008

A penna, a mano, a senso: le esperienze di un tecnologicamente deprivato


Premessa: il mio povero PC è ancora morto. Non è un lazzaro(ne), non è colpa sua. Ieri ho ritrovato la mia copia di Windows (era appizzata in un anfratto insieme ai dischi driver della scheda madre e altra fuffa... mannaggia alla mia memoria) e ho provato la console di ripristino, ma niente. Ho sostituito HAL.DLL, file di cui mi si denunciava la mancanza, ma niente. Reinstallare? Manco per scherzo: non vede più la partizione C: del disco. Vede solo D: (i dati, da non sovrascrivere) e la chiama C:

Quindi ieri sera, dopo questi ennesimi tentativi di recuperare la mia installazione di Win Xp fra irriferibili bestemmie in sanscrito e lacrime amare di scorno e disperazione, mi sono rassegnato, ho spento e mi sono guardato intorno.

"Bene, e ora che cazzo faccio?", mi sono chiesto.
Eccomi in una situazione in cui non posso leggere le news sul web né tantomeno approfondirle con delle ricerche. Figuriamoci scrivere sul blog. Non posso imparare niente: è la prima volta in anni che mi capita, la prima che rimango così a lungo senza PC.

Immediatamente realizzo che ho pensato una cazzata: non è vero che non posso imparare niente. Semplicemente, d'improvviso, non posso più imparare OGNI COSA CHE MI VADA.
Ora la mia scelta è limitata a un ristretto set di possibilità: tutti i libri che ho in casa e ancora non ho letto, dalle enciclopedie ai romanzi. Insolito, avere dei limiti.

Avrei dovuto lavorare alla tesi, e avrei potuto usare il portatile di mia sorella e la copia di backup che ho sull'hardiskone esterno, ma l'umore era dei peggiori e la rassegnazione tardava a imporsi definitivamente sulla voglia inutile di accendere di nuovo il mio PiKKio per farlo risorgere.
Così mi sono messo a scrivere per calmarmi. È una cosa che faccio da quando sono in grado di trasporre su carta i miei pensieri. Semplifica il mondo che ho dentro e me lo spiattella sotto il naso. Solo che negli ultimi dieci anni praticamente non li ho MAI messi su carta. Ho sempre scritto su una tastiera. Ieri sera, per la prima volta in tanto tempo, ho tenuto una penna stretta fra le dita per più di cinque minuti. E ho scritto quattro pagine fitte di considerazioni sulla stranezza della situazione.

Sono queste che vorrei condividere con voi.
Mi sono accorto che non ho dimenticato come si impugna la penna. Non ho dimenticato il piacere di un tratto uniforme, dall'inchiostro ben distribuito. Non ho dimenticato la mia grafia sgraziata in stampatello (ho abbandonato il corsivo al liceo, era quasi illeggibile), né il dolore alla mano dovuto alla disabitudine.
Ho riscoperto la necessità di pensare lentamente, in modo più strutturato e organico, e la volontà necessaria per costringersi a scrivere comodi, con misura e metodo, per non stancare il polso, il braccio, la spalla e il collo.

Questo è importante. Ho ricordato una cosa che un tempo sapevo... scrivere alla tastiera non è diverso dal farlo su carta, tranne che in un particolare: la disciplina. I pensieri sono molto più veloci delle mani in entrambi i casi, ma la manualità del bloc notes costringe a riflettere su ogni singola parola. Non solo sull'opportunità di usarla, ma anche sul modo corretto di scriverla e sui movimenti necessari a comporla. Non si può correggere al volo, e le cancellature rovinano il testo. Inoltre è un metodo di scrittura così lento che è inevitabile mettere ordine nel ronzìo continuo dei miei pensieri per costringerli a presentarsi uno per uno.

È un tipo di ordine che avevo dimenticato.
Così come avevo dimenticato quanto può essere lento il tempo. Con l'orologio di Winzozz sempre sott'occhio e la frenesia implicata nell'informatica (solitamente tengo aperti 7/8 programmi per fare cose diverse in contemporanea) il tempo vola. Letteralmente. Arrivo a casa alle 18, controllo la posta, leggo due news, giro un po' per blog e sono le 20. Si cucina, si mangia, sono le 21.
Si guarda un film, o si scrive un po', e sono le 23, ma ogni tanto anche l'una e mezza. E la sveglia è alle sei e mezza.
Ho scoperto che il PC mi fa fare tardi. Ieri sera, invece, dopo aver scritto con metodo e pazienza per un tempo che mi è sembrato infinito, dilatato, lento, mi sono accorto che era passata meno di un'ora.

Senza PC sono più presente a me stesso: la mia consapevolezza si muove in un territorio più ristretto ma meno frenetico, dove c'è bisogno di attenzione piena e non c'è nulla d'altro ad assorbirla se non quello che si sta facendo in quel momento. Non è possibile sfruttare "al meglio" il tempo facendo un download in background, interrompendo la scrittura per rispondere a qualcuno su Facebook, facendosi distrarre da un sito fico.
Da contemporaneo e frammentato diventa sequenziale... come dire, analogico :)

Il che, ho scoperto, mi regala una calma dimenticata, che non provavo da tanto.
Dopo aver finito di scrivere mi sono messo a leggere. Uno degli ultimi Urania in edicola. Senza la distrazione di un monitor acceso, senza il ronzìo dell'alimentatore e dell'hard disk. Ho aperto la mia finestra al freddo, come faccio spesso, e questo è entrato a farmi compagnia, a rendere netti i contorni delle cose, a posarsi sulla mia pelle e a premerci sopra.
Tutto era fermo. Unici rumori il vento lieve che portava la pioggia fine e gli alberi che si fregavano le foglie, contenti di sentirsi le chiome smosse.
Sono andato a dormire sereno. Il buio era più... come dire? Strutturato. Pieno delle mie idee, fervide ma ordinate, non ossessive, non compulsive, non costrette nei soliti sentieri. Come dirlo?
Alle volte ci sono lati positivi nei casini ^_____^

Peccato soltanto per i soldi che spenderò dal tecnico, per il tempo che perderò a fare i biglietti del treno in stazione, per la posta che contiene buoni sconto di librerie online che non potrò utilizzare per fare i regali, regali per cui avrò molti meno soldi a causa del tecnico di cui sopra.
Porkavakka >_____<

Ah, se vi state chiedendo cosa c'entra l'immagine lì sopra... niente! È solo un Toposorcio che indica il cartello del nostro show al MEI, durante il quale abbiamo anche presentato il video del nuovo singolo ^______^

lunedì 1 dicembre 2008

La vita privata nell'impero romano

Immagine di La vita privata nell'Impero romano

Un consiglio se volete capire dove sono nati molti problemi dell'italia odierna, per esempio il sistema clientelare basato sull'evergetismo. Come quasi ogni cosa, si tratta di eredità che fanno parte del nostro vero e proprio modo di vedere il mondo, del nostro essere animali culturali.

È istruttivo vedere da dove siamo venuti. E ha il pregio di essere un libro molto vivido, non tecnico, che restituisce un ritratto fresco del modo di pensare dei romani.
Come erano considerati i liberti?
Come si giustificava il sistema sconsiderato dell'edilizia pubblica?
Cosa significava davvero avere una carica civica? Esisteva davvero una classe di mercanti?
Cosa era considerato pubblicamente disdicevole nella condotta di un pater familias?
Come si recuperavano i crediti?
I processi si basavano davvero sul diritto?
Cosa si cantava per strada agli avari?
Tutto, fin nel dettaglio. Leggetelo ^___^