giovedì 29 gennaio 2009

La finta Repubblica


Avete presente quello che ha detto Di Pietro su Napolitano?
Sul silenzio "omertoso" del Presidente della Repubblica?
Dai che lo sapete: tutti gridano allo scandalo e indicano l'untore come uno che vilipende le sacerrime istituzioni della nostra illuminata Repubblica.
Io ritengo stia dicendo esattamente ciò che dovrebbe di fronte alla mollezza di un Presidente incapace di leggere le leggi che gli vengono sottoposte.

Tutti dicono che il Lodo Alfano sarebbe rispondente ai rilievi avanzati dalla Consulta nella sentenza del gennaio 2004 che bocciava il Lodo Schifani. 

QUESTO E' FALSO.

Questo Lodo si divora l'Art. 3 della Costituzione perché rende alcune persone, in virtù delle loro condizioni sociali (il ruolo istituzionale ricoperto), diseguali davanti alla legge rispetto agli altri cittadini.

La Sentenze della Consulta del 2004 contro il lodo Schifani, identico nel merito dei suoi effetti a quello Alfano, dice che:

Alle origini della formazione dello Stato di diritto sta il principio di parità di trattamento rispetto alla giurisdizione, il cui esercizio, nel nostro ordinamento, sotto più profili, è regolato da precetti costituzionali.
E non da leggi ordinarie approvate a maggioranza semplice laddove l’Art.138 della Costituzione specifica chiaramente cosa è necessario fare per cambiarla.
A parte un paio di dettagli, il Lodo Alfano è identico a quello Schifani, già bocciato dalla Consulta. L’unica differenza è che è rinunciabile e vale per una sola legislatura, mentre l’altro era automatico e illimitato.

Il Lodo Schifani fu bocciato anche perché sospendeva i processi per

tutti gli ipotizzabili reati, in qualunque epoca commessi, che siano extrafunzionali, cioè estranei alle attività inerenti alla carica
Come l’Alfano.
Era automatico, cioè scattava:

senza alcun filtro, quale che sia l’imputazione e in qualsiasi momento dell’iter processuale, senza possibilità di valutazione delle peculiarità dei casi concreti
Come l’Alfano.

Inoltre è assurdo, scriveva la Corte nel 2004, "accomunare in unica disciplina cariche diverse non soltanto per le fonti di investitura, ma anche per la natura delle funzioni e distingue, per la prima volta sotto il profilo della parità riguardo ai princìpi fondamentali della giurisdizione, i Presidenti delle Camere, del Consiglio dei ministri e della Corte costituzionale rispetto agli altri componenti degli organi da loro presieduti". Il che conferiva alla norma "gravi elementi di intrinseca irragionevolezza".

Bene.
Detto questo leggete questo stralcio di un articolo di giornale di oggi.

Oltre che oltraggiose, le parole del leader dell'Idv sono pretestuose. Di Pietro, nella sua foga populista, sbaglia totalmente il bersaglio. Lo sbaglia sul piano istituzionale. Nel momento in cui imputa al Quirinale il mancato veto sul Lodo Alfano, cade ancora una volta nella furia giustizialista, e a tratti un po' qualunquista, del girotondismo e del grillismo. L'ultima norma salva-premier è e resta una legge-vergogna, tagliata a misura del Cavaliere. Ma come già accadde con il Lodo Schifani ai tempi di Ciampi, anche il Lodo Alfano ai tempi di Napolitano non appare "manifestamente incostituzionale", e dunque il presidente della Repubblica, Costituzione alla mano, è chiamato alla promulgazione. Sarà la Consulta, nel suo successivo giudizio di merito, a valutarne l'effettiva legittimità.
Crediateci o no, è un presunto giornale di opposizione, La Repubblica.
Con una informazione così non c'è da stupirsi se viviamo in una Finta Repubblica.

PS: per completezza
Qui c'è la sentenza della Consulta sul Lodo Schifani
Qui c'è il Lodo Schifani
Qui c'è il Lodo Alfano

Giudicate un po' voi...

3 commenti:

  1. Ammetto di non aver letto il Lodo, quindi non sono informato su quel che riporti. Di per certo sono assolutamete contrario al fatto che si additi Di Pietro come una sorta di blasfemo pazzoide. Fra l'altro mi pare non abbia detto che "Napolitano è mafioso" ma che "il silenzio è mafioso", e su questo non si può che concordare. Per altro, ritengo che le parole di Di Pietro volessero solo essere uno sprono alle coscenze, compresa quella del Capo dello Stato, che però nn può non firmare una legge solo perchè non gli piace. Devono esserci dei fondati e comprovati elementi di incostituzionalità. Se quel che dici è vero, allora ha sbagliato, ma la consulta che ne dice? è stata fatta una verifica di incostituzionalità?
    Saluti

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  2. @ Andreacamporese

    Qui c'è la sentenza della Consulta sul Lodo Schifani
    http://www.ricercagiuridica.com/sentenze/index.php?num=2714

    Qui c'è il Lodo Schifani
    http://www.camera.it/parlam/leggi/03140l.htm

    Qui c'è il Lodo Alfano
    http://www.camera.it/parlam/leggi/08124L.htm

    Vedi un po' tu :D

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  3. A sto punto sarebbe interessante rivalutare il significato della parola terrorista.
    Uno che si sdraia su un tetto e spara in testa a Berlusconi e a Schifani, è davvero un terorista?
    Io non voglio fomentare questo metodo, che non risolve affatto i problemi.
    Ma se qualcuno lo dovesse fare, non lo chiamerei terrorista.

    /ironic

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