
Ciao belli!
Come va? Qui più o meno tutto bene. Oh, e buon anno nuovo: non sciupatelo subito tutto come quello vecchio, questo fatevelo durare ^______^
Oggi torno a parlare di un tema tipico di Talkin' Rapper, ma il digiuno dall'attualità per me non finira fino alla laurea. Dopo, forse, questo blog tornerà ad essere interessante (se lo era, poi).
Il tema tipico è "i diritti civili". Più specificatamente, il diritto di ognuno a tenere per sé la propria vita privata, anche informatica, a meno che non ci siano fondati motivi per cui le forze dell'ordine ritengano di cominciare delle indagini.
La notizia è abbastanza bomba: la civilissima Gran Bretagna, fin dal 1994, usa strumenti illegali per recuperare informazioni riservate sui suoi cittadini. Questi strumenti sono dei malwarez analoghi a quelli che vi arrivano in allegato alle mail che si propongono di donarvi il pene di un elefante, solo che sono "di stato" invece che diffusi da pirati informatici.
Il che non li rende più legittimi, tutt'altro.
Quell'abbastanza è lì perché la cosa non mi sorprende più di tanto. Mi sorprende piuttosto che non siano riusciti a tenerlo segreto con più accuratezza.
Non sono nemmeno i soli.
La faccenda mi ricorda il fin troppo citato Grande Fratello orwelliano di "1984" con le sue telecamere. Primo perchè la diffusione di questi malwarez è casuale:l'articolo di PI non specifica, ma se funzionano come ogni altro malware non si può dire chi lo installerà e chi no.
Quindi il monitoraggio portato avanti da questi software è RANDOM, cioé colpisce cittadini a caso.
Come dice PI:
l'Home Office, sulla scia del pronunciamento del Consiglio dei Ministri europeo, starebbe insinuando nel quadro normativo la possibilità per le forze dell'ordine di scandagliare i computer dei cittadini e di monitorare le loro attività senza bisogno di alcun mandato. Così come proposto in Germania, si tratterebbe di perquisizioni a distanza: basterebbero malware veicolato da una email o strumenti per penetrare nella rete WiFi del sospetto, basterebbe un "ragionevole sospetto" nei confronti del cittadino che potrebbe commettere un crimine punibile con almeno tre anni di carcere, basterebbe dichiarare che penetrare nel computer dell'individuo sia una misura proporzionata al crimine che si ritiene covi nella sua mente.La qual cosa io chiamo "processo alle intenzioni", "restrizione dei diritti civili", "autoritarismo informatico" e via dicendo.
Questo solo per dire: vedete dove ci ha portato questa pretestuosa "guerra al terrore"? Una mera scusa per stringere la presa del controllo sulle risorse naturali, sull'economia di mercato e, ovviamente, sul popolo bue, che per consentire certe manovre (fallimentari, come dimostra la crisi economica gravissima di cui abbiamo visto a malapena il blando inizio) deve stare zittino.
E le rivolte animate da giusto furor devono essere soffocate.
Nel quadro, ovviamente, non sfigura (anzi, ai governi serve) un continuo monitoraggio a random delle attività informatiche: abbiate paura, così obbedirete a chi dice di proteggervi.
Tipo questi governi o, per esempio, la mafia.
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3 commenti:
Questa però me la devo leggere bene, I love England, non dirmi questo.
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Ne farei a meno anch'io. Devo leggermi un po' di roba tecnica.
Potendo scegliere, la mafia è più affidabile.
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