giovedì 30 aprile 2009

Peace, unity, love and havin' fun


L'Hip Hop è tutto.
Non solo peace, unity, love and havin' fun, non solo quello codificato da Afrika Bambaataa e la sua Zulu Nation - in cui peraltro non mi identifico affatto perché è contraddittoria al suo interno e tratta l'HH come una religione, il che fa a pugni con ogni cosa che so della vita.
L'HH è tutto sul serio.

L'HH è quando nasci benestante e ti ritrovi povero a 8 anni perché tuo padre ha deciso di aver sbagliato a mettere su famiglia e lascia tua madre nei debiti e nella merda, esattamente in quest'ordine.

L'HH è quando tua madre ti dice che ora hai parte della responsabilità per l'educazione di tua sorella più piccola, perché sei l'uomo di casa, devi dare l'esempio, devi fare un po' il papà. A 8 anni.

L'HH è quando alle medie sei grasso e miope, e le prendi ogni giorno, ogni giorno ti buttano nel fango in giardino, o ti fanno rotolare lungo il vialetto di ingresso della scuola, quando ridono di te e ti sputano addosso, quando ti levano gli occhiali e ti fanno stare in classe senza, quando lo dici terrorizzato alla prof e quel che rimedi, dopo, sono altre botte.

L'HH è quando racconti queste cose a tua madre e lei ti dice di non reagire, non reagire mai, perché devi essere superiore a loro, perché devi avere dignità.

L'HH è quando capisci che questo significa che devi solo subire, sempre e comunque, che non hai diritti, che non vali niente, che sei feccia rispetto ai prepotenti.

L'HH è quando torni a casa da scuola e, di quando in quando, c'è chi ti pesta per le tue scarpe, il tuo cappello, il tuo zaino, i tuoi soldi, e se non hai niente te ne danno il doppio.

L'HH è quando nascondi queste cose a tua madre, tanto sai cosa dirà, e i grossi lividi che hai addosso li tieni per te, e menti.

L'HH è quando reagisci per la prima volta, goffamente, piangendo dalla paura e urlando forte per la rabbia, mulinando le braccia a caso, chiudendo i pugni e sperando colpiscano... e te ne danno il doppio, checcazzo, ma come ti permetti?

L'HH è quando reagisci per la seconda e la terza volta, provando a mirare ai coglioni, ai nasi, agli occhi, e improvvisamente nessuno vuole più le tue scarpe, il tuo cappello, il tuo zaino, i tuoi soldi, e vanno a cercarsi qualcuno più facile.

L'HH è quando decidi che non alzerai mai più le mani contro un essere umano, perché essere stato costretto a farlo ti ha dato i conati di vomito, ti ha spaventato, ti ha fatto piangere e ti ha sconvolto più che nei casi in cui non reagivi. Perché hai capito che quella violenza è troppo facile, rende feccia anche te, nessuna differenza.

L'HH è quando ti convinci che ogni rapporto umano può essere, se non splendido, almeno non aggressivo, basterebbe che tutti ragionassero senza prediligere i propri ottusi sentimenti personali rispetto alla realtà dei fatti.

L'HH è quando capisci che queste cose puoi dirle a tutti, perché hai a disposizione l'unico vero contributo innovativo degli esseri umani all'universo: il linguaggio.

L'HH è quando scopri che le tue emozioni devastanti, che ti portano in giro come il vento le foglie, si possono tirare fuori e scrivere su carta.

L'HH è quando scopri che puoi metterle in metrica.

L'HH è quando scopri che puoi cantarle per farci la musica più bella del mondo, quella che richiede che tu sia sincero, che parli di quello che pensi e provi, che dica la verità. Senza paure né vergogne, perché quello è L'HH.

L'HH è quando ti rendi conto che per uscire dai tuoi due ghetti, quello in cui vivi e quello che hai dentro, l'unica è diventare migliore della gente che ci abita. Incluso te. L'unica è essere diverso da loro. L'unica è avere un progetto.

L'HH è quando scopri che l'HH è il mezzo con cui fare questo, perché l'HH è sfida e la sfida richiede di migliorarsi sempre, di lavorare su se stessi.

L'HH è quando ti rendi conto che le tue potenzialità vanno coltivate, o la tua esistenza è fatta di tempo perso.

L'HH è quando incontri altra gente che la pensa come te e diventi parte di un qualcosa di più grande per la prima volta nella tua vita.

L'HH è quando sali per la prima volta su un palco e finalmente, finalmente, tutto quello che sei è lì, nudo, e ogni tua cellula grida in 4/4 quel che provi e pensi. E quando scendi qualcuno viene a dirti "bravo", e capisci che non puoi più fare a meno del microfono.

L'HH è quando ti rendi conto che proiettare fuori di te il modo in cui veramente pensi vada il mondo serve da filtro e allontana tutti coloro che non sono in grado di capirti, facendoti risparmiare tempo e delusioni.

L'HH è quando incontri altre due persone con cui decidi di scommettere l'intera vita sull'arte che siete in grado di creare insieme.

L'HH è quando diventi adulto.

L'HH è tutto.

9 commenti:

  1. Bravo

    Von Sadick

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  2. Questo è il mio ragazzo! ^_______^

    la M

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  3. E quella è la M! Grazie del commento, tesoro ^_____^

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  4. L'HH è quando ascolti una frase detta da chiunque e pensi che un bum cha sotto ci stava proprio bene.

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  5. L'HH è quando vai a un concerto e se stai un po' giù, bastano le prime 2 battute per stare fomentato durante il concerto e i 2 giorni dopo a venire (qualsiasi riferimento a busta rhymes visto domenica è casuale..)

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  6. L'HH è anche italiano. daje sm58

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  7. 'HH è quando scopri che le tue emozioni devastanti, che ti portano in giro come il vento le foglie, si possono tirare fuori e scrivere su carta.
    Sei quindi a favore o contro i c.d. "coscienti rapper" cioè coloro che scrivono un testo magari anche di getto e poi però come si trattasse un romanzo o di un film lo rivedono e correggono,studiano come meglio interpretarlo ecc?
    Ammetto che la distinzione tra chi è cosciente e chi no in certi casi è davvero difficile..
    ALL

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  8. @ ALL

    Quella fra rapper "coscienti" e non è una distinzione su cui non sono d'accordo ^___^

    Quello che dici presuppone che ci siano rapper che scrivono i testi di getto, sempre e comunque, poiché hanno fatto la scelta stilistica di essere assolutamente "diretti" e lo incidono indipendentemente dal fatto che sia riuscito o meno. Altri che se la studiano.
    Dei primi non ne conosco nemmeno uno.

    Posso capire che, alla ricerca di una assoluta spontaneità, un "be real" estremo, qualcuno possa percorrere questa strada, ma mi sembra controproducente. Limitante.

    Io di solito scrivo di getto, una volta deciso l'argomento del pezzo, ma la maggior parte delle correzioni avviene in modo consapevole nel corso della scrittura ("questa rima qui non va, ma posso dire meglio quel che ho in mente se faccio assonanza così e colà" etc). Metafore, cadenze, interpretazioni etc, invece, vengono un po' tutte insieme man mano che procedo, spontaneamente. Dopo aver chiuso la strofa di solito correggo poco: ho detto quel che volevo (dopotutto la scrivo proprio per quello) e l'ho fatto con la mia tecnica e le mie trovate.

    Sono cosciente o no?
    Una via di mezzo?

    E poi una canzone è un'opera artistica quanto un film, un romanzo, una piece teatrale... quindi perché non fare in modo di dare il meglio di sè? Perché esprimere meno di quel che potrei solo perché non si può correggere dopo?

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  9. Eh già..mi sembra siamo d'accordo sul fatto di preferire un testo più espressivo ad un freestyle che pur dotato di realismo estremo nn lo comprende appieno nemmeno chi l'ha scritto.. ; )
    Io poi personalmente impazzisco quando si utilizzano le storie i personaggi e le caricature ironiche..

    un big up per il GOBB!!

    ALL

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