venerdì 31 luglio 2009

Prima era fidato, ora è nuvola


Un tempo, se vi ricordate, una delle più grandi minacce alla libertà digitale veniva dal Trusted Computing (andate qui per farvi un'infarinatura e qui per capire come mai è - era? - così pericoloso).

Uso il passato non per nulla: con il fondamentale fallimento di Vista come IL sistema operativo Trusted, insuccesso dovuto a ragioni prettamente commerciali (diciamolo, è uno sporco pezzo di software del cazzo), ora c'è chi studia una nuova frontiera del "facciamoci i cazzi vostri".

Io non faccio il broker e non ho di certo il polso del mondo finanziario legato al web, ma sento fare discorsi, da più parti, su un futuro fatto di Cloud Computing (CC).
Sapete cos'é? No?
Allora continuate a leggere che vi fornisco qualche indizio.

Uno dei primi a implementarlo per bene è sicuramente stato l'onnipresente (e sempre più avanti) Google, con la sua Gmail. Ricordate quando eravate abituati a usare un client di posta per scaricare tutte le mail sul vostro disco rigido? Che quando il PC decideva di schioppare si bestemmiava San Backup e la sua assenza?
Gmail ha posto fine a quell'era offrendo da principio UN GIGA DI SPAZIO (in un mondo di caselle email da 25 o 50 MB O___o) con lo slogan "non buttare via niente!", ed è arrivata - nel momento in cui scrivo, ho controllato - a quasi 7 GIGA E MEZZO.
Scusate le maiuscole.
E così ecco un sistema strepitoso di accedere a TUTTE le proprie mail da qualsiasi PC connesso. Fico!

Ma cosa c'entra con la privacy?
Oh, non starete scherzando?
Se la usate lo sapete, vero? Sapete che i vostri messaggi d'amore, le vostre lettere agli amici, le mille cosacce discutibili che pensate e scrivete tutti i giorni non sono fisicamente lì in casa con voi, sul vostro riservato computerello, ma nei server esteri di un'azienda che usa quel che digitate per mostrarvi annunci pubblicitari... vero?
Sapete che quei dati non sono più riservati nè tantomeno di vostra esclusiva proprietà (EULA, questa sconosciuta)... VERO?!?

Questo è il succo del nuovo modo di farsi i cazzacci vostri.
Non più un software installato sul vostro PC, ma un servizio fornito via Internet tramite il browser.
Su cui voi non avete alcun controllo se non quello, apparente, che esercitate quando impartite comandi all'interfaccia ("Scrivi messaggio" è il massimo della libertà, direi).

Dopo Gmail, ecco Google Docs. Stesso principio: i dati non sono sul vostro PC, sono sui PC di Google che ve li tiene e ve li fornisce ogni volta che accedete all'account. Stavolta però sono i documenti che create, non solo le email.
Tutto un altro livello di contenuti, probabilmente, no?

Il sistema ha anche alcuni altri lati negativi. E se vi serve la mail che avete mandato ieri ma la vostra ADSL non funziona? E se i server di Google sono in manutenzione, o guasti? E se vi lasciate loggati e un collega passa a farsi i cazzi vostri mentre siete alla macchinettà del caffè? E se i server della grande azienda vengono violati (in caccia di dati) e/o distrutti (in caccia di emozioni) da un hacker, cosa molto più probabile per quelle macchine lì (che contengono i cazzi vostri, cioé moneta sonante) che per un modesto PC domestico?
Ora provate a immaginare che questo possa accadere con l'intero vostro PC, al punto da renderlo inutilizzabile in modo imprevedibile e capriccioso.

Da quei tempi infatti il concetto si è espanso molto, e da qualche anno si parla di interi sistemi operativi online. Così non dovrete più spendere una follia per comprare licenze di Office, o hard disk USB (sì, il CC passa anche per lo storage online, figuriamoci), e anche il pc potrà costare di meno perché non sarà necessario usare dell'hardware potente se tutto quello che dovrete usare sarà un browser!
Quanti vantaggi!
Ma prova a scrivere qualcosa di inviso al proprietario del tuo computer.
Prova.

Forse a qualcuno sfugge, ma un tale OS non è sotto il vostro controllo.
Manco per sbaglio.
Chi ve lo fornisce ne è il proprietario. Può sapere - per vostra graziosa e volontaria concessione - che musica ascoltate, che film vedete, che prodotti comprate online, che siti visitate... e leggere quel che scrivete, sapere quel che pensate, cancellare o censurare quel che non vogliono diciate.

Ancora no. Forse.
Ma io non sottovaluterei.

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