giovedì 30 aprile 2009

Peace, unity, love and havin' fun


L'Hip Hop è tutto.
Non solo peace, unity, love and havin' fun, non solo quello codificato da Afrika Bambaataa e la sua Zulu Nation - in cui peraltro non mi identifico affatto perché è contraddittoria al suo interno e tratta l'HH come una religione, il che fa a pugni con ogni cosa che so della vita.
L'HH è tutto sul serio.

L'HH è quando nasci benestante e ti ritrovi povero a 8 anni perché tuo padre ha deciso di aver sbagliato a mettere su famiglia e lascia tua madre nei debiti e nella merda, esattamente in quest'ordine.

L'HH è quando tua madre ti dice che ora hai parte della responsabilità per l'educazione di tua sorella più piccola, perché sei l'uomo di casa, devi dare l'esempio, devi fare un po' il papà. A 8 anni.

L'HH è quando alle medie sei grasso e miope, e le prendi ogni giorno, ogni giorno ti buttano nel fango in giardino, o ti fanno rotolare lungo il vialetto di ingresso della scuola, quando ridono di te e ti sputano addosso, quando ti levano gli occhiali e ti fanno stare in classe senza, quando lo dici terrorizzato alla prof e quel che rimedi, dopo, sono altre botte.

L'HH è quando racconti queste cose a tua madre e lei ti dice di non reagire, non reagire mai, perché devi essere superiore a loro, perché devi avere dignità.

L'HH è quando capisci che questo significa che devi solo subire, sempre e comunque, che non hai diritti, che non vali niente, che sei feccia rispetto ai prepotenti.

L'HH è quando torni a casa da scuola e, di quando in quando, c'è chi ti pesta per le tue scarpe, il tuo cappello, il tuo zaino, i tuoi soldi, e se non hai niente te ne danno il doppio.

L'HH è quando nascondi queste cose a tua madre, tanto sai cosa dirà, e i grossi lividi che hai addosso li tieni per te, e menti.

L'HH è quando reagisci per la prima volta, goffamente, piangendo dalla paura e urlando forte per la rabbia, mulinando le braccia a caso, chiudendo i pugni e sperando colpiscano... e te ne danno il doppio, checcazzo, ma come ti permetti?

L'HH è quando reagisci per la seconda e la terza volta, provando a mirare ai coglioni, ai nasi, agli occhi, e improvvisamente nessuno vuole più le tue scarpe, il tuo cappello, il tuo zaino, i tuoi soldi, e vanno a cercarsi qualcuno più facile.

L'HH è quando decidi che non alzerai mai più le mani contro un essere umano, perché essere stato costretto a farlo ti ha dato i conati di vomito, ti ha spaventato, ti ha fatto piangere e ti ha sconvolto più che nei casi in cui non reagivi. Perché hai capito che quella violenza è troppo facile, rende feccia anche te, nessuna differenza.

L'HH è quando ti convinci che ogni rapporto umano può essere, se non splendido, almeno non aggressivo, basterebbe che tutti ragionassero senza prediligere i propri ottusi sentimenti personali rispetto alla realtà dei fatti.

L'HH è quando capisci che queste cose puoi dirle a tutti, perché hai a disposizione l'unico vero contributo innovativo degli esseri umani all'universo: il linguaggio.

L'HH è quando scopri che le tue emozioni devastanti, che ti portano in giro come il vento le foglie, si possono tirare fuori e scrivere su carta.

L'HH è quando scopri che puoi metterle in metrica.

L'HH è quando scopri che puoi cantarle per farci la musica più bella del mondo, quella che richiede che tu sia sincero, che parli di quello che pensi e provi, che dica la verità. Senza paure né vergogne, perché quello è L'HH.

L'HH è quando ti rendi conto che per uscire dai tuoi due ghetti, quello in cui vivi e quello che hai dentro, l'unica è diventare migliore della gente che ci abita. Incluso te. L'unica è essere diverso da loro. L'unica è avere un progetto.

L'HH è quando scopri che l'HH è il mezzo con cui fare questo, perché l'HH è sfida e la sfida richiede di migliorarsi sempre, di lavorare su se stessi.

L'HH è quando ti rendi conto che le tue potenzialità vanno coltivate, o la tua esistenza è fatta di tempo perso.

L'HH è quando incontri altra gente che la pensa come te e diventi parte di un qualcosa di più grande per la prima volta nella tua vita.

L'HH è quando sali per la prima volta su un palco e finalmente, finalmente, tutto quello che sei è lì, nudo, e ogni tua cellula grida in 4/4 quel che provi e pensi. E quando scendi qualcuno viene a dirti "bravo", e capisci che non puoi più fare a meno del microfono.

L'HH è quando ti rendi conto che proiettare fuori di te il modo in cui veramente pensi vada il mondo serve da filtro e allontana tutti coloro che non sono in grado di capirti, facendoti risparmiare tempo e delusioni.

L'HH è quando incontri altre due persone con cui decidi di scommettere l'intera vita sull'arte che siete in grado di creare insieme.

L'HH è quando diventi adulto.

L'HH è tutto.

mercoledì 22 aprile 2009

Pseudoscienza in cucina

Chi mi conosce sa che ho una discreta infarinatura scientifica: fisica e astrofisica (soprattutto), chimica, biologia, evoluzionismo, astronomia... c'è poco che non mi interessi, leggo molto e mi imparo le cose più strambe.

Sono quindi rimasto di stucco quando Striscia la Notizia, il programma che ha fatto dello "sgamare i furbi" il suo salvacondotto per perpetrare qualsiasi nefandezza propagandistica utile a Silvio, ha mandato in onda un servizio contro la gastronomia molecolare.

Nella fregola di sgamare qualche altro furbo, quelli della redazione si sono lasciati prendere la mano e hanno clamorosamente toppato. O magari hanno consapevolmente sollevato un polverone solo per il ottenere audience, chissà. E hanno mandato Max Laudadio a fare i danni, alle spese della credulità dei telespettatori.

Io vi riporto un articolo assolutamente corretto, per quel che ne capisco io, dal punto di vista scientifico. Controllate.
Sappiate una cosa prima, però: NON ESISTONO cose come gli "additivi chimici".
Esistono gli additivi. Si usano ovunque, sempre, in ogni cosa che mangiamo. E sì, sono chimici perché ogni cosa è chimica. Come dice  Bressanini nell'articolo, tutto è composto di atomi e molecole.

Fate gli homini sapiens, non videns: verificate sempre quel che vi dicono.

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Il finto scoop di Striscia la Notizia

tapiro.jpg

Mi tocca. Devo parlare di Striscia la Notizia. Sembra strano in una rubrica (quasi sempre) scientifica dover commentare un servizio di una delle trasmissioni più seguite della televisione italiana che, di solito, non ha come obiettivo divulgare la scienza ma piuttosto elargire tapiri, mettere in luce episodi di malcostume, mostrare belle ragazze e far fare quattro risate al pubblico. Tuttavia mi sono sentito punto sul vivo perché nel servizio (mi sono perso la diretta ma ho potuto vedere il video sul loro sito) faceva vedere il “bollito misto non bollito” di Massimo Bottura di cui ho cantato le lodi proprio qui, sul Blog, non più di tre settimane fa.
Download link
Ricordavo l’effetto della temperatura sul collagene, il colore della mioglobina, la morbidezza data dalla gelatina, la cottura a basse temperature eccetera eccetera. L’intervistatore, con una telecamera nascosta e con le voci alterate, manco dovesse filmare un incontro con uno spacciatore di ecstasy, fa sentire la spiegazione del piatto da parte, credo, del cameriere
Bollito misto non bollito
Sette diversi tagli vengono cotti a basse temperature sottovuoto per immersione, con capperi, acciughe, mostarda di cipolle e la ricostruzione della salsa verde che è a lievitazione.
Commento fuori campo con tono stile macchestaiaddì-aho
Capito? Bollito non bollito con aria di prezzemolo. Ma che cosa vuol dire?
Vuol dire che se uno si aspetta in un ristorante a due stelle Michelin di mangiare du spaghi aio oio e peperoncino forse non ha capito molto dove è andato a sedersi. Sarebbe come andare per la prima volta ad una rappresentazione del Flauto Magico alla Scala avendo visto sempre solo avanspettacolo, e uscire chiedendosi “ma che cosa vuol dire” ?
Mi piace la carbonara, l’amatriciana, adoro la polenta per non parlare dell’aio e oio, ma in cucina si può anche andare oltre ed apprezzare certe combinazioni e consistenze che normalmente non si provano nella cucina tradizionale. Mi piacciono sia Bach che i Led Zeppelin e Keith Jarret. E allora?
I gusti comunque sono gusti, e anche a me non piace la cucina che stupisce tanto per stupire, fine a se stessa. Il bollito non bollito di Bottura infatti mi è piaciuto, e mi ha stupito, perché era morbidissimo e buonissimo. In ogni caso, se fosse solo un caso di perplessità di fronte alla cucina d’autore, fenomeno assai diffuso, Striscia non ci avrebbe certo imbastito un servizio.
No, il tema principale erano gli “additivi chimici” e gli accusati erano lo Chef iperfamoso Ferran Adrià e la “chimica”. In cucina s’intende. Già, che cosa c’entra la chimica con la cucina? Beh, visto che leggete questo blog, già dal suo nome dovreste sapere la risposta ;-)
Ferran Adrià è salito alla ribalta, arrivando in cima alla classifica dei migliori Chef al mondo, grazie anche ad un uso intelligente di sostanze chimiche utilizzate da tempo dall’industria alimentare ma che ancora non erano entrare nel repertorio del “cuoco moderno”. Additivi.
Ora, prima di proseguire, se non siete lettori abituali di questo blog vi voglio ricordare che qui l’aggettivo “chimico” è assolutamente neutro, senza implicazioni emotive negative o connotazioni peggiorative. Come dovrebbe essere in un blog scientifico. Nel linguaggio comune invece, grazie anche a (dis)servizi come quello di Striscia, il termine “additivo” è usato in senso negativo. L’aggettivo “chimico” è, per un chimico come me, privo di senso accostato ad “additivo”, perché tutto è chimico, ogni cosa è composta da atomi e molecole.
L’uso corrente invece lo vorrebbe contrapposto a “naturale” ma questa distinzione è completamente priva di senso e frutto di una serie di pregiudizi. Dal punto di vista puramente scientifico non ci sono gli “additivi chimici” contrapposti agli “additivi naturali”, anche se a volte per questioni di puro marketing questo pregiudizio del grande pubblico viene sfruttato molto bene. Ad esempio quando comperate un “dado biologico senza glutammato aggiunto” state comprando nè più nè meno un dado con del glutammato (E621), solo che nell’etichetta viene nascosto da un più criptico “estratto di lievito naturale”.
Che cosa si intende realmente per «additivo alimentare» lo chiarisce la direttiva europea del 21 dicembre 1988
Ai fini della presente direttiva, per «additivo alimentare»si intende qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta internazionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico, nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente.
Prima di tutto notate che non c’è menzione dell’origine naturale o meno di un additivo (a differenza invece della normativa sugli aromi, ma quella è un’altra storia). Per quanto in molti, troppi, pensino il contrario, l’origine naturale o sintetica NON IMPLICA ASSOLUTAMENTE NULLA sulla eventuale salubrità o tossicità di una sostanza chimica, e questa deve essere assolutamente verificata caso per caso. E ovviamente tutti gli additivi autorizzati dall’Unione Europea (qui potete vedere la lista) sono stati sottoposti a verifica. La lista delle sostanze ammesse viene aggiornata regolarmente.
Notate poi che gli additivi non sono aggiunti “a capocchia” ma perché devono svolgere una ben determinata funzione, per donare una determinata caratteristica al piatto. Caratteristica che ovviamente, per questi cuochi, non è possibile da ottenere in altro modo, altrimenti non ce li  metterebbero.
Il chimico intervistato da Striscia dice una cosa vera, e cioè che la tossicità “dipende dalla dose”. L’abbiamo ripetuto decine di volte qui nel blog, ma questa frase incastonata nel servizio la fa sembrare solamente valida per gli additivi usati in cucina dai vari cuochi, mentre è valida per qualsiasi sostanza, naturale o meno, (avete presente il DHMO, il killer invisibile?) e vuole gettare un’ombra su queste “cattive sostanze chimiche” contrapposta al bel mondo naturale dell’aio e oio.
Quindi ho deciso di fare outing. Ebbene sì. Mi autodenuncio di fronte a Striscia e a tutti i lettori. Confesso pubblicamente di fare uso di teribbbili additivi chimici. Ho usato il pericolosissimo additivo E441 per preparare la mia granita algebrica e ne ho anche coscientemente propagandato l’uso. Confesso anche di usare il pericoloso E440 per preparare marmellate e confetture. Un pizzico di corrosivi E330 o E336 quando preparo le meringhe, per non parlare di tanti altri Exxx che infestano la mia cucina. E la vostra!
Eggià, perché “sparare” nel mucchio sugli additivi, contrapposti alla “buona cucina di una volta” (stile ma vuoi mettere un bel piattone di spaghetti?), senza distinguere QUALI additivi si usano è semplicemente indice di ignoranza. Di cui senza pudore si va addirittura fieri.
Le sostanze della “cucina molecolare” (e ho detto più volte che questo termine non mi piace per nulla) sono generalmente gelificanti, emulsionanti o addensanti, quasi tutti derivati da alghe o da altri vegetali.  Sono guardati con sospetto da alcuni SOLAMENTE per un fatto culturale e per ignoranza: sono sostanze a cui non siamo abituati e non troviamo al supermercato.
Nessuno si scandalizza quando usiamo la gelatina (colla di pesce, E441, che ho usato per la granita) perché sono secoli che si usa. Nessuno chiama il sale da cucina un “additivo” (in senso peggiorativo) perché sono millenni che si usa. Però l’Agar Agar (E406, addensante e gelificante, usato in modo intelligente e creativo da Adrià, Blumenthal, Bottura e tanti altri ottimi cuochi) non fa parte della nostra cultura e quindi alcuni lo guardano con sospetto. Altri invece lo comperano nel negozio di alimenti “biologici e naturali”. Ma guarda come è vario il mondo.
Una cosa analoga succede con il glutammato (E621): nella cucina asiatica è almeno dal 1907 che si usa, in polvere, e ogni casa cinese o giapponese accanto al barattolo del sale ha quello del glutammato (componente fondamentale di molte zuppe giapponesi tradizionali).
In occidente invece non lo abbiamo mai usato e allora abbiamo un pregiudizio culturale e lo chiamiamo “additivo”, ed è per questo che in molti cibi, spesso spacciati per “biologici e naturali”  viene “nascosto” sotto altre diciture più rassicuranti come “estratto di lievito”, “proteine idrolizzate” e così via. Salvo poi scoprire che il Parmigiano Reggiano è l’alimento con più alta concentrazione di glutammato. “Naturale” eh….
Certo, non tutti gli additivi sono uguali, ed è per questo che alcuni hanno dei dosaggi ben precisi e devono essere usati in modo controllato. E l’industria alimentare in questi anni ci ha marciato, aggiungendo a volte additivi alimentari al solo scopo di coprire la scarsa qualità delle materie prime. Altri invece sono innocui o addirittura benefici. L’Acido L-ascorbico ad esempio. Codice E300. Chiamato volgarmente vitamina C. Il bel blog di Gianna Ferretti, Trashfood, parla spesso di additivi, se volete chiarirvi un po’ le idee.
Una delle “accuse” tipiche è che le tecniche di Adrià e Blumenthal non sono state inventate da loro ma prese dall’industria. È abbastanza vero, ma che accusa è? Chi pronuncia questa frase in senso accusatorio manca di un po’ di prospettiva storica sulla storia dell’alimentazione e della cucina. L’industria alimentare, la scienza e i cuochi (in particolare gli Chef francesi) sino alla fine del ‘800 sono sempre stati in stretto contatto. Scoperte scientifiche sugli alimenti e sui metodi di cottura venivano apprese e utilizzate nelle grandi cucine francesi e europee.
Quando il chimico tedesco Liebig (sì, quello che ha inventato l’estratto di carne) ha enunciato nel 1850 le sue teorie su come andava cotta la carne per fare il lesso, o per fare il brodo, o per un arrosto, queste dopo pochissimi anni erano già comparse sui manuali di cucina francese. Ironia della sorte poi quelle teorie si rivelarono errate, anche se ancora ancora adesso a volte si insegnano negli istituti alberghieri, ma anche questa è un’altra storia.
Questo rapporto tra cuochi e scienziati si è interrotto nel ‘900. I cuochi si sono allontanati dalla scienza e dalla tecnica e si sono avvicinati, psicologicamente, più all’arte. Si sono sentiti artisti e quindi hanno abbandonato i legami con la parte più tecnico-scientifica della loro professione. L’industria alimentare intanto ha continuato a sviluppare processi e sostanze.
Tutte innovazioni di cui gli Chef sono rimasti ignari. Tanto per dire, la cottura a basse temperature è almeno un secolo che si conosce, ma gli Chef l’hanno appresa solo pochissimi anni fa (e magari qualcuno la spaccia per una invenzione recente ;-)  )
Dicevo che molti cuochi utilizzano vari gelificanti moderni. Questi sono stati sviluppati per estendere l’applicabilità della gelatina classica (colla di pesce) che ha il difetto, ad esempio, di non reggere le basse temperature e di sciogliersi sopra i 40 gradi. Ecco allora comparire l’Agar-Agar, pectine varie (in realtà sempre utilizzate, anche senza saperlo, quando si fa una marmellata) e così via. Gelatine che resistono alle temperature, ad esempio, di un brodo caldo che può quindi essere “rinchiuso” in un involucro di gelatina morbida che “esplode” in bocca.
Vero, sono tutte sostanze che l’industria alimentare ha usato per decenni in prodotti spesso di bassa qualità. Ma la bassa qualità non è dovuta all’Agar-Agar che, poverello lui, serve solo a dare una determinata consistenza, ma al resto delle materie prime.
Per farla breve, l’intelligenza di Ferran Adrià, Heston Blumenthal, Pierre Gagnaire e altri è stata quella di recuperare i rapporti “culturali” con l’industria, gli scienziati e la scienza, intesa come ricerca sugli alimenti e i processi di trasformazione e di cottura. Hanno cominciato ad utilizzare in modo creativo e intelligente tutti quei processi e sostanze che erano stati scoperti negli ultimi 70 anni ma che gli Chef non avevano mai usato. Loro semplicemente invece che produrre merendine industriali hanno usato quelle sostanze e quella conoscenza in modo creativo.
Sempre l’innovazione porta ad uno scontro culturale, nel caso in questione con quelli che “Ma vuoi mettere un piattone di spaghetti aio e oio?”
Che, per carità, sono buonissimi, l’ho già detto, ma questo non significa che ci si debba cristallizzare.
Sparare nel mucchio come ha fatto Striscia serve solo a spargere un po’ di disinformazione, a perpetuare il mito che gli “additivi fanno tutti male”, (che tanto sono tutti uguali no? Che vuoi che sia un atomo di carbonio in più o in meno. Come i politici no? Tanto l’è tutto un magna magna).
I gelatai più tradizionalisti usano come addensante la farina di semi di carrube. E ne vanno fieri. Un additivo tradizionale. E410 della lista di additivi ammessi dalla UE. Forse che Striscia vuole fare un salto anche da loro con la telecamera nascosta?
Questa sera Striscia promette altre mirabolanti rivelazioni. Chissà, forse parlerà del temibilissimo gelato al “nitrogeno” liquido, che detto così incute timore ma se lo chiamiamo azoto e diciamo che costituisce il 78% dell’aria che respiriamo forse facciamo un servizio migliore al consumatore.
Ad un video si deve rispondere con un video. L’ho già usato in passato, ma anche questa volta lo spezzone di Nanni Moretti “parlo mai di astrofisica io?” è più che mai appropriato.
Buona visione.

Dario Bressanini
Aggiornamento con la nuova puntata:
Download link
Il povero Ferran, alle “accuse” dell’intervistatore risponde, giustamente che “tutto è chimica” a partire dal sale e lo zucchero. Ma evidentemente l’intervistatore non capisce il senso della risposta e insiste con i suoi “additivi chimici”
E per carità, stendiamo un pietoso velo sulle penose dichiarazioni del signor Bigazzi a “la Prova del Cuoco” per cui questa cucina è per “dei co#lioni con i soldi”. Il video di Nanni Moretti vale sempre…
Qualche link:
Disinformazione Scientifica: di Marco Cerini
il Papero Giallo di Stefano Bonilli
Dissapore: la cucina molecolare spiegata a Striscia
Trashfood: cucina molecolare reloaded di Gianna Ferretti



martedì 21 aprile 2009

Droga: Il Frutto Proibito è Sempre il più Succoso

Da Mentecritica, ad opera di Cambiamo Pianeta.
Sottoscrivo ogni parola.


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Droga: Il Frutto Proibito è Sempre il più Succoso

Oggi ho finalmente deciso di scrivere di un argomento sul quale, con amici, parenti e vicini, ho frequentemente dissertato e, soprattutto, ho sentito spesso analizzare, dibattere, sviscerare da più parti del mondo politico che, sempre meno e sempre peggio, ci rappresenta. Aargomento che ora posso mettere nero su bianco affinchè il mio pensiero semplice possa essere letto, condiviso, criticato e magari migliorato.
foglia di marijuana

La normativa attuale su detenzione, produzione, spaccio e uso di droga (D.P.R. n. 309/1990 Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), recentemente modificata dalla legge numero 49/2006, fortemente voluta dalla diabolica coppia Giovanardi-Fini, non prevede più, proprio a seguito della lungimiranza e lucidità dei nostri cari parlamentari, la distinzione fra droghe leggere e pesanti, apportando di fatto un inasprimento delle sanzioni e delle pene a carico del trasgressore. Lo Stato, così facendo, ha ribadito, se mai ce ne fosse stato bisogno, la propria posizione nei confronti della piaga degli stupefacenti, rafforzando la logica proibizionistica che da sempre impera nel nostro paese ipocrita e bigotto.
Manifesto antiproibizionista americano
Per quanto ne so, storicamente il proibizionismo come strumento di contrasto di un fenomeno criminoso ha sempre portato ad insuccessi eclatanti, generando paradossalmente terreno fertile per il prosperare degli interessi delle svariate organizzazioni malavitose e consolidandone la presenza sul territorio. Porsi in contrasto con la criminalità organizzata su un piano puramente giuridico-militare ha prodotto ben pochi risultati a fronte dei costi enormi che lo Stato si è dovuto sobbarcare sia in termini finanziari che di vite umane. Il commercio clandestino di stupefacenti costituisce uno dei principali introiti per le numerose associazioni delittuose, una ricchezza enorme e difficilmente quantificabile che porta nelle casse di tali gruppi flussi di denaro imponenti e si sa, il denaro è potere con esso si costruiscono alleanze, si comprano coscienze, consensi, appoggi, omertà e connivenze si intensifica l’influenza sulla società a diversi livelli: verso il basso creando dipendenza diretta su chi abusa di droghe e su chi vive di questa economia parallela verso l’alto invece distorcendo le stesse strutture dello Stato che dovrebbero operare nella lotta al crimine.
Non migliori sono i risultati che il proibizionismo coglie come deterrente. E’ noto, infatti, che l’utilizzo di stupefacenti è diffusissimo, esteso ed in costante crescita.
stoned on deviantart 
Considerando quindi gli insuccessi che lo Stato italiano ha collezionato nel tentativo di risolvere un così vasto e drammatico problema e la manifesta inadeguatezza della attuale classe politica, l’unica conclusione logica e possibile consiste in un radicale cambiamento di rotta, rivoluzionando la visione stessa che del problema si ha svincolandosi da una mentalità perbenista che ci affligge e ci imprigiona e dilatando il nostro pensiero, spingendolo oltre gli impedimenti e gli ostacoli che tanti anni di condizionamento ideologico ci parano innanzi.
Partendo da un assioma, a mio modesto parere, inattaccabile, ovvero che si può intervenire unicamente laddove si è attivamente presenti (tradotto: lo Stato non può nulla dove è assente o passivo), ho individuato tre azioni a mio avviso necessarie per avere qualche chance di eliminare da un lato il dramma della tossicodipendenza e dall’altro il flagello della criminalità che su tale dramma prospera:
  1. Eliminare le norme vigenti al fine di
    1. ripristinare la distinzione fra droghe leggere e pesanti, che andranno inevitabilmente trattate e gestite diversamente
    2. depenalizzare e legalizzare l’uso degli stupefacenti, in modo che chi vive la terribile condizione di dipendenza cesserà di essere criminalizzato e stereotipato come reietto, delinquente o rifiuto della società, presupposti che portano a sicura emarginazione ed abbandonato. Spesso, purtroppo, il proibizionismo sfocia nel negazionismo, spinge in definitiva come ad processo, per molti versi anche comprensibile, di rimozione del fenomeno, quasi lo si volesse esorcizzare annegandolo nell’ignoranza e nella demonizzazione aprioristica e preconcetta, atteggiamento che è amplificato dalla sensazione di “coscienza pulita” derivante dall’illusione che si stia operando al meglio delle proprie capacità;
  2. Image selected by dM
  3. Eliminare il mercato nero dei narcotici, strappandolo alle mani delle organizzazioni criminali,in questo modo si assesterebbe un duro colpo alle fondamenta del sistema mafioso, rendendolo più debole e maggiormente vulnerabile. Lo Stato deve procedere alla realizzazione di strutture atte alla somministrazione controllata di queste sostanze. Strutture (che potrebbero nascere dal potenziamento ed allargamento di quelle già esistenti) congegniate allo scopo di accogliere il tossicodipendente e introdurlo in un percorso, mediante il supporto di medici e operatori qualificati, che lo porti, opportunamente seguito, alla disintossicazione ed al recupero totale della propria identità e dignità, per giungere, come ultima tappa del tragitto, al reinserimento. La somministrazione controllata consentirebbe l’avvicinamento del tossicodipendente ad un gruppo di specialisti in grado di assisterlo in ogni fase, con innegabili benefici anche in termini di tutela sanitaria e sicurezza dell’individuo in terapia (annientamento dei rischi di contrazione di terribili malattie come, ad esempio, AIDS ed Epatite C; scomparsa dei decessi legati all’assunzione di dosi eccessive o tagliate male), oltre che in ambito sociale attraverso lo smantellamento di tutta una serie di episodi collaterali dannosi. L’unica obiezione ragionevole che potrebbe venirmi mossa a questo punto è di natura morale. Lo Stato infatti, sostituendosi alla criminalità nella gestione dei narcotici, si verrebbe a trovare nella condizione di doversi rifornire delle sostanze stupefacenti e dover decidere le modalità perché questo rifornimento abbia luogo.
    piantagion di marijuana in India  
    Immagine di una piantagione di marijuana tratta da TrekEarth
    Non ritenendo possibile la stipula di accordi con il narcotraffico internazionale, quindi con i paesi produttori, Egli potrà unicamente decidere di produrre in prima persona,si tratterebbe di una produzione limitata e da destinarsi esclusivamente ad un uso terapeutico, ovvero inquadrato solamente nell’ambito dei percorsi di recupero attuati all’interno delle opportune strutture sanitarie e senza profitto alcuno. La produzione potrebbe tranquillamente essere finanziata con l’enorme quantità di denaro che si risparmierebbe attraverso la consistente riduzione delle spese attualmente sostenute per il contrasto del narcotraffico sul campo, che automaticamente verrebbe ridimensionato. Il problema morale risulta in questo modo attenuato fino a sparire del tutto se si considera l’immoralità che oggi, grazie appunto alle norme violentemente restrittive in vigore, dilaga per le vie, le piazze ed i quartieri di ogni città e, di contro, gli innumerevoli benefici che ne deriverebbero. Considero infatti infinitamente più immorale che:
    1. intere organizzazioni si arricchiscano sulla pelle di altri esseri umani, mettendo spesso sotto scacco un intero paese grazie al potere che da questa ricchezza deriva;
    2. il fenomeno dello spaccio getti intere zone urbane in una condizione di degrado e disagio insostenibili;
    3. si generino frequenti episodi di microcriminalità direttamente riconducibili al tossicodipendente spinto dalla necessità di procurarsi la dose;
    4. l’assunzione avvenga ovunque,lasciando ben immaginare quali siano le conseguenze possibili;
    5. migliaia di individui, abbandonati al proprio triste destino, possano morire per overdose ogni anno silenziosamente e nella più totale indifferenza delle istituzioni e dell’opinione pubblica;
    Signora con bandana di foglie di marijuana  
  4. Informare i cittadini in maniera esaustiva, mediante materiale appropriato e strumenti adeguati, liberi da ogni sorta o forma di pregiudizio o preconcetto, rendendoli pienamente consci di ogni aspetto del fenomeno, così da sradicare quell’aurea di attraente trasgressione, tutt’oggi ben presente in ogni ambiente della società, che ben prospera dove mancano consapevolezza e conoscenza. A quanti poi riempiono i propri comizi con elogi alla “famiglia”, abbandonandola nei fatti al proprio destino, si potrebbe ribattere che sì, essa ha necessariamente un ruolo fondamentale nell’educazione di una parte fondamentale della società: le nuove generazioni!! Quindi occorre stimolare al dialogo, eliminando ostacoli e paure permettendo un confronto sereno e utile fra genitori e figli, ma ancora più in generale, incentivare e sponsorizzare il dialogo nelle scuole, nelle associazioni, nei circoli e ovunque vi siano menti in grado di accogliere i giusti messaggi.

sabato 18 aprile 2009

Neonazisti in salsa verde


L'Italia non è un Paese razzista?
Informatevi meglio.
Siamo CIRCONDATI da feccia simile.

Da qui.

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Giovani padani: "Siamo invasi dai terroni"

«Non è giusto, siamo invasi! Ovunque ti giri sei sommerso da ‘sti qui che vogliono comandare loro, mi fanno venire la nausea», sbotta una novarese. «Troppi, ce ne sono troppi, meglio con contarli», ribatte un utente di Mondovì. «Ce ne sono tanti, ma molti dei loro figli crescono innamorati del territorio in cui sono nati e cresciuti», replica un magnanimo iscritto ligure. Ennesimo dibattito su immigrazione e presunte invasioni islamiche? No. Il sito è quello dei Giovani Padani, e l'oggetto della discussione è quanti siano i meridionali residenti nel nord Italia.

Non si tratta solo di un divertito passatempo: lamentando la mancanza di dati ufficiali («Purtroppo nessuno ha mai pensato di fare un censimento etnico in Padania, poiché siamo tutti "fratelli italiani"»), sul forum del movimento giovanile leghista con cura e dovizia vengono incrociate fonti diverse per tentare di fornire una risposta all'inquietudine che pare togliere il sonno ad alcuni simpatizzanti.

Così, ricorrendo ad una terminologia allarmante e servendosi del censimento del 2001, delle analisi di alcuni studiosi dialettali e di quelle relative alle migrazioni interne del dopoguerra (con una certa approssimazione dovuta all'impossibilità di conteggiare con precisione i «meridionali nati al nord da genitori immigrati o da matrimoni misti padano-meridionali») alla fine, tenendo comunque conto «del tasso di fecondità dei centro-meridionali in base al quale è possibile stimare 3 milioni di discendenti meridionali nati in Padania, compresi i bambini nati da coppie miste», il verdetto è di «9 milioni di individui, tra centro-meridionali etnici e loro discendenti puri o misti».

Una stima al ribasso secondo un utente milanese che arriva a denunciare, nelle statistiche, «la mancanza dei clandestini, cioè di quelli che sono qui di fatto ma non hanno domicilio o residenza padane».

Dati eccessivamente gonfiati, al contrario, per un altro giovane lombardo, perché «credo proprio che il meridionale al nord, specie se sposato con una padana, figli meno rispetto al meridionale che sta al sud». Una ragazza di Reggio Emilia, invece, pare poco interessata a parametri e variabili: «Non so quanti siano, non mi interessa il numero, so solo che sono troppi e che stanno rovinando una zona che era un'isola felice. Girando per strada difficilmente si incontra un reggiano! Purtroppo stiamo diventando una minoranza e i meridionali la fanno da padrone».

La Lega, si sa, ha oramai ampliato il proprio bacino elettorale, pertanto pure un simpatizzante salernitano si inserisce nella conversazione, e, quasi invocando clemenza («Io sono meridionale ma amo la Lega e odio i terroni che vengono qui al nord per spadroneggiare e per rompere i coglioni»), finisce col cedere allo stesso meccanismo di autodifesa visto attivarsi durante la recente campagna mediatica e politica anti-rom, quando, per riflesso, non pochi cittadini rumeni quasi si sono messi rivendicare distinzioni etniche dai loro connazionali residenti nei campi nomadi, poiché nel gioco all'esclusione c'è sempre chi sta un po' peggio: «Certi meridionali non possono essere espulsi perché italiani, ma, se si potesse fare una bella barca, sopra ci metterei i meridionali che non lavorano e gli extracomunitari, che sono più bastardi dei meridionali».

Qualche nordico animatore del forum non indugia nel mostrare comprensione e solidarietà al fratello salernitano, e si affretta a precisare come sia possibile ravvisare differenza tra "meridionali" e "terroni", spiegando che «terrone è colui che arriva e pensa di essere nel suo luogo di origine, e si comporta di conseguenza, tanto che nemmeno si offende se lo chiami terrone». Per taluni, addirittura, il luogo di origine non c'entra proprio nulla, perché «non è la provenienza che fa l'individuo, e nemmeno il sangue o il colore della pelle, ma unicamente l'atteggiamento».

L'insistenza dei più ostinati («Se ne dicono tante sui cinesi ma sicuramente li rispetto più di certi meridionali o marocchini o slavi perché almeno lavorano e si fanno i fatti loro») incontra obiezioni dalle quali emergono ulteriori sfumature d'opinione tra i giovani padani, quelli più "cosmopoliti", coinvolti nella surreale disamina, tanto che tra essi diviene possibile distinguere tra filantropi («Di meridionali ne conosco tanti e tanti miei amici sono meridionali, per me un meridionale è colui che è venuto e lavora onestamente»), progressisti («Esempi di integrazione con il passare degli anni si fanno più frequenti, sono esempi da non snobbare ma anzi da far diventare casi di scuola: piano piano li integreremo»), e possibilisti («Un meridionale che lavora e interagisce con gli altri vale quanto un settentrionale»). Su tutti, però, inesorabile cade il richiamo ad un maggior pragmatismo da parte dei realisti: «Siete in ritardo di 40 anni, c'è bel altra gente che invade le nostre città, purtroppo!».

Trascorso qualche giorno, sul forum viene avviata una nuova discussione: «Un test per capire a quale sottogruppo della razza caucasica apparteniamo». Un test scientifico, affidabile, perché «per una volta non ci si basa sul colore della pelle, dei capelli e degli occhi, ma sulla forma del cranio».

venerdì 17 aprile 2009

The Crisis of Credit Visualized


Spiegazione esemplare delle cause della crisi economica, presa da qui.
Dura dieci minuti, ma vale la pena.
Il prossimo che mi dice che il capitalismo preso così ha senso lo falcio.

giovedì 16 aprile 2009

Cosa si può dire, cosa no


Ci provano sempre, ci provano.
Di nuovo con Santoro.
E con Vauro.
Quelal vignetta lassù sarebbe irrispettosa dei morti. Scusa patetica.

Dire cose scomode a questo governo significa ritrovarsi a rischio lapidazione mediatica.
Non bastava l'editto bulgaro.

Atteggiamento fascista: ci sono cose che si possono dire, altre che no.
Il palinsesto lo decide chi governa perché, a dir loro, rappresentano la maggioranza dei cittadini e quindi sanno meglio di noi cosa questa maggioranza pensi, voglia e sappia.
'Fanculo.

Silvio invece può dire quel che vuole, anche che i terremotati si stanno facendo una bella vacanza in campeggio a spese del governo.
Tanto è per sdrammatizzare, no?
'Fanculo.

mercoledì 15 aprile 2009

Terremoto: abbiamo già dato


PRE-SCRIPTUM: scopro adesso, a qualche ora di distanza da quando ho postato, che la questione del "col cazzo che regalo un euro a quegli stronzi del governo" è addirittura assurta agli "onori" delle cronache nazionali a partire, sembra, da Marsala.it.
Vabbé, sono arrivato buon secondo (o terzo, o centomillesimo). Rimane il fatto che la penso esattamente come quel signore, punto.

Come sapete esiste un numero, organizzato dai principali gestori di telefonia mobile, a cui è possibile mandare un SMS al costo di un euro, che sarà poi usato dalla protezione civile per portare aiuto ai terremotati abruzzesi.

Ebbene, io quell'euro non l'ho dato e non lo darò.
Dalle mie tasche non uscirà un centesimo.
Non vedo perché.

Mi spiego.
In Abruzzo sono venuti giù paesi interi, strutture anche recentissime si sono sbriciolate come pastafrolle.
Come ho riportato qualche giorno fa, lo scorso anno, a metà giugno, un forte sisma in Giappone ha provocato 13 morti, più di 350 feriti e circa 2000 persone hanno perso la casa. Ma era di magnitudo 7,2. Un confronto con i più recenti sismi italiani può dare un’idea: in Friuli, nel 1976, un sisma di magnitudo 6,4 ha provocato 989 morti; il terremoto dell’Irpinia del 1980, di magnitudo 6,9, ha provocato 2735 morti, 9000 feriti e 280.000 sfollati.
Questo abruzzese, per ora, è fermo su 294 morti accertati e circa 50.000 sfollati.

Mi sembra molto chiaro che gli edifici costruiti in Italia non sono antisismici, inutile leggere cosa c'è scritto sui rapporti dei collaudatori.
Perchè?

Perché i collaudatori possono essere corrotti affinché mentano.
Perché in Italia, ed è risaputo anche dalle forze dell'ordine, il settore edilizio è in gran parte in mano alle mafie o ad aziende compiacenti, le quali vicono gli appalti grazie ad istituzioni colluse.
Essendo l'unico interesse del mafioso il profitto, le case e le scuole si costruiscono con un sacco di sabbia, sputo e cemento scadente.

Io quell'euro famoso l'ho già dato con le tasse.
Tutti noi l'abbiamo fatto.
Si pagano esattamente per quello: per garantire il funzionamento della democrazia e dello Stato coprendone i costi, fra i quali quelli per l'istituto della protezione civile.
L'ho dato allo Stato perché facesse funzionare la giustizia e punisse i costruttori rei dello scempio, perché facesse controlli, perché lottasse contro gli appalti mafiosi, perché, insomma, facesse il lavoro che DEVE fare con i soldi delle mie tasse. Non è questione di quanto grave sia stato il disastro, dato che non sarebbe stato così atroce se i governanti avessero fatto costruire con criterio.

Adesso invece vogliono da me quell'euro in beneficenza.
Mentre Maroni vuol buttare nel cesso un po' più di un centinaio di milioni per non accorpare referendum ed elezioni.
Mentre Tremonti si guarda bene dal dare fastidio alla CEI e i soldi vuole prenderli dal 5x1000 alle ONLUS. Paghino i corrotti e i corruttori, invece.
La richiesta di beneficenza è pretestuosa.

Io quell'euro me lo tengo.
Non me ne vogliano gli abruzzesi. Non sarà il mio euro a fare la differenza. Si lamentino con questo governo di pregiudicati se adesso stanno così.
Questa immagine di Paese che si stringe "a coorte" nelle emergenze, di Paese buono e solidale, è masochista, deleteria. E' propaganda della peggior specie, perché nasconde dietro la solidarietà le mancanze di uno Stato corrotto, menefreghista, che farà fare un sacco di soldi alle mafie con la ricostruzione e al prossimo terremoto, quando verrà di nuovo giù tutto e ci saranno altri morti, chiederà alla gente di donare un euro con un SMS.
Un euro, qui, è il costo delle vite di chi è rimasto sotto le macerie.
Se si fosse fatto tutto il possibile per evitare la strage, e non fosse bastato, sarei stato il primo a donare.

La più grande tragedia annunciata che aspetta solo di accadere è quella napoletana. Le zone abitate siedono su un'enorme caldera, i Campi Flegrei, e il Vesuvio è lì che aspetta di esplodere.
Non parliamo di poche centinaia di morti, qui, ma di decine di migliaia.

Anche lì vi chiederanno un euro in più. Lo darete o no?
Cominciate a pensarci adesso.

domenica 12 aprile 2009

Da Don Zauker.
Sapete che non mi piace troppo copiaincollare, ma quelli hanno delle cose da dire su cui sono proprio d'accordo.

CuraLudovico

Benvenuti alla Cura Ludovico, grazie alla quale potete ingerire TUTTE INSIEME le pillole di merda che ci sono state somministrate negli ultimi anni. Forse così sarà più chiaro come cazzo abbiamo fatto a ridurci così. Cercate anche voi le vostre pillole, le pillole del mese scorso, dell’anno scorso, dello scorso lustro raccoglietele e inviatecele qui. Renderanno la cura molto più efficace, e i posteri più saggi, si spera.
*****
22 gennaio 1996
Va in onda la prima puntata di “Porta a Porta” la principale trasmissione di approfondimento della Rai: il giorno della condanna definitiva del sen.Previti per corruzione, si discute di dieta mediterranea; Il giorno della condanna di Andreotti per associazione mafiosa (archiviate perché scaduti i termini per la prescrizione) si parla di ASSOLUZIONE; il giorno della condanna del sen. Dell’Utri per mafia, di calcioscommesse; l’UE boccia l’On. Buttiglione come Commissario e si discute di risveglio dal coma; il Capo dello Stato respinge la riforma Castelli della giustizia perché incostituzionale e a Porta a Porta si parla del film “Christmas in love”.
(da Felvoc)

13 marzo 2006
Il mercenario (pardon, membro di una compagnia militare privata in zona di guerra), Fabrizio Quattrocchi, viene insignito della medaglia d’oro al valore militare per aver proferito in punto di morte “Adesso vi faccio vedere come muore un italiano”.
(da Lavrentij)

6-7 Febbraio 2007
Su esplicita richiesta dell’allora ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri proiettata sulle reti Rai la fiction “il cuore nel pozzo”, ennesimo tentativo di ricostruire la storia decontestualizzandola, omettendo le violenze delle armate fasciste italiane in Istria e Dalmazia, spacciando manipoli di repubblichini per difensori della democrazia.
(da Lavrentij)

13 Luglio 2007
La II sezione penale della Cassazione ha reso definitiva la condanna a Cesare Previti in merito alla corruzione del giudice Metta per far aggiudicare a Berlusconi la Mondadori. Berlusconi si dichiara estraneo alla vicenda e riconosce Previti “innocente, vittima di una persecuzione politica”.
(da Lorenzo)
24 gennaio 2008
Francesco Cossiga bacia Clemente Mastella per ringraziarlo fraternamente di aver fatto cadere il Governo Prodi, che non ha permesso (per ragioni di sicurezza) l’ingresso di J.R. alla Sapienza e che ha concesso la messa in onda della puntata di Annozero sui preti pedofili. In quella puntata Mons. Fisichella disse ” Questi non staranno mai più al governo”.

22 luglio 2008
Il Governo converte in legge il Lodo Alfano che, tra le altre cose, garantisce la sospensione dei processi penali nei confronti delle 4 più alte cariche dello Stato: il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera, il Presidente del Consiglio dei ministri. La sospensione opera dalla data di assunzione della carica o della funzione e si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica e ai processi già in corso.

27 agosto 2008
Salta definitivamente l’acquisto di Alitalia (di TUTTA Alitalia, utili e debiti) da parte di Air France-Klm. Berlusconi fa saltare l’accordo promettendo bassi costi, occupazione e italianità. La cordata CAI (composta dai soliti noti, amici di amici) acquista per 300 milioni solo la parte buona di Alitalia (aerei e diritti di volo) scaricando sullo stato i debiti (3 miliardi di euro) e gli esuberi (4500, invece dei 1500 previsti da AirFrance), per poi rivendere il 25% della compagnia proprio ad Air France al prezzo di 300 milioni, cioè quello che avrebbe dovuto versare.

08 settembre 2008
Durante le celebrazioni del 65° anniversario della difesa di Roma dalle forze nazifasciste, il Ministro della difesa La Russa, omaggia pubblicamente i fascisti di Salò, con queste parole: «Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Rsi, soggettivamente dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli angloamericani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia».

16 ottobre 2008
La Lega propone di istituire classi separate per gli alunni stranieri che non parlano l’italiano. Classi di soli immigrati. La proposta sembra essere condivisa dalla maggioranza dei genitori, preoccupati che i propri pargoli possano risentire della presenza di rumeni o coreani.
(da Elettra)

23 ottobre 2008
Il Presidente emerito Francesco Cossiga, intervistato da “Il Giorno” in merito alle manifestazioni studentesche, invita a mandare presso gli studenti infiltrati pronti a tutto, in particolare a creare disordine, fomentare le devastazioni, magari a farci scappare il morto, in modo, quindi, da giustificare una repressione sanguinosa da parte delle forze dell’ordine.

1 dicembre 2008
L’osservatore permanente del Vaticano presso l’Onu si è espresso contro la proposta del governo francese di depenalizzare universale dell’omosessualità.
La lobby clericale preme su tutti gli stati affinché non siano di volta in volta riconosciuti diritti civili e di libertà, alleandosi con i regimi dittatoriali, di ogni colore, compresi quelli islamici. La richiesta di depenalizzazione, che è stata sottoscritta anche dal governo italiano, vuole cancellare la vergogna per cui in ben 91 paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l’esecuzione capitale (10 paesi islamici) contro le persone omosessuali.
(da Marina Bolmini)

05 dicembre 2008
Il Ministro dell’istruzione Gelmini presenta un piano di pesanti tagli per scuola, università e ricerca. Alla notizia che i tagli avrebbero interessato anche le scuole private, la CEI protesta ufficialmente. In meno di 24 ore, il Governo, restituisce alle scuole cattoliche 120 dei 130 milioni di finanziamenti tolti dalla riforma. Scuole Statali, università e ricercatori protestano da mesi, con manifestazioni e occupazioni, senza ottenere nulla.

8 gennaio 2008
Viene presentato il disegno di legge 1360 per la costituzione del famigerato “Ordine del Tricolore” che pretende di stabilire un vitalizio ai
Combattenti della guerra del 43-45 e che di fatto mette sullo stesso piano chi scelse la Resistenza con chi scelse di difendere gli interessi di Hitler in Italia, aderendo alla RSI.
(da Lavrentij)

16 gennaio 2009
Genova, rifiutata la pubblicità, niente slogan atei sugli autobus.
La concessionaria ha deciso che sui mezzi dell’Atm non ci sarà la scritta “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”.

21 gennaio 2009
L’Italia in piena crisi economica, grazie a un accordo di Berlusconi con Gheddafi, comincia a pagare alla Libia 200 milioni di dollari l’anno per i prossimi 25 anni, come risarcimento per i danni di guerra.

30 gennaio 2009
Il consiglio comunale di Lucca vieta l’apertura di qualsiasi nuovo ristorante etnico all’interno delle mura della città. Anche Milano recepisce la normativa e applica le stesse restrizioni, “per proteggere le specialita’ locali contro la crescente popolarità delle cucine etniche”.

05 febbraio 2009
Il Senato approva l’emedamento al ddl sicurezza voluto dalla Lega Nord, che chiede ai medici degli ambulatori e degli ospedali di denunciare alla pubblica sicurezza eventuali immigrati clandestini che facciano richiesta di soccorso sanitario. Lo stesso ddl autorizza i cittadini a unirsi in ronde per pattugliare le strade delle città italiane e istituisce un registro per schedare i senzatetto.

7 feb 2009
Il governo, nonostante il rifiuto del Quirinale di firmarlo, vara il ddl per fermare la sospensione di alimentazione e idratazione ad Eluana Englaro e lo invia al Senato. Dopo aver ricevuto ieri una telefonata dal cardinal Bertone, Berlusconi si dichiara pronto anche a cambiare la Costituzione per poter realizzare ciò. Plauso del Vaticano.

17 Febbraio 2009
Scuola, religione fin dalle materne. A Milano un patto diocesi-Comune. Palazzo Marino assume a tempo indeterminato 46 educatrici ad hoc segnalate dalla curia. Senza alcun concorso. Per convincere gli studenti stranieri delle superiori, poi, la curia ha inviato una lettera in cui si consiglia di seguire le lezioni di fede cattolica per integrarsi meglio.
(da Antonella)

17 febbraio 2009
Un avvocato di nome David Mills viene condannato a 4 anni e spiccioli per corruzione e falsa testimonianza. Il corruttore è il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che nel frattempo continua a governare nell’indifferenza generale dei media (tranne quelli esteri) grazie ad una legge fatta approvare pochi mesi prima e che non permette alla legge di giudicarlo: il Lodo Alfano.
(da Simone)

18 Febbraio 2009
Il presidente del Consiglio, sul dramma dei dissidenti argentini lanciati nel vuoto dagli aerei ironizza: “Erano belle giornate, li facevano scendere dagli aerei..” Il riferimento è al dramma dei ‘voli della morte’, tramite i quali i militari nell’ultima dittatura (1976-83) gettavano nelle acque del Rio de la Plata i sequestrati ancora vivi e addormentati. La simpatica battuta è stata pronunciata durante la campagna elettorale per le elezioni regionali in Sardegna, vinte dal figlio di un commercialista di Berlusconi.
(da Santrine)

17 febbraio 2009:
Con una sentenza passata nel silenzio di tutti i mezzi di
comunicazione di massa, viene definitivamente archiviata la misteriosa vicenda
della sparizione dell’”agenda rossa” di Paolo Borsellino. Un funzionario
dei carabinieri in borghese la prelevò dal luogo della strage di via D’Amelio il
19 luglio 1992 e da allora se ne sono perse le tracce. Si perdono così le
speranze di fare luce sulle vicende scomode che probabilmente erano annotate
nell’agenda stessa, dalla quale il magistrato Borsellino non si separava mai.

sabato 11 aprile 2009

Altrimenti ci arrabbiamo!


altrimenti3

Ce lo immaginiamo, il buon cardinal Bagnasco: picchia oggi, picchia domani, a un certo punto ha perso la pazienza ed è sbottato. Cioè, va bene via via qualche innocua domandina; va bene fingere di accettare punti di vista differenti per un dialogo costruttivo; va bene perfino tollerare il disappunto, da parte dei cittadini, verso quei sacerdoti dediti all’inserimento del pene nell’ano di adolescenti; ma addirittura la critica e l’irrisione verso alcune dichiarazioni del papa no. C’è un limite a tutto, eccheccazzo.

Ed ecco che allora il severo Bagnasco, giusto ieri, ha fatto sentire la sua voce roboante.
Poi ha rimesso il tappo alla bottiglia di Perrier, e si è scagliato contro tutti coloro che hanno osato mettere in ridicolo le ultime esternazioni papali: “di certo si è prolungato, oltre ogni buon senso”, a causa di “un lavorio di critica dall’Italia e soprattutto dall’estero nei riguardi del nostro amatissimo Papa” (dal SUO amatissimo papa, è bene mettere le cose in chiaro).

Nodi della vicenda sono stati il caso Englaro, sul quale la Chiesa si è dichiarata a difesa della vita e contro la sofferenza; la revoca della scomunica ai vescovi negazionisti, tuttavia richiamati duramente dalla Santa Sede; le dichiarazioni del pontefice circa l’inutilità del preservativo come aiuto a contrastare la piaga dell’AIDS.

Questi i principali punti che hanno attirato critiche spesso feroci da parte della società e che hanno fatto perdere le staffe al buon cardinale, di cui si legge: “Sul vescovo negazionista, ricorda Bagnasco, “ci siamo già espressi”, in termini di severa condanna. “Nessuno, tuttavia, poteva aspettarsi che le polemiche sarebbero proseguite, e - nota il presidente Cei - in maniera tanto pretestuosa”.

E allora ci viene il sospetto che il buon Bagny sia all’oscuro del fatto che se fra dichiarazioni e opere c’è una netta discrepanza si rischia di perdere un tantino di credibilità, e passare da farfucchioni. Oltre al fatto che, all’Occidente illuminista, in pieno Terzo millennio, alcune esternazioni, come quella sul preservativo, a qualcuno possono sembrare TERRIFICANTI E PERICOLOSISSIME STRONZATE.

Ma la parte più bella dell’invettiva del nostro buon Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano deve ancora arrivare: “Con ferma e concreta convinzione facciamo nostro l’appello alla riconciliazione genuina e disarmata cui la Lettera papale sollecita all’intera Chiesa”

Disarmata?
DISARMATA?
E nessuno in Italia che abbia fatto sentire la sua, di voce roboante, anche senza l’ausilio di Perrier?

Il fatto è che per il presidente della CEI è stato un duro colpo vedere il santo padre amareggiato per questi immotivati attacchi alla sua persona e alla sua sanità mentale. Qualcuno vocifera che, di ritorno dall’afosa Africa, per il dispiacere il pontefice abbia perfino saltato la sua lezione settimanale di salsa e merengue, e questo per l’arcivescovo metropolita di Genova (per gli amici U Metropolitan) è stato davvero troppo. Per questo ha concluso: Ma “vorremmo anche dire, sommessamente e con energia che non accetteremo che il Papa sui media o altrove venga irriso e offeso…”.

Altrimenti?

giovedì 9 aprile 2009

La tentazione della pseudoscienza


Se in Italia la gente di ogni tipo, dall'imbianchino al politico, avesse una qualche preparazione scientifica o almeno fosse stata educata a pensare come uno scienziato (cioé con scetticismo, chiedendo le prove di affermazioni clamorose e non credendo al primo che la psara grossa), la polemica sulla prevedibilità dei terremoti non sarebbe nemmeno nata.
Tutti saprebbero, almeno per sentito dire, che prevedere i terremoti con sicurezza sufficiente da avviare un'evacuazione semplicemente non è possibile allo stato attuale delle nostre conoscenze.
Non lo dico io, lo dice la comunità internazionale di sismologi.

Quelli che si affidano al pensiero magico per spiegare il mondo si chiamano in un modo molto specifico: bambini.

Invece di propagare notizie non verificabili (quindi, fino a prova contraria, false) sulla prevedibilità dei terremoti sarebbe il caso di lavorare seriamente su quel fronte fino al perfezionamento di una tecnologia sicura.
"Seriamente" vuol dire in modo scientifico, ovviamente.
Oppure, più plausibilmente e a breve termine, costruire palazzi antisismici.

Cosa che il governo Berlusconi non farà, anzi.
Non vi illudete.
Sono sicuro che la mafia si sta già fregando le mani tutta contenta per l'immane affare che questo terremoto rappresenta. E di certo, rubando sugli appalti, i materiali e le tecniche di costruzione saranno tutt'altro che affidabili.
Ma da un governo che vara piani casa che sono inni all'abusivismo (e che solo di fronte al disastro dice "Ok! Ci mettiamo le regoel antisismiche!", ben sapendo che non servirà a nulla: tutto sarà perdonato al prossimo condono) non mi aspetto altro che connivenza. Silvio, ex costruttore, conosce tutti gli ingranaggi da ungere, e gli abruzzesi moriranno sotto le macerie del prossimo sisma come è successo per questo.

Il punto lo chiarisce più che bene Marco Cattaneo sul suo blogo.
Riporto qui l'intervento, qui invece l'originale.

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Prevedere i terremoti o adeguare gli edifici?

Non sono un geologo (e nemmeno un geofisico, aggiunta a posteriori dovuta alle corrette precisazioni di molti lettori). Ed è una premessa fondamentale per dire che la mia opinione in materia non è quella di un esperto. Però da giornalista scientifico sento il dovere di dare qualche informazione e qualche precisazione a proposito delle polemiche che in queste ore stanno montando sul sisma di questa notte. E sul fatto che secondo qualcuno sarebbe stato “una tragedia annunciata”.

La prima informazione, doverosa, è che secondo la comunità mondiale dei sismologi, al momento attuale non è possibile prevedere i terremoti.

Però nella scienza le parole sono importanti. “Prevedere”, in questo contesto, significa dare una ragionevole finestra temporale e una finestra di magnitudo, perché si possano prevenire danni alla popolazione, nei limiti del possibile. (Che probabilmente ci sarà un forte sisma in California entro questo secolo posso dirlo anch’io, senza essere Nostradamus…)

In questo senso, non mi risulta che ci sia alcun metodo accreditato per prevedere i terremoti.

Come avrete appreso dalle cronache, la polemica nasce dalla denuncia per “procurato allarme” che ha colpito in settimana Gioacchino Giampiero Giuliani, un tecnico dell’Istituto nazionale di astrofisica che lavora come collaboratore presso i Laboratori del Gran Sasso dell’INFN. La cronaca, e i riferimenti alla vicenda, li trovate facilmente in rete.

Ma è bene metterli in ordine.

In ordine cronologico, a quel che ho potuto ricostruire , il primo tra i recenti interventi di Gioacchino Giuliani è stato questo, su Donne Democratiche, il 24 marzo. Qui Giuliani dice: “Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.”

Eppure pochi giorni dopo, domenica 29 marzo, lo stesso Giuliani (secondo la ricostruzione del “Corriere”), annuncia al sindaco di Sulmona che di lì a poche ore la città sarà colpita da un sisma devastante. Il sindaco, dal Congresso del PDL, è comprensibilmente turbato. Nella città abruzzese, raccontano i cronisti, la gente è in strada con coperte e materassi. E in effetti la notte di domenica 29 marzo un sisma c’è, ma è di magnitudo 4, e si inserisce normalmente nel contesto dello sciame sismico di bassa intensità che sta colpendo la regione ormai da mesi.

Pochi giorni dopo Guido Bertolaso denuncia l’accaduto, con parole forti, e Giuliani viene denunciato per “procurato allarme”.

Ieri notte, alle 3.32 ora italiana, il sisma di magnitudo 6,3 che sconvolge la parte appenninica dell’Abruzzo. E, nel giro di poche ore, la polemica in cui Bertolaso viene messo sotto accusa anche da alcune autorità (alle 14.26 la presidente della provincia dell’Aquila dichiarava: “Era una tragedia annunciata. L’allarme dei giorni scorsi è stato sottovalutato”).

E il diretto interessato, Giuliani, chiede le scuse di Bertolaso e immediatamente viene indicato da mezzo web come una specie di eroe nazionale inascoltato.

Io, che geologo non sono e fino a ieri ero convinto che non si potessero prevedere i terremoti, mi pongo un sacco di domande.

Come si spiega che il terremoto devastante previsto per domenica 29 marzo non sia avvenuto?
Come si spiega che per il terremoto violento di questa notte non sia stato lanciato l’allarme dallo stesso Giuliani o dai suoi collaboratori? Giuliani spiega nelle interviste di oggi che il sisma era prevedibile, e che ieri sera lo vedeva anche dai sismografi. Perché non ha nuovamente lanciato l’allarme?

Si può dire “prevedere i terremoti”, se lo annuncio una settimana prima in un posto e invece succede una settimana dopo in un altro? Intendo dire: se si fosse dato retta al primo allarme si sarebbe evacuata Sulmona per un paio di giorni, immagino. Poi, tutti a casa. Il terremoto invece ha colpito più a nord, e una settimana dopo. Come si fa a dire che era una tragedia annunciata?
Lo sciame sismico in corso in Abruzzo è lì da mesi. Ma un episodio violento avrebbe potuto esserci oppure non esserci. Il 24 marzo, secondo lo stesso Giuliani, tutto si sarebbe esaurito entro pochi giorni…

Dalla cronaca, francamente, mi pare di capire che hanno ragione i geologi: non si possono prevedere i terremoti. Non con quel grado di certezza che permette di dire quanto saranno violenti e quando accadranno entro un ragionevole margine di approssimazione.

Peraltro le misure del radon, considerato un importante precursore sismico, sono allo studio da decenni. Su google scholar, il primo articolo che parla anche di radon tra i precursori sismici si intitola così: Earthquake prediction: a physical basis. Ha 270 citazioni, ed è uscito su “Science” nel 1973. Dunque non è che i geologi di tutto il mondo sono degli sprovveduti. Piuttosto non ritengono di avere ancora abbastanza informazioni dai precursori sismici per dire di poter prevedere i terremoti.

Davanti al disastro che ha colpito l’Abruzzo, però, a uno come me sono venute in mente anche altre domande, che invece non mi sembrano emergere con chiarezza. Come si è detto, il sisma abruzzese è stato di magnitudo 6,3. Lo scorso anno, a metà giugno, un forte sisma in Giappone ha provocato 13 morti, più di 350 feriti e circa 2000 persone hanno perso la casa. Ma era di magnitudo 7,2. Un confronto con i più recenti sismi italiani può dare un’idea: in Friuli, nel 1976, un sisma di magnitudo 6,4 ha provocato 989 morti; il terremoto dell’Irpinia del 1980, di magnitudo 6,9, ha provocato 2735 morti, 9000 feriti e 280.000 sfollati.

Paragonato al sisma dell’Abruzzo, quello di Iwate-Miyagi dello scorso anno ha liberato 30 volte più energia: com’è possibile che un terremoto molto più debole in Italia provochi molte più vittime e molti più senzatetto?
Credo che ce ne sia abbastanza per porsi domande serie sullo stato del patrimonio abitativo nazionale, sul grado di sicurezza dell’edilizia residenziale anche in zone notoriamente sismiche, quale è tutta la dorsale appenninica. E per chiedersi se non sia il caso di avviare un imponente intervento strutturale sul patrimonio edilizio del paese, prima di pensare a concedere l’ampliamento delle villette “fai-da-te”. Ho il dubbio, però, che queste domande non se le farà nessuno.

N.B. È peraltro singolare che in un paese a rischio sismico come l’Italia l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sia nella situazione denunciata da Leonardo Coen nel suo blog o dallo stesso presidente dell’INGV, Enzo Boschi, in questa lettera al Governo del 1° ottobre scorso.

mercoledì 8 aprile 2009

Immunità



Immunità
Adesso è tutto così semplice
Non può toccarmi nessun giudice
E faccio quello che mi va
Immunità
Un elemento imprescindibile
Per chi non tollera le regole
E punti all'impunità

Adesso comando davvero
Ma sono partito da zero
Prima ero un intrattenitore
Adesso sono imprenditore
Implorare a Bettino un favore
Creare le società off shore
Vantarsi di far l'evasore
E mentire senza pudore
Ed io piduista massone
E tu credi alle mie storie
Avevo ogni due settimane
Avvisi e inviti a comparire
Ma a volte era meglio sparire

Immunità
Adesso è tutto così semplice
Non mi processa nessun giudice
E faccio quello che mi va
Immunità
Un elemento imprescindibile
Per un governo più che stabile
Che punti alleternità

Adesso sembro uno statista
ma sono mafioso e fascista
Si litiga in coalizione
Ma poi la fiducia si pone
Parlando di tutto e di tutti
Stracciandogli tutti i diritti
Io a volte ritorno bambino
Se parlo a Parigi o a Pechino

Immunità
Salvare i forti contro i deboli
Avere reati come stimoli
Sfruttando la creatività

Adesso tu sei Dio
E ti appartengo anchio
E con le pezze al culo dove andiamo si vedrà
Il sogno va da se, precario io tu re
di questa Italia sempre più di merda

Immunità
Adesso è tutto così semplice
Si salverà pure il mio complice
Se l'è cavata già Saccà
Immunità
Un elemento imprescindibile
Per me che sono megalomane
E punto alla Santità

martedì 7 aprile 2009

Moriremo tutti, moriremo presto


Certi giorni non dovrei nemmeno alzarmi dal letto.
Non è piacevole alzarsi, accendere il pc (ultimamente lavoro da casa, per vari motivi) col proprio bel caffé per le mani, sedersi, dare una scorsa alle notizie del giorno e vedere che siamo condannati a una morte orribile entro un paio di generazioni.

Riassumiamo.

La "Wilkins ice shelf", cioè una enorme piattaforma di ghiaccio chaimata "di Wilkins", è esattamente quel che dice il nome. La cartina lì sopra vi mostra dov'è.
Piccola, eh? Sembra.
Quando fu scoperto, nal 1930, aveva un'estensione di circa 13.000 km quadrati.
Se cliccate sull'immagine per ingrandirla noterete che si trova nel Wilkins Sound, cioè la baia di Wilkins, e il suo ghiaccio si estenda(va) alle isole di Charcot e Latady con una fascia che, negli ultimi anni, si era ridotta a una lunghezza di 40 chilometri ed una larghezza di 500 metri.

Ora un gran bel pezzo di quella placca non esiste più, come si può vedere dalle seguenti foto realizzate grazie al satellite Advanced Synthetic Aperture Radar (ASAR) della Envisat.

Questa è la parte che si è staccata: si distingue a nord Charcot Island.
Questa invece è l'animazione del distacco

Se non si anima andate a guardarla qui.

Non è la prima volta che succede una cosa del genere, accadde anche qualche anno fa con l'iceberg Larsen B.

Insomma, enormi palazzi di ghiaccio vecchi di millenni si staccano dal continente antartico in pochi giorni per sciogliersi nel mare e sprecare parte della preziosissima riserva di acqua dolce del pianeta.
Scioglimenti massicci inoltre cambiano la temperatura dell'acqua, e così il pattern delle correnti, le quali sono elementi fondamentali per la permanenza degli ecosistemi marini e alterando le funzioni di termoregolazione del mare.
Dai e dai, prima o poi il giocattolino si sfascia.

E in ogni caso il problema è a monte.
Questo ghiaccio si scioglie.
Che sia per intervento umano (e mi chiedo come potrebbe non esserlo) oppure no, vogliamo cominciare a farci qualcosa?
A me fa una GRANDE impressione.