domenica 21 giugno 2009

Potenza del Net


Questo è un simpatico, insolito esempio di come può essere utilizzata l'interconnessione globale per aumentare il livello di comprensione fra cittadini del mondo e vivere le proprie vite esattamente come, e dove, si desidera, nel modo più completo e felice possibile ^_______^

Nelle parole di Nicola, l'autore del blog:


Nel nostro mondo, l'intolleranza, la diffidenza, il razzismo, sono solo retaggi da sfigati. Il nostro mondo è migliore, il nostro mondo è più bello!

Certe cose fanno bene al cuore ^___^

PS: nicolaingiappone è pieno gonfio di informazioni incredibilmente dettagliate sul Giappone. Ma dico, incredibilmente. No, no, forse non mi spiego.
INCREDIBILMENTE.
Meglio così?
Consigliato a tutti quelli che dopo la prima sbirciata fanno sul serio ;)

Come si insegna la geografia

Così, cazzo!
Penso fermamente che questa sia una delle canzoni più FICHE in assoluto sul pianeta. Onore al genio che l'ha scritta :D

venerdì 19 giugno 2009

Il Parlamento, la Gladio e la celebrazione dell'eversione di Stato


Da qui.
"Gladio. Dalle stragi di stato all'informazione di regime". La lezione tenuta da Gianni Barbacetto il 3 dicembre 2008 all'Università Roma Tre. A cura di MicroMega.

Era il 24 ottobre 1990 quando per la prima volta un'autorità dello stato italiano ammise quanto informalmente si sapeva già da qualche anno; in quella data l'allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti ammise l'esistenza dell'organizzazione clandestina della NATO in Italia conosciuta con il nome Gladio, un solo satellite di una galassia ben più vasta che comprendeva tutta l'Europa occidentale, con il nome operativo "Stay-Behind".
E' storia vecchia, passata, ma che presenta una quantità impressionante di falle, di omissis, di non-detto e di tacite verità. E che qualcuno sta riportando al centro della cronaca.
Attorno all'affaire Gladio gravitano le peggiori realtà di questo paese: i legami tra gli ambienti eversivi di estrema destra come Ordine Nuovo e il "democratico" governo democristiano-socialista, la presenza di enormi frange dei servizi segreti impegnati a complottare quotidianamente contro le stesse autorità dello Stato, lo spionaggio ed il pedinamento continuo degli esponenti politici di opposizione, la realizzazione delle peggiori stragi che questo paese ha mai conosciuto concepite come banali mosse in un gioco di ruolo da fantapolitica, dove a rischio non erano la Manciuria o la Kamchatka, ma centinaia di vite umane.
Ogni mossa era lecita, consentita, giustificata e persino esaltata. Purché servisse a mantenere inalterato l'ordine pseudo-democratico che si andava via via consolidando nel paese.
Il pericolo consisteva nella presa del potere in Italia da parte delle forze social-comuniste prima e solo comuniste dal 1961 in poi. Si temeva un'invasione sovietica dell'Italia, una ribellione popolare di ispirazione comunista o l'ascesa al potere del PCI attraverso regolari elezioni.
Tre realtà profondamente diverse l'una dall'altra inserite tutte nello stesso calderone.
E che l'operazione Gladio puntasse più sulla distruzione a priori del potere della sinistra in Italia, attraverso la cosiddetta "strategia della tensione", che sulla lotta contro una potenziale invasione dall'est è innegabile. E' sufficientemente leggere di sfuggita della Strage di Peteano, del Piano Demagnetize, del Piano Solo, del Golpe Borghese, delle varie Stragi di Stato, il Memoriale Moro o le relazioni del vecchio Comitato Parlamentare per i Servizi di Informazione e Sicurezza per il Segreto di Stato per comprendere quanto spesso siamo andati vicini all'organizzazione di un colpo di stato preventivo e quanto questa organizzazione lavorasse in regolare attività più che in stand-by come preoccupanti elementi politici come Andreotti e Cossiga intendono far credere.
A dispetto delle profonde verità ancora nascoste, anche chi ha "subito" questo gioco perverso nel corso dei decenni, ha accettato di lasciare che tutto tramontasse come qualcosa da relegare nei libri di storia.
Così non vale per gli altri, per chi ha partecipato attivamente allo scardinamento democratico del paese in nome della democrazia, per chi ha ricercato l'ordine creando il disordine. Perché chi è sfuggito alla mannaia della giustizia pur avendo consentito lo scardinamento della democrazia italiana, oggi chiede giustizia.
Difatti, il 27 aprile 2009, presso il Senato della Repubblica, e il 30 aprile 2009, presso la Camera dei Deputati, una curiosa masnada di parlamentari ha presentato un inquietante disegno di legge di cui quasi nessuno ha fatto parola e che presenta i seguenti punti:
  • equiparazione del servizio svolto dai membri della Gladio al regolare servizio militare presso le Forze Armate,
  • istituzione di una particolare onorificenza ai "gladiatori" che potranno portare in tutte le cerimonie pubbliche,
  • inserimento della Gladio nell'elenco delle regolari Forze Armate italiane.
Questa patetica e quantomai disgustosa proposta di regolarizzazione di un corpo che ai più celebri golpisti della storia non ha nulla da invidiare scaturisce dalle surreali menti dei seguenti parlamentari italiani:
  • Bruno Alicata (PDL);
  • Emerenzio Barbieri (ex UDC passato poi al PDL);
  • Luigi Compagna (PDL), promotore di una legge ad hoc che ha permesso al giudice Corrado Carnevale, l'ammazza-sentenze dei processi di Mafia, di assumere il ruolo di Giudice di Cassazione;
  • Francesco Cossiga, Ministro degli Interni e Presidente del Consiglio ai tempi della Gladio;
  • Salvatore Cuffaro (UDC), condannato in primo grado a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento (a favore di esponenti di Cosa Nostra) ed è indagato per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra, per mezzo delle recenti testimonianze di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino;
  • Luigi D'Ambrosio Lettieri (PDL);
  • Renato Farina (PDL), giornalista di Libero, agente del SISMI fino al 1999, sospeso per un anno dall'Ordine per aver fornito notizie false ai servizi segreti in cambio di denaro, ha patteggiato una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nell'ambito dell'indagine sul sequestro Abu Omar;
  • Lucio Malan (PDL);
  • Giuseppe Francesco Maria Marinello (PDL);
  • Luigi Ramponi (PDL), ex generale e sottocapo di Stato Maggiore della Difesa ai tempi della Gladio;
  • Maurizio Saia (PDL);
  • Giuseppe Valetino (PDL), indagato per concorso esterno in 'ndrangheta, accusa archiviata in relazione ai rapporti con l'avvocato Paolo Romeo, condannato in via definitiva per mafia, ma che si riaprirà a breve in un nuovo fascisolo presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, e indagato per favoreggiamento nei confronti di Stefano Ricucci sulle intercettazioni relative alle scalate bancarie del 2005.
Queste sono le persone che stanno riscrivendo, non solo nelle parole, ma anche a colpi di leggi, la storia d'Italia. Quella che gli italiani hanno comunque smesso di studiare da tempo.
dd

giovedì 11 giugno 2009

Commento ai risultati elettorali


Voglio attirare la vostra attenzione su un punto, perché so che non molti controllano le cifre.

Elezioni europee: 50.341.790 aventi diritto, 32.747.722 votanti (65,05%, a cui va tolto circa il 6% di schede nulle, bianche o contestate, quindi si scende sotto il 60%).
Elezioni Provinciali: 29.495.798 aventi diritto, 20.804.856 votanti (70,53%).

Per le europee il PDL ha totalizzato il 35,26%, 10.807.327 votanti effettivi, cioé il 21% degli aventi diritto. Con la Lega si aggiungono 3.126.915 votanti effettivi, un 10,20% in più, per un totale di 13.934.242 votanti effettivi: il 27,68% degli aventi diritto.

Alle provinciali, se ho fatto bene i conti, delle 62 province 22 sono al ballottaggio, 14 al PD e 26 al PDL. Possiamo quindi dire che, in mezzo a quel 70,53% di votanti effettivi, il 38,48% ha votato PDL, il 22.58% PD e il 35.48% è indeciso e vedremo.


I dati vengono da qui, e non ho contato le liste che non hanno superato il 4%.

Quindi, in sostanza, a mandare il PDL in Europa sono stati meno della metà dei votanti effettivi, ovvero MENO DI UN TERZO DEGLI AVENTI DIRITTO AL VOTO, cioè esattamente il 23,37% dei 59.619.290 cittadini italiani.

Mi sembra azzardato dire che "gli italiani amano Berlusconi".
Se consideriamo questa tornata un test elettorale di "tenuta" del PDL, come molti in giro dicono, la conclusione meno stupida che mi viene in mente è che semplicemente c'è un mucchio di (inserire sostantivi e aggettivi osceni a piacere) che lo vota e un altra catasta di (inserire lemmi denotanti ottusità) che non va a votare e non permette alla maggioranza degli italiani di levarselo dai coglioni.

Poi potete pure rieleggerlo ogni volta, come vi pare.
Ma almeno esprimete la vostra opinione, o devo dedurre che è colpa vostra se ci stiamo facendo governare da un corruttore appoggiato da una minoranza.

mercoledì 10 giugno 2009

Informazione pilotata dai comunisti

Inutile nascondersi dietro un dito: come al solito Silvio vince e il Paese perde.
Poco importa se ha percentuali inferiori rispetto alle politiche del 2008.
Ma mai, mai e poi mai si può dare un'immagine debole o meno che lusinghiera del padrone e del consenso che suscita.
Ce lo dimostra il TG5.



Editore liberale?
Informazione pilotata dalle sinistre?
Complotto dei comunisti?
Seh, seh, vabbé.

Buffone Berlusconi Silvio (fatti processare) e chi lo ha votato (anche se in questo caso direi più ignorante e/o stupido... Silvio scemo non è - è furbo).

venerdì 5 giugno 2009

Voi non sapete un cazzo

Ma la M sì, e me lo segnala.
I TG NON HANNO DATO LA NOTIZIA.

Sul web si trova, in tv no.
Il che dovrebbe essere detto. Sapete, come notizia. Dopotutto c'è dissenso popolare nei confronti di questa persona, oltre che prono consenso.

"Clima inaccettabile", come dice Silvio. Eh, già.
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Domenica 31 maggio Silvio Berlusconi era presente a Bari per presentare il candidato sindaco del Pdl. Ad accoglierlo, oltre ai suoi sostenitori, c’erano anche un migliaio di persone che lo contestavano e gli gridavano 'mafioso'. La folla era talmente inferocita che il premier ha dovuto cambiare percorso. Anziché corso Vittorio Emanuele II (pieno di comunisti, ehm volevo dire contestatori), il corteo ha dovuto camminare per le strade interne della città. Ma non è finita. Berlusconi ha dovuto addirittura rinunciare al comizio, visto che la sua voce era sovrastata dagli insulti e dalle accuse. Infine, ha anche rinunciato a ritirare un premio che gli dovevano consegnare al teatro Margherita. Praticamente lo hanno mandato via da Bari.

Vi chiederete che è una notizia come tante. Berlusconi contestato a Bari. E invece no! Già la notizia non è stata data da nessun telegiornale, ma addirittura ho scoperto che, il giorno dopo, al TgR su Raitre hanno danno la seguente notizia: "Il premier a Bari, al posto del tradizionale comizio, preferisce una passeggiata nel centro della città, per stare più a contatto con la gente". Si vabbè, magari ha preso anche un caffè sul lungomare. Nessun minimo accenno delle contestazioni! Nessuno! Solo immagini tranquille del premier tra la folla felice. Il resto della folla non era presente nel servizio! Altro che passeggiata in centro...



The Nostalgia Critic - Moonwalker

Chi ha la mia età se lo ricorda, perché tutti ADORAVAMO MIchael Jackson.

Il film.
Brutto.
Ma lercio. 

Ma meraviglioso.
Perché c'era Michael, c'erano i cartoni animati, c'erano robot e stranezze, c'erano buoni e cattivi e un fracco di effetti speciali, oltre a diverse scene di ballo esaltanti. Soprattutto quella di Smooth Criminal.
Ho scoperto che The Nostalgia Critic ("I remember it so you don't have to!" Sì, lo so, 'sto periodo sto ravanando nella mia nerdaggine, ma trovo cose esilaranti che mi sento di condividere a costo di emarginarmi) non solo ha probabilmente la mia stessa età, ma la pensa esattamente come me. Anche sul ballo :D

Il Nostalgia Critic lo consiglio in generale: forse non all'altezza del fenomenale (da un paio di video un po' in calo) Angry Video Game Nerd, ma fa ridere, parecchio :D

giovedì 4 giugno 2009

I Giorni delle Parole Vuote

Gran bel post su Mentecritica: riporto.
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Qualche giorno fa la redazione di Radio Radicale ha contattato MC per chiedere sostegno per un’iniziativa civile e meritoria come tantissime iniziative del Partito Radicale la cui principale colpa era e rimane quella di essere un partito piuttosto che un movimento, ma questo non c’entra. Vi propongo il testo integrale dell’appello:

Gentile redazione di Mentecritica,
vi scrivo per segnalarvi un’iniziativa online che stiamo curando qui, al sito di Radio Radicale.
Si avvicinano le elezioni e le nostre città e comuni cominciano già ad essere imbrattate dai manifesti elettorali abusivi. Si tratta di uno scempio, di una prepotenza e di una illegalità di fronte alla quale le istituzioni si apprestano a divenire complici dei partiti e dei boss politici locali.
In un servizio mandato in onda da Le Iene, si sente dalla viva voce del rappresentante della maggiore agenzia di affissioni di Milano come vengono gestite le campagne elettorali sulle strade della Capitale.
«Il mio consiglio spassionato da tecnico è andare in abusiva, solo in abusiva!»
«Il Comune non riesce a starci dietro. Chiude un occhio. Poi magari te li coprono, però dopo 4-5 giorni. Il Comune lo sa che siamo noi a devastare la città».
Come saprete per legge i manifesti elettorali andrebbero affissi negli spazi che ogni comune mette a disposizione in occasione della campagna. Ad ogni partito sono assegnate un pari numero di plance appositamente contrassegnate. Ogni manifesto attaccato fuori dagli spazi preposti dovrebbe essere multato per ogni giorno che rimane affisso.
«Noi prendiamo multe per 58mila euro - prosegue l’intervista delle Iene - ma paghiamo 1.000 euro ed è finito. Nessuno ha mai pagato una multa da quel punto di vista lì. Aspettano tutti i condoni. Invece quest’anno non devi nemmeno aspettarlo, perché c’è già».
Quest’anno la sanatoria è stata approvata per decreto dal governo Berlusconi, e prevede il condono per tutte le affissioni abusive di manifesti politici commesse dal 2005.
«Giro tutta la notte per controllare che non ci siano sovrapposizioni delle squadre e per risolvere, eventualmente, controversie sul territorio. Come vedi ho una pistola a portata di mano».
Sono le parole letterali del boss dell’organizzazione di attacchinaggio elettorale a Roma riportate dal Corriere della sera in un articolo dell’11 aprile 2008.
RadioRadicale è impegnata in questa campagna e vi chiediamo di unirci a noi.
Tutti possono partecipare alla nostra campagna, anche solo segnalandola con un post, un comunicato o un articolo sul proprio sito: più utenti raggiungiamo, più foto saranno scattate e postate, meno manifesti abusivi infesteranno le nostre città. Noi ci impegniamo a inviare le immagini al sindaco, al prefetto e alla procura della vostra città. A intentare cause legali contro i partiti, e se necessario contro il comune.
Fatemi avere un riscontro, se vi va, e buon lavoro!
Alessandra Maffei
Radio Radicale
Spero che questo, come riscontro, sia sufficiente.
Per quanto mi riguarda direttamente, invece, credo di non aver più spirto guerrier a ruggermi entro e lascio queste belle e giovanili iniziative a chi ha la forze e l’entusiasmo per portarle avanti.
In questo periodo mi sento più predisposto ad osservare e riflettere ed è questo che voglio mettere a disposizione di chi legge.
Ho già parlato delle facce dei manifesti elettorali, ma stamattina, mentre raggiungevo il luogo dove mi viene comminato il supplizio per il tristo comportamento che ho tenuto nelle mie precedenti incarnazioni, ho preso nota delle parole che ci sono scritte vicino alle facce. Quelle che i pubblicitari chiamano “slogan”.
Sotto la faccia di un omone baffuto, una specie di Stalin ‘ca pummarola ‘ncoppa che da quando mi ricordo è sempre stato nel consiglio provinciale c’è scritto “A difesa dei diritti“. Credo che lo Stalin negli ultimi dieci anni abbia avuto altro da fare perché i miei diritti mi comunicano che le difese sono state abbattute da un bel po’.
Ecco un altro che con il maglione rosso a collo alto (di questi tempi sai che caldo) mi dice “… è il momento giusto“. Per cosa? E soprattutto per chi? E poi che significano quei puntini sospensivi? Forse il vero messaggio è contenuto in quei puntini. Una sorta di comunicazione in codice che io mi sono perso perché, anche se l’ho studiato, l’alfabeto Morse mi è ostico.
Al fascino dei puntini cede anche un altro candidato che, anche lui in maglioncino di cotone, ci fa sapere di essere “…uno di voi“. Immagino che questo non voglia dire automaticamente che parteciperemo alla divisione dei profitti successiva all’elezione.
Sempre sull’amicizia la butta un tizio pelato con gli occhi chiari che somiglia vagamente a Montalbano. “Un amico alla provincia” recita il suo slogan che è tutto una promessa per chi ha un progettino da farsi approvare o un figlio ciuco da piazzare in qualche call center.
Per il lavoro” campeggia sullo stemma di una lista, ma nessun candidato se l’è sentita di associarsi a questa frase vetero comunista e palesemente mendace.
Uno dei candidati alla presidenza della provincia promette “una rivoluzione moderata“. Attenzione, non una rivoluzione vera e propria, quella con il casino, le vetrine rotte e i palazzi in fiamme, ma una rivoluzione moderata, fatta senza dare fastidio a nessuno, silenziosamente e, soprattutto, senza cambiare molto. Una rivoluzione per pensionati, insomma, niente roba per giovinastri fracassoni.
L’altro candidato alla presidenza annuncia “La mia idea per la provincia: tornare grandi“. A parte il fatto che per tornare da qualche parte bisogna esserci stati e, questo, per la mia provincia, non mi risulta, mi colpisce il piglio del candidato presidente che è già calato nel suo ruolo che sarà quello di indicare obiettivi vaghi e roboanti lasciando ad altri (chi?) il compito di trovare il sistema per raggiungerli.
Non manca il velinismo locale. Una bella mora, giovane e molto appetitosa, si propone come “un volto nuovo alla provincia“, quasi come se invece di una consultazione elettorale si trattasse di un concorso di bellezza, ma forse ha ragione lei.
Quello che m i colpisce veramente in tutto questo bailamme non è la menzogna, quella fa parte della natura umana ed è un parametro da tenere sempre in considerazione quando si valutano le vicende quotidiane. La cosa veramente brutta è lo squallore intellettuale ed il vuoto pneumatico che queste frasi di circostanza pompano nello spazio che le circonda. Non è la cartaccia ad appestare ed inquinare le città, ci penserà il vento e la pioggia a portarla via, ma le parole che ci sono scritte sopra che svuotano e avviliscono lo spirito di chi le legge.
Però, oggi, è successa anche un’altra cosa e, per onestà intellettuale, ve la devo raccontare.
ingrids-eyes
Maria
Un po’ di tempo fa, ogni mattina alle cinque e mezza circa, sul mio stesso autobus saliva Maria. Non è stata lei a dirmi il suo nome, l’ho sentita chiamare da qualcuno. Maria ha circa vent’anni, è snella, bionda, ha due occhi chiari immersi in un viso dagli zigomi alti e larghi, vagamente slavo. Porta i capelli raccolti sulla nuca il che mette in mostra due graziosissime orecchie leggermente a sventola.
Maria lavorava in un bar e, appena l’autobus arrivava alla sua fermata, correva verso l’ingresso con le sue gambe lunghissime e la mano stretta intorno al collo per tenere la giacca chiusa. Per un po’ non l’ho più incontrata, ma stamattina ho capito che i suoi orari sono cambiati perché l’ho vista già al lavoro mentre puliva i tavolini e preparava la macchina del caffè.
A Maria non manca nulla per fare la velina. E’ già bellissima alle cinque di mattina senza trucco e con una lunga giornata di lavoro che incombe davanti a lei. Oppure potrebbe fare la escort, che sarebbe un modo ipocrita di dire puttana. Sono sicuro che non mancherebbero i senza palle disposti a spendere un capitale per una così.
Eppure, ogni mattina, che piova, faccia freddo o soffi quel maledetto vento salmastro che spazza le strade della mia città marina, Maria si alza e va a fare il suo lavoro correndo come una gazzella.
E questo, per quanto incomprensibile vi possa sembrare l’associazione, mi risuona dentro come una oscura, ma tenera promessa.
Ingrid’s Eyes è di Dream-on