Il sottoscritto è privo di fede, quindi è "piccolo", "limitato".
La cosa è uscita l'altra sera durante una chiacchierata fra amici, e se non fosse una così palese idiozia potrei anche sentirmi offeso... ma è una palese idiozia, quindi a posto!
Perché lo è?
Sarà trito, ma cominciamo dall'inizio.
Il dibattito è partito perché ho raccontato quel che avevo detto a una ragazza Testimone di Geova qualche ora prima alla Stazione Termini.
Lei: "Conosci Gesù Cristo?"
Io, con gran sorriso: "Sì, è una truffa!"
È una delle mie risposte originali agli abbordaggi evangelici. Sono costantemente gli stessi da che io ricordi, e quindi non sarebbe necessario, ma tento sempre di curare la risposta con fantasia e attenzione perché, si sa, uno slogan scioccante può ciò che un ragionamento, spesso, proprio no: se devi impressionare qualcuno prono al pensiero magico - come chiunque creda in un Dio qualsiasi - non serve parlare al cervello. Su quell'argomento proprio non lo usano.
L'altra sera, però, ignorando i miei stessi consigli, ho fatto l'errore di tentare con una delle persone presenti. Tentare cosa, poi: di argomentare le mie opinioni, mica di convincere qualcuno. Ricordo di aver fatto più domande che affermazioni.
La faccenda è andata più o meno così.
Questa persona è una di quelle che io chiamo "finti cattolici", cioé gente che si sente scomoda in una chiesa talmente bigotta e oscurantista al punto da rifiutarne in gran parte i dogmi in favore di una personalissima interpretazione della religione. Gente del tipo "credo in Dio ma non nella chiesa", "tutte le religioni pregano lo stesso Dio", insomma, quella robaccia lì.
Al che io, divertito, le ho chiesto se si considerasse cristiana cattolica.
Lei: "Sì!"
Io: "Allora, come minimo, credi non solo che esista un Dio, ma che suo figlio sia nato da vergine, che l'ostia e il vino diventino realmente la sua carne e il suo sangue, che siamo battezzati perché colpevoli di un peccato orribile fin dalla nascita, che il Papa sia effettivamente portavoce in terra del tuo Dio."
Lei: "Sì, più o meno..."
Io: "Più o meno? Guarda che se ti manca anche una sola di queste cose non puoi tecnicamente dirti cristiana cattolica."
La cosa, per questa persona, era incomprensibile, tant'è che mi risponde che le sembra legittimo (e infatti lo fa) interpretare la religione in modo personale. Provo a spiegarle che questo tipo di approccio mi sembra ipocrita: perché saresti titolata a scegliere tu in cosa credere?
Io: "Questa è religione cash and carry. Scegli quello che ti fa più comodo e credi in quello. Come pretendi che si prenda sul serio la tua fede?"
Lei: "Ma ognuno ha il diritto di credere in quel che vuole, no?"
Io: "Ci mancherebbe! Ma come fai a scegliere in cosa credere? Qual è il criterio? La tua morale, i tuoi sentimenti personali?"
Lei: "Sì"
Io: "E quindi Dio esiste perché tu scegli di credere che esista? O perché "senti" che esiste? Tra l'altro, mi sembra evidente come la tua fede non abbia a che fare nulla con la tua morale, dato che quest'ultima le preesiste come criterio in base a cui decidere cosa credere. Perché la tua scelta è più appropriata, o giustificata, di quelle che fa il Papa?"
Corto circuito.
Più in là di così non si va.
Questa persona, persa nelle orribili contraddizoni logiche fra ciò che pensa e ciò che crede (ricordiamolo, sono due cose ben diverse), comincia a blaterare della "energia negativa" che emetterei.
EEEEEEEH?!?
Sarà che sono Leone ascendete Toro e allora la supercazzola mi fa venire l'aura Kyrlian, va a sapere. Poi magari ne parla Giacobbo a Voyager.
Io: "guarda che l'unica cosa che emetto è un po' di calore, visibile all'infrarosso. Oh, e un debole campo elettromagnetico. Se emetto qualcos'altro non è comprovabile, quindi finché non si dimostra che esiste questa 'energia negativa' stai dicendo una emerita stronzata basata sulla tua particolare percezione emotiva del mio ateismo."
In sostanza ti sto antipatico perché non ho rispetto delle scempiaggini che dici.
Lei: "Ma allora per te esiste solo quello che si può dimostrare, misurare e verificare?"
Io: "Fino a prova contraria..."
Lei (con aria trionfante da 'adesso ti frego!'): "Allora non credi neanche all'amore, all'amicizia e a tutte le altre emozioni, che evidentemente esistono!"
Io: "A parte che stai confondendo A) sentimenti umani e B) categorie concettuali con C) entità sovrannaturali, le emozioni sono un sottoprodotto della nostra biochimica e c'è un sacco di letteratura che te lo spiega."
Qui il discorso si è arenato per pura incomprensione da parte sua, e io sono diventato "piccolo" e "limitato" perché, pur essendomi dichiarato dispostissimo a cambiare opinione date nuove prove, non credo nelle sue baggianate.
Non è stata in grado di capire le varie e non insignificanti differenze fra impressioni soggettive ed esseri sovrannaturali.
Da farmi cadere le braccia. E se la scienza (unico metodo conoscitivo dell'universo mai sviluppato dall'umanità che FUNZIONI, cioé che sia stato in grado di dare risultati e spiegazioni una volta confrontato con la realtà sensibile) non ha ancora spiegato tutto, personalmente:
A) non vedo motivo per cui dovremmo riempire i vuoti con un fantasma inventato e pretendere che sia vero e
B) ho superato da tempo il complesso che tanti hanno di volere risposte chiare e DEFINITIVE. La conoscenza è un processo, e (tanto per farlo notare a quelli digiuni di fisica) il fatto stesso di essere parte dell'Universo che osserviamo ci vieta in linea di principio una conoscenza completa ed oggettiva dello stesso.
Ci sarebbe tanto altro da dire, e potrei parlare e scrivere per ore dell'argomento. Mi appassiona. Ultimamente rifletto molto sul concetto di sanità mentale e questa cosa mi manda ai matti... gente per il resto del tutto razionale che però ha un amico immaginario. Ci parla, persino, e non viene internata. È quello il problema, il fatto che siano ciechi da quel lato lì, completamente! Si regolano razionalmente nel resto della vita e poi credono in qualcosa senza riscontri né diretti né indiretti. In qualcosa di cui non si ha affatto bisogno per spiegare la vita, al limite solo per consolarsi.
Credere è credere, non pensare: sono due cose molto diverse, il che non esclude che uno sia capace di pensare se l’argomento non riguarda la fede... solo che la sua razionalità è, ahimé, zoppa.
Come quella di questo signore qui.
Dovrebbero spiegargli che non serve un titolo scientifico per parlare di religione?
Dio, cioé l'oggetto della religione, non può essere oggetto di studio. Non c'è nulla da conoscere su di lui. Tutto ciò che sappiamo della realtà intorno a noi indica che non esiste. Quando aprirà la prima cattedra di teologia in una università pubblica italiana saprete che ha vinto il pensiero magico, l'irrazionalità, la stupidità pura delle menti semplici.
Poi ti credo che prendono il voto dei mentecatti...