
Una vita che non scrivo qui.
Ora sono dottore in sociologia, ed è uno dei motivi per cui non scrivevo più: troppo da scrivere altrove.
E poi?
E poi l'Italia è sempre in mano a quel piduista (pitreista?) plurinquisito che, nonostante i "guai" (tipo Fini che sembra aver annusato l'affondamento prossimo venturo della barca del nano e, come tutti i bravi topi, fugge) che veri guai non sono, è sempre saldamente in sella pure quando non governa.
E poi la gente irrazionale - o semplicemente matta come una cavalletta - continua pervicace a credere nelle favolette e a insultare, reprimere, umiliare, vessare, fare leggi, schiacciare diritti, uccidere per esse, indipendentemente da quanto e cosa uno scriva.
E poi uno, a un certo punto, si stufa.
E poi smette di scrivere.
E poi?
E poi forse ricomincia. Devo trovare nuove motivazioni. Ora che il tempo c'è ricomincerò a spulciare in giro, magari a leggere qualche notizia online invece di affidarmi a Il Fatto Quotidiano (non lo conoscete? Ma sì che lo conoscete).
Perché? Perché quel meraviglioso giornale libero, unico in Italia, si guadagna la mia diffidenza a priori proprio per quel che è, unico. Anche se di norma dicono la pura e specchiata verità, dato che di quando in quando mi prendo la pigra briga di controllare.
Epperò, per farmi un'idea mia devo sempre e comunque consultare più fonti, non conosco altro modo di ragionare che farlo informandomi in maniera completa.
Tornerò, fidatevi... se poi ve ne frega qualcosa.
Nel frattempo, live long and prosper.