Qui la prima parte.
E un grazie a Darsch che mi ha fornito la spinta per continuare ^____^
---------
Una delle migliori scommesse sul sistema che ci porterà nello spazio a buon mercato riguarda il cosiddetto ascensore spaziale, ma ci sono molte proposte di progetto: skyhooks (“ganci dal cielo”), cavi spaziali, anelli di lancio, fontane (che sono, credo, particolarmente promettenti se unite a fonti efficienti di energia rinnovabile, perché possiamo realizzarle con la tecnologia disponibile ora) e anche anelli orbitali.
Per alcuni di essi non abbiamo ancora scoperto le tecniche e i materiali adatti, ma per altri mancano solo impegno politico e finanziario.
Perché non cominciamo a pensare seriamente a queste tecnologie?
Perché non siamo interessati alle enormi possibilità, in grado di cambiare la vita a tutta la popolazione del pianeta, che risiedono appena al di là del sottile strato di gas sopra le nostre teste?
Il potenziale economico del pianeta è e sarà immenso fintanto che le sue risorse non si esauriranno del tutto, e potrebbe essere messo al lavoro verso un obiettivo invece di venire sprecato in guerre locali per gli spiccioli che beneficiano solo una frazione insignificante della popolazione. C'è del profitto da fare nello spazio, un sacco di profitto.
Questa è una delle cose che mi stupisce: il capitalismo è sempre all'inseguimento del profitto, giusto? È quel che fa. È quel che è. Quindi come mai non ha ancora riposto alla sfida? La resistenza politica ad un progetto di tali, immense proporzioni, senza alcun visibile e immediato ritorno economico, è forte, ma non penso sia questo il problema. La politica non ha mai fermato un uomo d'affari in corsa verso il denaro: torcere dietro la schiena, con crudeltà, il braccio del governo è l'allenamento mattutino per ogni seria multinazionale.
Forse ancora non capiscono cosa c'è la fuori.
Prendete la Luna, ad esempio.
Ci siamo già stati. È facile da raggiungere, richiede solo tre giorni di viaggio. Ha un'area corrispondente a un quarto di tutte le terre emerse terrestri, un po' più piccola del continente asiatico. Il che vuol dire un sacco di spazio per costruire colonie, laboratori, centri di ricerca, fabbriche, persino fattorie a tenuta stagna.
Potremmo anche vivere di quel che offre il nostro satellite, se diventassimo abbastanza bravi in ingegneria. Ma anche senza questo, con il supporto della Terra, potremmo trasformare la Luna in un secondo mondo da abitare. Presenta una quantità di vantaggi. La sua massa ridotta significa un pozzo gravitazionale meno profondo, che ci permetterebbe di lanciare da lì navi spaziali verso il sistema solare esterno con risparmi notevoli. Ci sarebbe utile per produrre materiali impossibili da creare sulla Terra. La Luna non è un mondo ricco: senza attività tettonica è difficile trovare depositi di minerali, ma lassù si reperiscono idrogeno, ammoniaca, metano, mercurio, sodio, argento e persino acqua, se solo saremo in grado di scovare un modo economicamente vantaggioso di estrarli.
Marte è un candidato migliore. Più massivo, più lontano, ma incommensurabilmente più prezioso per i coloni. Dovremmo pensare a modi di terraformarlo, renderlo adatto alla vita umana. Sono stati concepiti molti metodi per raggiungere questo obiettivo. Potremmo aggiungere acqua all'atmosfera e cambiarne il contenuto (o modificare l'inclinazione e la velocità di rotazione del pianeta, se volessimo) facendo schiantare corpi asteroidali e cometari sulla superficie. Potremmo seminare il terreno marziano con licheni e piante geneticamente ingegnerizzati per aiutare l'aumento dell'ossigeno, potremmo indurre un effetto serra per aumentare la temperatura. Siamo riusciti a fare quest'ultima cosa sul nostro pianeta in soli 100 anni e senza rendercene nemmeno conto: perché non su Marte e intenzionalmente?
Titano, inoltre, è un caso a sé: un trampolino di lancio.
Si tratta di una delle lune di Saturno, l'unica del sistema solare ad avere un'atmosfera degna di questo nome. È un posto straordinario. Grande all'incirca come Mercurio, ha un'atmosfera composta per la gran parte di azoto, metano e vari idrocarburi, ossidi del carbonio e altro. Piove metano, emesso da vulcani “freddi” che eruttano anche una lava composta da ghiaccio d'acqua e ammoniaca (questo e altri indizi ci dicono che il mantello di Titano è probabilmente composto da acqua liquida e ghiaccio cristallizzato). La luce del sole trasforma il metano in toline di vario tipo – un misto di idrocarburi e altri polimeri, molecole organiche – che piovono nei laghi e fiumi di etano e metano che si trovano sulla superficie. C'è anche tanto azoto, e chiunque abbia un giardino sa a cosa serve quello.
Titano è una enorme fabbrica di composti organici.
Con quel che si trova sulla superficie, con le tecnologie già disponibili, possiamo sintetizzare del cibo. Fertilizzanti. Carburante. Senza contare l'elio-3 che potremmo estrarre da Saturno.
Non sarà un bellissimo posto per farci casa, ma potremmo usare le risorse di Titano per terraformare altri mondi.
Una volta trovati o creati altri luoghi in cui vivere, una volta che un blocco significativo della popolazione della Terra si sarà trasferito lassù (o quando gli umani extraterrestri cominceranno ad avere figli, due, tre generazioni di figli), le nostre uova non saranno più tutte in un solo paniere. Potremo tirare un profondo sospiro di sollievo.
L'umanità sarà finalmente, almeno in parte, al sicuro da incidenti.
La cosa meravigliosa è che questa non è la nostra sola possibilità di riuscirci.
Abbiamo una varietà di scelte, di passi intermedi da intraprendere.
-------
Continua...
Se dare una spintarella producesse sempre risultati così intelligenti e ispirati, farei lo spingitore di professione!!! :P
RispondiEliminaAppena le hai pubblicate tutte, hai un posto riservare sul blog! :D
*riservaTO -.-
RispondiEliminaGrazie della spintarella e del posto riservato: belli entrambi ^____^
RispondiElimina