
Qui la prima parte.
Qui la seconda parte
Qui la terza parte.
Qui la quarta parte
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Esistono altre soluzioni per aggirare i limiti imposti da c.
Per esempio, creare delle macchine di Von Neumann non è al di là delle nostre capacità tecnologiche.
Si tratta di macchine in grado di costruire, in primo luogo, copie di loro stesse, e in secondo luogo altre macchine o strutture, usando i materiali disponibili nell'ambiente circostante. Potremmo lanciare una sonda autoreplicante verso un altro sistema stellare a velocità sub-luminali. Una volta lì, indipendentemente dal tempo impiegato per arrivarci, la sonda comincerà a estrarre materie prime da asteroidi, lune, giganti gassosi e quant'altro troverà a disposizione, per creare copie di se stessa. Queste copie voleranno via dal sistema dirette verso altre stelle, con la stessa missione dell'originale, mentre la prima sonda rimarrà e comincerà non solo ad analizzare l'atmosfera e il terreno di ogni pianeta nelle vicinanze ma anche a scegliere il più adatto a noi. Una volta individuato sarà suo compito costruire una colonia vera e propria completa di fabbriche, impianti di riciclaggio (aria e acqua, se necessario), centrali elettriche (geotermali, solari, nucleari), habitat stagni o meno e così via. Anche le macchine necessarie a fare il lavoro possono essere costruite sul posto con le risorse locali.
Questa sonda, così come tutte le altre, sarebbe seguita nel giro di alcuni anni da un'astronave con equipaggio umano, i cui occupanti siano indifferentemente svegli o privi di conoscenza. La prima sarebbe un'astronave generazionale del tipo già menzionato, la seconda sarà fattibile se scopriremo un modo di sospendere indefinitamente il nostro metabolismo, ad esempio con la criostasi. Al suo arrivo l'equipaggio dovrà solo sbarcare, controllare che tutto stia funzionando e cominciare a vivere di ciò che offre la nuova sistemazione.
In sostituzione di un'astronave con equipaggio possiamo immaginare qualcosa di più economico, come una nave in cui il sistema di supporto vitale non sia nemmeno necessario. Potremmo costruire uno scafo molto più piccolo e rozzo, pieno di embrioni congelati – di animali e di esseri umani. Sono consapevole che è pura speculazione ma, sviluppata la necessaria tecnologia, potrebbero essere le macchine stesse a scongelare gli embrioni e educare le persone che diventeranno.
Saranno diversi da noi, anche radicalmente. Un altro tipo di esseri umani.
Il cambiamento è un elemento fondamentale della nostra storia, dell'evoluzione e dell'adattamento stessi, e adattarci dobbiamo se vogliamo sopravvivere indefinitamente. Finché non scopriremo come raggiungere e superare c i nostri viaggi nello spazio esterno saranno un processo lento, dolorosamente lento, e questa è un'altra ragione per cui dovremmo pianificare in anticipo.
Dobbiamo accettare che l'espansione nello spazio ci cambierà. Altri valori di gravità, luce solare con uno spettro differente, diversità nella chimica del terreno e dell'aria... tutto questo modificherà i nostri corpi e le nostre menti. I viaggi stessi ci richiederanno di essere aperti agli adeguamenti necessari. I cambiamenti dell'ambiente, che sia preesistente o generato dal nostro lavoro, avranno su di noi effetti evidenti, come d'altronde è già successo. Il significato della parola “umanità” si modificherà per includere qualcosa che oggi non siamo in grado di immaginare. Nuove creature separate da innumerevoli generazioni da noi scimmie evolute nelle savane della Terra, diverse da noi come i primi mammiferi dall'uomo moderno, porteranno avanti la storia della nostra specie. Non saranno umani nel senso che intendiamo attualmente. La nostra definizione di essere umano non sarà più valida, così come è insensato applicare quella che abbiamo ora ai nostri antenati lemuridi. Può essere difficile da accettare, ma è inevitabile se dovremo sopravvivere nell'arco di migliaia di millenni o milioni, miliardi di anni.
Non è nemmeno una novità. Abbiamo già influito sul nostro processo evolutivo. A un certo punto della nostra storia abbiamo sopraffatto l'ambiente naturale adeguandolo alle nostre necessità, invece di continuare ad adattarci a esso come qualsiasi altro animale. Cambiando il nostro contesto di vita abbiamo trasformato, di conseguenza, anche l'effetto che tale contesto ha avuto su di noi. Pensate ai milioni di persone che ogni anno sopravvivono a malattie un tempo mortali e quindi si riproducono, cosa che non sarebbe successa se non avessimo inventato i vaccini.
Abbiamo già preso la nostra evoluzione nelle nostre mani. Propongo di farlo apertamente e consapevolmente. L'ingegneria genetica è un campo promettente che ancora non comprendiamo appieno, ma in esso risiedono grandi possibilità e sarà più che utile: sarà fondamentale per supportare la nostra evoluzione verso forme nuove. Possiamo adattarci per via ingegneristica alla microgravità o lasciare che lo spazio lo faccia per noi nei prossimi milioni di anni. Possiamo adattare i nostri corpi per affrontare ogni tipo di situazione prevedibile, come la colonizzazione di un nuovo pianeta con la sua chimica e il suo biota.
Diventeremo viaggiatori spaziali, abitanti delle stelle.
E allora, solo allora, saremo veramente in grado di fare piani nel lungo periodo.
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Continua...
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