mercoledì 15 febbraio 2012

Del perché alcuni meritano di morire


Lo so, lo so, con un titolo così mi qualifico per la gara di figlio di puttana del mese.
Eppure c'è gente che merita di morire.

Mi è tornato in mente oggi un episodio di alcuni anni fa. In un paese nei dintorni di Roma c'era appena stato un grave lutto: due ragazzini, se ricordo bene di 14 anni, sono morti spiaccicati da un SUV a un incrocio. Travolti sul loro motorino.


Brutta storia, bruttissima.
Ricordo anche la discussione che ebbi con degli amici a riguardo. Furono loro a raccontarmi l'accaduto, perché pur non conoscendo direttamente i defunti né bene le loro famiglie, ne erano compaesani. Saltò fuori che i ragazzi stavano facendo il "gioco del coniglio": vediamo chi frena più tardi lanciandosi in discesa col motorino verso l'incrocio, che è dotato di semaforo proprio perché gode di pessima visibilità laterale. Se arriva qualcuno da destra col piffero che lo vedi.

Converrete con me: non un'idea geniale.

I miei amici trattavano la cosa come un'orribile tragedia. Concordo, la perdita di vite umane lo è sempre. Ma al tempo mi permisi, come farei anche ora, di obiettare che se davvero erano così stupidi se l'erano cercata. Non metto assolutamente in discussione il dolore della famiglia, che rispetto. Ma direi che c'era poco da piangere per chi non fosse un parente o un amico, non vedevo perché i miei amici fossero così sconvolti.

La loro reazione fu di shock assoluto: come ti permetti di parlare male dei morti? Per di più in circostanze tragiche? E il dolore della famiglia? Devi avere rispetto dei morti!
E invece no, obietto io. Già in linea generale non vedo perché si dovrebbero dire belle cose (false) sui morti solo perché sono morti. Inoltre perché dovrei rispettare due perfetti imbecilli integrali che si sono ammazzati con le proprie mani? Perché devo dire amenità buoniste se parlo di individui cretini come un lemure?

"Ma erano ragazzini", mi si obiettò, "tu non hai mai fatto stronzate da ragazzino?"
E qui veniamo al punto: NO. Non così demenziali. La prova è che sono ancora vivo.
Oh, di stronzate ne ho fatte. Vero, chi non le fa? Ma non sono mai stato tanto idiota da mettermi consapevolmente in una situazione che comportasse un CHIARO, PALESE PERICOLO PER LA MIA VITA. Manco a 14 anni. Non è roba da premi Nobel intuire che, forseforse, gettarsi in motorino verso un incrocio pericoloso comporta il rischio di essere travolti. Che c'entra la giovane età? Qualunque bambino di 8 anni ha gli strumenti per distinguere una situazione pericolosa del genere ed evitarla. Contro il caso non si può far niente, vero, ma qui non c'entra il caso: se ti getti da un precipizio puoi anche non morire, ma quante probabilità hai? Una cosa è "l'incoscienza della gioventù", un'altra è non riuscire a prevedere le conseguenze della più semplice delle proprie azioni: c'è un evidente deficit da qualche parte. E no, non dico che è colpa loro se sono stupidi, la genetica è genetica. Ma dico che è colpa loro se si sono ammazzati... fare altrimenti sarebbe negare che la maggior parte dell'umanità sia in grado di prendersi la responsabilità delle proprie azioni.

"Ma vabbé, sono stati spinti dagli amici, sai, la forza del gruppo", mi si rispose. Begli amici! Ma perché, nessuno di noi è stato sottoposto alla pressione conformista del gruppo dei pari? Se sei così stupido da mettere chiaramente in pericolo la tua vita (perché ribadisco, non è un caso di rischio calcolato o prevedibile: ti stai fottutamente gettando in un incrocio cieco!) perché te lo dicono gli amici (che evidentemente non sono tanto amici, o sono così idioti che non vale la pena averli per amici) allora meriti di morire. Chi fa 'ste cose e non crepa è fortunato, ma ciò non vuol dire che fare queste cose sia "normale", o intelligente.
Se non sei abbastanza sveglio da preoccuparti della tua continuata esistenza non vedo dove sia la tragedia se crepi: è una profezia che si autoavvera, un finale annunciato.
Punto.

Anzi, uno potrebbe argomentare che hai anche fatto un favore al tutti noi eliminando dal pool genetico la tua idiozia. Grazie a te siamo tutti un po' più intelligenti, adesso. Si chiama "evoluzione della specie": se sei così cretino da autoeliminarti questo è un bene per l'umanità in generale.

Se ti pare una buona idea guidare con una pistola carica in grembo o mentre lavori al PC, o sparare ai cavi dell'alta tensione, dare fastidio a un elefante per divertimento o costruirti in casa attrezzi medici con i quali finisci per impiccarti, beh, perché dovrebbe dispiacermi se muori?

Diamine, se mia sorella facesse una cazzata così monumentale ne sarei distrutto, annientato, fatto a brandelli. Certo che la piangerei, ho sentimenti umani come tutti. Ma non potrei fare a meno di pensare che se l'è cercata, che è stata stupida come la merda, che sarebbe bastato riflettere 20 secondi. Che la colpa è stata SUA, non del caso, di dio o di un ignaro guidatore di SUV che avrà gli incubi da qui alla fine della propria esistenza perché due ragazzini sono stati inescusabilmente idioti.
Ma a quanto pare, per la maggior parte delle persone, sui morti bisogna mentire.
Vacce a capi' quarcosa.

2 commenti:

  1. Non credo che potrei essere più d'accordo.

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  2. Concordo anch'io, nulla da eccepire sulla pietà umana, rispetto per il dolore dei familiari per questa improvvisa perdita di affetti.
    Ma la genetica dell'IDIOZIA va "spartanamente" eliminata alla radice.
    Elementi così disumanamente stupidi non meritano di vivere, perchè sono un pericolo mortale per gli altri.

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